Al convegno diocesano per responsabili e collaboratori sul tema «Povertà, una sfida per l'Europa», presso Villa Sacro Cuore di Triuggio, un bilancio e un rilancio della campagna «Zero Poverty», riletta anche alla luce della crisi economica che investe il territorio della Diocesi


Redazione

«La povertà è uno scandalo inaccettabile per il 21° secolo». Così recita il Poverty paper, il documento politicamente più significativo scritto da Caritas Europa nell’ambito della campagna «Zero Poverty», lanciata nell’Anno europeo di lotta alla povertà per sollecitare le istituzioni comunitarie ad assumere dei provvedimenti concreti per ridurre le disuguaglianze sociali e rimuovere le cause di impoverimento e indigenza.
Scandalo, dunque. Un termine non scelto a caso. Perché la povertà, come pietra d’inciampo, interroga, tormenta, sollecita una riposta. Certamente non può essere liquidata a destino ineluttabile. «Il sottosviluppo non è fatalità, è il frutto amaro delle mancanza di fraternità fra gli uomini e fra i popoli», ricordava già Paolo VI più di cinquant’anni fa nell’enciclica Populorum progressio.In un momento difficile per molte famiglie italiane, con una crisi economica che continua a mordere anche le zone più produttive del Paese, i responsabili e i collaboratori della Caritas Ambrosiana rifletteranno proprio su questo tema durante il tradizionale convegno di apertura dell’anno pastorale, che si terrà a Villa Sacro Cuore di Triuggio sabato 11 e domenica 12 settembre.
Possiamo rassegnarci al fatto che una quota di cittadini non abbia i mezzi necessari per condurre una vita dignitosa? Questa la domanda provocatoria. Nell’Unione Europea 78 milioni di persone (il 16% della popolazione e il 19% dei bambini) sono attualmente esposte al rischio di povertà, ovvero vivono, sulla base della definizione concordata a livello europeo, con un reddito inferiore al 60% del reddito familiare registrato nel loro Paese. Nel 2004 circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno. Una situazione di disagio ulteriormente aggravata dalla crisi anche nelle zone più floride d’Europa, compreso il territorio della Diocesi ambrosiana che, comprendendo le province di Milano, Varese e Lecco, rappresenta da solo una parte cospicua dell’economia italiana.
Per far fronte a questa situazione lo stesso Arcivescovo, anticipando iniziative analoghe in altre Diocesi, costituì all’inizio del 2009 il Fondo Famiglia – Lavoro, per offrire un sostegno alle famiglie che perdevano il lavoro. In questi ultimi due anni gli stessi Centri di Ascolto delle Caritas hanno continuato a offrire aiuto estendendo la loro azione anche a ceti sociali nuovi. All’azione concreta si è poi affiancata l’analisi e lo studio di proposte.
Aderendo alla campagna Zero Poverty, Caritas Ambrosiana, a marzo, nell’ambito del convegno “Cancellare la Povertà. Una sfida per l’Europa”, ha chiesto alla Regione Lombardia di introdurre in forma sperimentale “il reddito minimo garantito”, uno strumento di protezione sociale presente in tutti i Paesi della vecchia Europa a 15, con l’eccezione della Grecia e dell’Italia, che consentirebbe di offrire sostegno a coloro oggi esclusi da qualsiasi aiuto pubblico e che sono proprio i soggetti più colpiti dalla crisi.
Il convegno di Triuggio sarà l’occasione per tirare le fila di questo impegno operativo e di riflessione. Sabato interverranno padre Erny Gillen, presidente di Caritas Europa, e monsignor Eros Monti, Vicario episcopale per la Vita sociale della Diocesi di Milano. Domenica parlerà invece Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazione unite per i Rifugiati, su un altro tema caldo in Europa: l’immigrazione. Tra gli ospiti atteso anche monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare della Diocesi dell’Aquila. «La povertà è uno scandalo inaccettabile per il 21° secolo». Così recita il Poverty paper, il documento politicamente più significativo scritto da Caritas Europa nell’ambito della campagna «Zero Poverty», lanciata nell’Anno europeo di lotta alla povertà per sollecitare le istituzioni comunitarie ad assumere dei provvedimenti concreti per ridurre le disuguaglianze sociali e rimuovere le cause di impoverimento e indigenza.Scandalo, dunque. Un termine non scelto a caso. Perché la povertà, come pietra d’inciampo, interroga, tormenta, sollecita una riposta. Certamente non può essere liquidata a destino ineluttabile. «Il sottosviluppo non è fatalità, è il frutto amaro delle mancanza di fraternità fra gli uomini e fra i popoli», ricordava già Paolo VI più di cinquant’anni fa nell’enciclica Populorum progressio.In un momento difficile per molte famiglie italiane, con una crisi economica che continua a mordere anche le zone più produttive del Paese, i responsabili e i collaboratori della Caritas Ambrosiana rifletteranno proprio su questo tema durante il tradizionale convegno di apertura dell’anno pastorale, che si terrà a Villa Sacro Cuore di Triuggio sabato 11 e domenica 12 settembre.Possiamo rassegnarci al fatto che una quota di cittadini non abbia i mezzi necessari per condurre una vita dignitosa? Questa la domanda provocatoria. Nell’Unione Europea 78 milioni di persone (il 16% della popolazione e il 19% dei bambini) sono attualmente esposte al rischio di povertà, ovvero vivono, sulla base della definizione concordata a livello europeo, con un reddito inferiore al 60% del reddito familiare registrato nel loro Paese. Nel 2004 circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno. Una situazione di disagio ulteriormente aggravata dalla crisi anche nelle zone più floride d’Europa, compreso il territorio della Diocesi ambrosiana che, comprendendo le province di Milano, Varese e Lecco, rappresenta da solo una parte cospicua dell’economia italiana.Per far fronte a questa situazione lo stesso Arcivescovo, anticipando iniziative analoghe in altre Diocesi, costituì all’inizio del 2009 il Fondo Famiglia – Lavoro, per offrire un sostegno alle famiglie che perdevano il lavoro. In questi ultimi due anni gli stessi Centri di Ascolto delle Caritas hanno continuato a offrire aiuto estendendo la loro azione anche a ceti sociali nuovi. All’azione concreta si è poi affiancata l’analisi e lo studio di proposte.Aderendo alla campagna Zero Poverty, Caritas Ambrosiana, a marzo, nell’ambito del convegno “Cancellare la Povertà. Una sfida per l’Europa”, ha chiesto alla Regione Lombardia di introdurre in forma sperimentale “il reddito minimo garantito”, uno strumento di protezione sociale presente in tutti i Paesi della vecchia Europa a 15, con l’eccezione della Grecia e dell’Italia, che consentirebbe di offrire sostegno a coloro oggi esclusi da qualsiasi aiuto pubblico e che sono proprio i soggetti più colpiti dalla crisi.Il convegno di Triuggio sarà l’occasione per tirare le fila di questo impegno operativo e di riflessione. Sabato interverranno padre Erny Gillen, presidente di Caritas Europa, e monsignor Eros Monti, Vicario episcopale per la Vita sociale della Diocesi di Milano. Domenica parlerà invece Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazione unite per i Rifugiati, su un altro tema caldo in Europa: l’immigrazione. Tra gli ospiti atteso anche monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare della Diocesi dell’Aquila.

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