«L'efficienza operativa dei milanesi assicura una buona organizzazione e una felice riuscita dell'evento». Lo sostiene il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia

di Pino NARDI
Redazione

Fra due anni Milano accoglierà le famiglie di tutto il mondo. L’appuntamento del VII Incontro mondiale mobilita già da ora l’intera Diocesi a tutti i livelli. Le attese da parte della Chiesa universale infatti sono molte, ma «l’efficienza operativa dei milanesi assicura una buona organizzazione e una felice riuscita dell’evento». Lo sostiene in questa intervista il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che promuove, insieme alla Diocesi, l’iniziativa che vedrà la presenza di Benedetto XVI a Milano per la prima volta. “La famiglia: il lavoro e la festa” è il tema scelto, in perfetta sintonia con il Percorso pastorale proposto dal cardinale Tettamanzi in questi ultimi anni.

Da Città del Messico a Milano: Eminenza perché è stata scelta la città di Sant’Ambrogio e San Carlo per la nuova edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie?
Milano è stata scelta per vari motivi. La città è prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo. La Diocesi è una delle più grandi e ha una gloriosa tradizione di fede, di cultura, di valori familiari. La posizione geografica facilita l’accesso da tutti i continenti e la stessa partecipazione del Santo Padre. L’efficienza operativa dei milanesi assicura una buona organizzazione e una felice riuscita dell’evento.

Come la Diocesi di Milano può contribuire a questo importante evento?
Alla Diocesi, d’intesa con il Pontificio Consiglio per la famiglia, spetta innanzitutto l’elaborazione, la scelta e l’attuazione del programma. Spetta alla Diocesi coinvolgere le istituzioni e la società civile, oltre ovviamente le comunità ecclesiali, considerando che il tema “La famiglia: il lavoro e la festa” ha una grande incidenza sociale, oltre che religiosa. In particolare occorre sensibilizzare le famiglie del territorio per la partecipazione alle cinque giornate celebrative e per l’accoglienza delle famiglie ospiti e un fruttuoso incontro con loro.

E a livello delle comunità cristiane quale percorso sarebbe utile in preparazione all’Incontro?
Il Papa stesso nella sua Lettera ha invitato a fare un cammino ecclesiale di avvicinamento all’Incontro mondiale con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, valorizzando anche il XXX anniversario dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio che è la magna charta della Pastorale familiare nel nostro tempo. Tali iniziative possono essere di vario genere: incontri di famiglie, valorizzazione delle coppie di sposi nella pastorale, giornate e settimane delle famiglie, feste, ricerche e convegni di studio, iniziative di solidarietà, raccolta e divulgazione di esperienze positive anche attraverso i media. In particolare viene proposto con apposito sussidio un ciclo di catechesi circa l’incidenza del lavoro e della festa sullo stile di vita della famiglia. Fra due anni Milano accoglierà le famiglie di tutto il mondo. L’appuntamento del VII Incontro mondiale mobilita già da ora l’intera Diocesi a tutti i livelli. Le attese da parte della Chiesa universale infatti sono molte, ma «l’efficienza operativa dei milanesi assicura una buona organizzazione e una felice riuscita dell’evento». Lo sostiene in questa intervista il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che promuove, insieme alla Diocesi, l’iniziativa che vedrà la presenza di Benedetto XVI a Milano per la prima volta. “La famiglia: il lavoro e la festa” è il tema scelto, in perfetta sintonia con il Percorso pastorale proposto dal cardinale Tettamanzi in questi ultimi anni.Da Città del Messico a Milano: Eminenza perché è stata scelta la città di Sant’Ambrogio e San Carlo per la nuova edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie?Milano è stata scelta per vari motivi. La città è prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo. La Diocesi è una delle più grandi e ha una gloriosa tradizione di fede, di cultura, di valori familiari. La posizione geografica facilita l’accesso da tutti i continenti e la stessa partecipazione del Santo Padre. L’efficienza operativa dei milanesi assicura una buona organizzazione e una felice riuscita dell’evento.Come la Diocesi di Milano può contribuire a questo importante evento?Alla Diocesi, d’intesa con il Pontificio Consiglio per la famiglia, spetta innanzitutto l’elaborazione, la scelta e l’attuazione del programma. Spetta alla Diocesi coinvolgere le istituzioni e la società civile, oltre ovviamente le comunità ecclesiali, considerando che il tema “La famiglia: il lavoro e la festa” ha una grande incidenza sociale, oltre che religiosa. In particolare occorre sensibilizzare le famiglie del territorio per la partecipazione alle cinque giornate celebrative e per l’accoglienza delle famiglie ospiti e un fruttuoso incontro con loro.E a livello delle comunità cristiane quale percorso sarebbe utile in preparazione all’Incontro?Il Papa stesso nella sua Lettera ha invitato a fare un cammino ecclesiale di avvicinamento all’Incontro mondiale con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, valorizzando anche il XXX anniversario dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio che è la magna charta della Pastorale familiare nel nostro tempo. Tali iniziative possono essere di vario genere: incontri di famiglie, valorizzazione delle coppie di sposi nella pastorale, giornate e settimane delle famiglie, feste, ricerche e convegni di studio, iniziative di solidarietà, raccolta e divulgazione di esperienze positive anche attraverso i media. In particolare viene proposto con apposito sussidio un ciclo di catechesi circa l’incidenza del lavoro e della festa sullo stile di vita della famiglia. – – Una grande occasione di condivisione, dialogo e accoglienza – La messa del Papa nell’area Expo? – I Papi a Milano nella storia

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