Presentato oggi in Cattolica il libro-intervista sul Pontefice: presente oltre all'autore Peter Seewald, il card. Dionigi Tettamanzi, il rettore Lorenzo Ornaghi, il direttore di "Avvenire" Marco Tarquinio e Giuseppe Costa della Lev

di Luisa BOVE
Redazione

In una sala gremita di giovani, presentato questa mattina all’Università Cattolica di Milano il libro-intervista al Papa “Luce del mondo” edito dalla Libreria Vaticana (pp. 284, 19,50 euro). In Italia 50 mila copie del volume sono già andate esaurite e delle 100 mila in ristampa ne sono già state prenotate 70 mila, ha detto Giuseppe Costa, direttore della Lev. E lo stesso sta evvenendo in Germania. «Tradotto in 8 lingue con 12 o 13 editori, ma continuano ad arrivare richieste da altre parti del mondo».
Con la presentazione a Milano del libro sul Papa, ha detto il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, «siamo i primi come università e come diocesi italiana, battuti solo ieri dalla Spagna». All’evento era presente anche il cardinale Dionigi Tettamanzi, in qualità di presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo, che «con piacere» ha accolto l’invito. «L’umanità del Papa», ha commentato l’Arcivescovo, «si intreccia profondamente con quel vertice di spiritualità che è data dalla fede», ma Benedetto XVI ha rivelato anche «il volto bello, attraente e materno» della Chiesa, nonostante le numerose critiche che la colpiscono.
Il Papa, ha detto ancora l’Arcivescovo, non solo ha risposto alle numerose domande del giornalista, ma ne ha poste a sua volta. Così, di fronte alla sua elezione a Pontefice ha chiesto: «Signore, cosa mi stai facendo?» e guardando i fedeli che lo attendevano in piazza San Pietro si è domandato: «Cosa potrei dire?». Molti altri interrogativi emergono dalle interviste che l’autore ha realizzato recandosi a fine luglio per 6 giorni di seguito dal Papa: com’è possibile dominare il progresso dal punto di vista umano ed etico? Cosa è davvero essenziale per la Chiesa? È giusto offrirsi sempre alle folle e farsi acclamare come una star?
La parola poi è passata a Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire” che ha intervistato a sua volta Seewald. Ha posto domande sulla Germania e su come i tedeschi valutano il Papa, sul rapporto tra Chiesa cattolica e protestante, sull’immagine forse malinconica di Benedetto XVI e altro ancora. L’autore parla di un «muro impenetrabile che permette sempre meno di accedere ai reali contributi del Pontefice e alla sua vera immagine». Questo libro vuole quindi contribuire a restituire «uno sguardo non falsificato ma vero sul Papa».
«Gli ho posto domande che oggi muovono l’opinione pubblica», ha detto il giornalista, «dalla crisi della Chiesa a quella della società che non è da meno!». Non erano solo domande di attualità, ma interrogativi «che ogni generazione si pone, anche se possono sembrare banali come le domande dei bambini».
«Il Papa», ha aggiunto Seewald, «ci indica la semplicità della fede. Non è un fondamentalista né un tradizionalista in senso stretto e non è neppure contro la modernità». Non solo, ma Benedetto XVI «spiega in modo molto semplice cose molto complicate». Il giornalista tedesco non ha mai temuto che non rispondesse alle sue domande: «Egli è l’uomo del dialogo e lo chiede. Vuole il dibattito più di quanto oggi non ci sia. Ha qualcosa da dire e anche la fede ha qualcosa da dire».
Secondo l’autore, Joseph Ratzinger «è uno dei più grandi pensatori del nostro tempo» oltre che «un grande maestro spirituale»; ciò che l’ha colpito di più «è come lui interpreta il suo ruolo di Papa in questo tempo, per esempio come tratta il dialogo con l’Islam e l’integrazione. Egli vede le cose con gli occhi di Dio». E conclude: «Mi ha affascinato come lui gestisce il problema del carico di lavoro. Noi tutti siamo sotto stress, ma il Papa dice: “Ogni giorno basta la sua pena. Allora rimani tranquillo”».

Edito in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana, è stato presentato in Vaticano martedì 23 novembre.
In una sala gremita di giovani, presentato questa mattina all’Università Cattolica di Milano il libro-intervista al Papa “Luce del mondo” edito dalla Libreria Vaticana (pp. 284, 19,50 euro). In Italia 50 mila copie del volume sono già andate esaurite e delle 100 mila in ristampa ne sono già state prenotate 70 mila, ha detto Giuseppe Costa, direttore della Lev. E lo stesso sta evvenendo in Germania. «Tradotto in 8 lingue con 12 o 13 editori, ma continuano ad arrivare richieste da altre parti del mondo».Con la presentazione a Milano del libro sul Papa, ha detto il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, «siamo i primi come università e come diocesi italiana, battuti solo ieri dalla Spagna». All’evento era presente anche il cardinale Dionigi Tettamanzi, in qualità di presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo, che «con piacere» ha accolto l’invito. «L’umanità del Papa», ha commentato l’Arcivescovo, «si intreccia profondamente con quel vertice di spiritualità che è data dalla fede», ma Benedetto XVI ha rivelato anche «il volto bello, attraente e materno» della Chiesa, nonostante le numerose critiche che la colpiscono.Il Papa, ha detto ancora l’Arcivescovo, non solo ha risposto alle numerose domande del giornalista, ma ne ha poste a sua volta. Così, di fronte alla sua elezione a Pontefice ha chiesto: «Signore, cosa mi stai facendo?» e guardando i fedeli che lo attendevano in piazza San Pietro si è domandato: «Cosa potrei dire?». Molti altri interrogativi emergono dalle interviste che l’autore ha realizzato recandosi a fine luglio per 6 giorni di seguito dal Papa: com’è possibile dominare il progresso dal punto di vista umano ed etico? Cosa è davvero essenziale per la Chiesa? È giusto offrirsi sempre alle folle e farsi acclamare come una star?La parola poi è passata a Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire” che ha intervistato a sua volta Seewald. Ha posto domande sulla Germania e su come i tedeschi valutano il Papa, sul rapporto tra Chiesa cattolica e protestante, sull’immagine forse malinconica di Benedetto XVI e altro ancora. L’autore parla di un «muro impenetrabile che permette sempre meno di accedere ai reali contributi del Pontefice e alla sua vera immagine». Questo libro vuole quindi contribuire a restituire «uno sguardo non falsificato ma vero sul Papa».«Gli ho posto domande che oggi muovono l’opinione pubblica», ha detto il giornalista, «dalla crisi della Chiesa a quella della società che non è da meno!». Non erano solo domande di attualità, ma interrogativi «che ogni generazione si pone, anche se possono sembrare banali come le domande dei bambini».«Il Papa», ha aggiunto Seewald, «ci indica la semplicità della fede. Non è un fondamentalista né un tradizionalista in senso stretto e non è neppure contro la modernità». Non solo, ma Benedetto XVI «spiega in modo molto semplice cose molto complicate». Il giornalista tedesco non ha mai temuto che non rispondesse alle sue domande: «Egli è l’uomo del dialogo e lo chiede. Vuole il dibattito più di quanto oggi non ci sia. Ha qualcosa da dire e anche la fede ha qualcosa da dire».Secondo l’autore, Joseph Ratzinger «è uno dei più grandi pensatori del nostro tempo» oltre che «un grande maestro spirituale»; ciò che l’ha colpito di più «è come lui interpreta il suo ruolo di Papa in questo tempo, per esempio come tratta il dialogo con l’Islam e l’integrazione. Egli vede le cose con gli occhi di Dio». E conclude: «Mi ha affascinato come lui gestisce il problema del carico di lavoro. Noi tutti siamo sotto stress, ma il Papa dice: “Ogni giorno basta la sua pena. Allora rimani tranquillo”». Edito in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana, è stato presentato in Vaticano martedì 23 novembre. – – L’intervento dell’Arcivescovo (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1568/Volume_SantoPadre.pdf)

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