di monsignor Franco CARNEVALI Decano di Gallarate
Redazione

L’iniziazione cristiana è assai rilevante nella vita delle nostre comunità, perché costituisce una grandissima occasione per far conoscere Gesù ai piccoli e favorisce il riavvicinamento alla vita della Chiesa di molti genitori e adulti. Proprio per questo ci appassiona e ci impegna. È sempre da ripensare, perché cambiano le condizioni sociali e religiose. Dobbiamo però stare attenti per non perdere, in nome di veri o presunti riferimenti teologici, la rilevanza pastorale ed educativa che riveste.
A questo proposito mi sembra importante sottolineare alcuni aspetti importanti.
Il valore dell’iniziare l’attenzione educativa con il battesimo: è questo un punto condiviso che però non è sempre facile da realizzare. Mi sembrerebbe perciò opportuno concentrare qui una parte rilevante delle forze delle nostre comunità.
Nel cammino con i ragazzi dai 7 agli 11 anni va prestata molta attenzione al coinvolgimento dei genitori. Molti di essi si sono allontanati dal cammino della Comunità Cristiana. Vanno raggiunti, per offrire la possibilità di ricominciare. In questa prospettiva mi parrebbe utile avere due momenti distinti, “tradizionalmente” di richiamo, quali la Messa di Prima Comunione e la celebrazione della Confermazione, così da offrire ampie possibilità per aiutare ad un ripensamento della propria fede e non ritardare troppo la partecipazione piena all’Eucaristia dei piccoli.
Credo poi che il vero punto debole sia il post-Cresima: e su questo vanno ancora pensate proposte significative! L’iniziazione cristiana è assai rilevante nella vita delle nostre comunità, perché costituisce una grandissima occasione per far conoscere Gesù ai piccoli e favorisce il riavvicinamento alla vita della Chiesa di molti genitori e adulti. Proprio per questo ci appassiona e ci impegna. È sempre da ripensare, perché cambiano le condizioni sociali e religiose. Dobbiamo però stare attenti per non perdere, in nome di veri o presunti riferimenti teologici, la rilevanza pastorale ed educativa che riveste.A questo proposito mi sembra importante sottolineare alcuni aspetti importanti.Il valore dell’iniziare l’attenzione educativa con il battesimo: è questo un punto condiviso che però non è sempre facile da realizzare. Mi sembrerebbe perciò opportuno concentrare qui una parte rilevante delle forze delle nostre comunità.Nel cammino con i ragazzi dai 7 agli 11 anni va prestata molta attenzione al coinvolgimento dei genitori. Molti di essi si sono allontanati dal cammino della Comunità Cristiana. Vanno raggiunti, per offrire la possibilità di ricominciare. In questa prospettiva mi parrebbe utile avere due momenti distinti, “tradizionalmente” di richiamo, quali la Messa di Prima Comunione e la celebrazione della Confermazione, così da offrire ampie possibilità per aiutare ad un ripensamento della propria fede e non ritardare troppo la partecipazione piena all’Eucaristia dei piccoli.Credo poi che il vero punto debole sia il post-Cresima: e su questo vanno ancora pensate proposte significative!

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