Nel convegno annuale dell'Associazione milanese scuole materne affiliata alla Fism si confronteranno oltre 500 docenti e coordinatrici in rappresentanza di 360 asili di ispirazione cristiana. Sarà approfondita anche la figura di Maria Montessori

di Gianluigi BRUSCHI Presidente Amism ed Enrico SALATI Responsabile Commissione Pedagogica Amism
Redazione

Quando una scuola è davvero buona? Quando svolge attività straordinarie (nuoto, danza, lingue straniere, eccetera). Oppure quando dichiara di riferirsi a grandi idee e ideali? O, al contrario, quando non si perde in teorizzazioni ma è attiva e servizievole (ha una nursery, per esempio). Forse un po’ di tutto questo, ma, soprattutto, quando nel quotidiano offre occasioni ai bambini per uscire dalle stereotipie e dai condizionamenti socioculturali e risvegliarsi come soggetti normali, cioè straordinari. Perché, più che nelle grandi occasioni, è nelle routines che la vita prende sapore: le grandi estemporaneità passano, mentre la vita di ogni giorno costruisce la personalità e si presenta come significativa.
Allora una scuola è buona quando l’ordinario di ogni giorno non è solo un momento di passaggio tra iniziative originali, ma è dotato di senso. Certo, non tutte le routines sono così, occorre che la scuola faccia dell’ordinario lo straordinario, e ciò avverrà se ogni giorno sarà ricco di interessi, vale a dire di qualità dell’esperienza. Come? «Appena i bambini trovano un oggetto che li interessi il disordine scompare d’un tratto e finisce il vagabondaggio della mente» (Maria Montessori).
Su questo tema si misura il convegno d’inizio anno sociale organizzato sabato 9 ottobre dall’Amism/Fism, che riunisce circa 360 scuole dell’infanzia di ispirazione cristiana delle province di Milano e Monza Brianza. Con la partnership del Servizio di Formazione Permanente dell’Università Cattolica, oltre 500 docenti e coordinatrici si confronteranno sulla straordinarietà della scuola ordinaria (il bisticcio è voluto) grazie a relazioni e comunicazioni su esperienze e progetti.
Sullo sfondo, la prestigiosa figura di Maria Montessori, l’unica pedagogista italiana conosciuta e stimata in tutto il mondo (l’Amism ha tra i propri associati anche alcune scuole di metodo Montessori), la quale rivivrà grazie alla presentazione commentata di alcuni stralci della fiction tv dedicata alla grande scienziata. Il convegno si concluderà con una “riflessione cantata” di Carlo Pastori, noto cantautore e cabarettista, nonché rappresentante dei papà di tanti vivaci (e allegri, speriamo) piccoli alunni. Quando una scuola è davvero buona? Quando svolge attività straordinarie (nuoto, danza, lingue straniere, eccetera). Oppure quando dichiara di riferirsi a grandi idee e ideali? O, al contrario, quando non si perde in teorizzazioni ma è attiva e servizievole (ha una nursery, per esempio). Forse un po’ di tutto questo, ma, soprattutto, quando nel quotidiano offre occasioni ai bambini per uscire dalle stereotipie e dai condizionamenti socioculturali e risvegliarsi come soggetti normali, cioè straordinari. Perché, più che nelle grandi occasioni, è nelle routines che la vita prende sapore: le grandi estemporaneità passano, mentre la vita di ogni giorno costruisce la personalità e si presenta come significativa.Allora una scuola è buona quando l’ordinario di ogni giorno non è solo un momento di passaggio tra iniziative originali, ma è dotato di senso. Certo, non tutte le routines sono così, occorre che la scuola faccia dell’ordinario lo straordinario, e ciò avverrà se ogni giorno sarà ricco di interessi, vale a dire di qualità dell’esperienza. Come? «Appena i bambini trovano un oggetto che li interessi il disordine scompare d’un tratto e finisce il vagabondaggio della mente» (Maria Montessori).Su questo tema si misura il convegno d’inizio anno sociale organizzato sabato 9 ottobre dall’Amism/Fism, che riunisce circa 360 scuole dell’infanzia di ispirazione cristiana delle province di Milano e Monza Brianza. Con la partnership del Servizio di Formazione Permanente dell’Università Cattolica, oltre 500 docenti e coordinatrici si confronteranno sulla straordinarietà della scuola ordinaria (il bisticcio è voluto) grazie a relazioni e comunicazioni su esperienze e progetti.Sullo sfondo, la prestigiosa figura di Maria Montessori, l’unica pedagogista italiana conosciuta e stimata in tutto il mondo (l’Amism ha tra i propri associati anche alcune scuole di metodo Montessori), la quale rivivrà grazie alla presentazione commentata di alcuni stralci della fiction tv dedicata alla grande scienziata. Il convegno si concluderà con una “riflessione cantata” di Carlo Pastori, noto cantautore e cabarettista, nonché rappresentante dei papà di tanti vivaci (e allegri, speriamo) piccoli alunni.

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