Tanti sono i parrocchiani della Comunità pastorale San Cristoforo, guidata da monsignor Franco Carnevali, coinvolti nel rivoluzionario progetto di portare la benedizione alle famiglie con la partecipazione attiva dei fedeli laici

di Maria Teresa ANTOGNAZZA
Redazione

Benedizione natalizia alle famiglie della propria città con la partecipazione attiva dei fedeli laici. A Gallarate, da due settimane, questo auspicio espresso dal cardinale Tettamanzi è già diventato realtà. Sono ben 150 i parrocchiani della Comunità pastorale San Cristoforo, guidata da monsignor Franco Carnevali, coinvolti nel rivoluzionario progetto. Sono uomini e donne, alcune coppie di sposi, adulti e persino alcuni giovani. Con loro, prima, il prevosto ha avviato un momento di riflessione su questa nuova prospettiva di impegno verso le famiglie della città e poi ha studiato concretamente la modalità più adatta per offrire a tutti l’augurio e la benedizione natalizia.
«La nostra Comunità pastorale, che raduna quattro parrocchie, comprende circa 10 mila famiglie. Abbiamo quindi scelto – spiega mons. Carnevali – di suddividere il territorio in tanti gruppi di famiglie che fanno riferimento a una stessa via oppure a un grosso caseggiato. Ogni sera, ci troviamo alle 19.15 in un punto di ritrovo prestabilito, una chiesa vicina o l’atrio di un palazzo, e con tutte le persone di quell’area facciamo un momento di preghiera comune, guidata dal sacerdote. Poi, ciascuno torna alla sua casa e tre o quattro laici iniziano a visitare le famiglie, suonando ai campanelli di ciascuna abitazione, per proseguire insieme la preghiera. Portano un’immaginetta con una preghiera, la lettera del Cardinale alle famiglie per il Natale, un pieghevole che spiega la vita e le iniziative della Comunità: insieme alle persone che vivono in quella casa si intrattengono brevemente, parlano e portano il saluto della parrocchia e l’augurio per un buon Natale».
La stessa cosa si ripete contemporaneamente, ogni sera, in sei luoghi della città, sotto la guida di uno dei sacerdoti della Comunità pastorale. Poi i preti visitano in modo particolare gli anziani ultraottantenni e gli ammalati. Preti e laici insieme costituiscono il cuore della comunità cristiana, che ogni domenica si raduna intorno all’Eucaristia: questo è il messaggio più profondo che la benedizione alle famiglie secondo il nuovo stile vuole portare.
«Entrare nelle case da fedeli laici, per portare il saluto di tutta la comunità e l’augurio di Natale è il modo più concreto e bello per comunicare che la Chiesa non è fatta solo dai preti», spiega mons. Carnevali. «Certamente noi sacerdoti da soli non saremmo più riusciti a far visita a tutte le famiglie della città. Già lo scorso anno avevamo raggiunto circa i tre quarti della parrocchia. Ma il valore di questo gesto va oltre le necessità organizzative e certamente fa crescere un nuovo modo di intendere la Chiesa». Al termine del periodo natalizio la Comunità San Cristoforo ha già in programma un momento di verifica dell’iniziativa, ma l’apprezzamento per la visita dei laici delle parrocchie è già stato espresso da molti. Benedizione natalizia alle famiglie della propria città con la partecipazione attiva dei fedeli laici. A Gallarate, da due settimane, questo auspicio espresso dal cardinale Tettamanzi è già diventato realtà. Sono ben 150 i parrocchiani della Comunità pastorale San Cristoforo, guidata da monsignor Franco Carnevali, coinvolti nel rivoluzionario progetto. Sono uomini e donne, alcune coppie di sposi, adulti e persino alcuni giovani. Con loro, prima, il prevosto ha avviato un momento di riflessione su questa nuova prospettiva di impegno verso le famiglie della città e poi ha studiato concretamente la modalità più adatta per offrire a tutti l’augurio e la benedizione natalizia.«La nostra Comunità pastorale, che raduna quattro parrocchie, comprende circa 10 mila famiglie. Abbiamo quindi scelto – spiega mons. Carnevali – di suddividere il territorio in tanti gruppi di famiglie che fanno riferimento a una stessa via oppure a un grosso caseggiato. Ogni sera, ci troviamo alle 19.15 in un punto di ritrovo prestabilito, una chiesa vicina o l’atrio di un palazzo, e con tutte le persone di quell’area facciamo un momento di preghiera comune, guidata dal sacerdote. Poi, ciascuno torna alla sua casa e tre o quattro laici iniziano a visitare le famiglie, suonando ai campanelli di ciascuna abitazione, per proseguire insieme la preghiera. Portano un’immaginetta con una preghiera, la lettera del Cardinale alle famiglie per il Natale, un pieghevole che spiega la vita e le iniziative della Comunità: insieme alle persone che vivono in quella casa si intrattengono brevemente, parlano e portano il saluto della parrocchia e l’augurio per un buon Natale».La stessa cosa si ripete contemporaneamente, ogni sera, in sei luoghi della città, sotto la guida di uno dei sacerdoti della Comunità pastorale. Poi i preti visitano in modo particolare gli anziani ultraottantenni e gli ammalati. Preti e laici insieme costituiscono il cuore della comunità cristiana, che ogni domenica si raduna intorno all’Eucaristia: questo è il messaggio più profondo che la benedizione alle famiglie secondo il nuovo stile vuole portare.«Entrare nelle case da fedeli laici, per portare il saluto di tutta la comunità e l’augurio di Natale è il modo più concreto e bello per comunicare che la Chiesa non è fatta solo dai preti», spiega mons. Carnevali. «Certamente noi sacerdoti da soli non saremmo più riusciti a far visita a tutte le famiglie della città. Già lo scorso anno avevamo raggiunto circa i tre quarti della parrocchia. Ma il valore di questo gesto va oltre le necessità organizzative e certamente fa crescere un nuovo modo di intendere la Chiesa». Al termine del periodo natalizio la Comunità San Cristoforo ha già in programma un momento di verifica dell’iniziativa, ma l’apprezzamento per la visita dei laici delle parrocchie è già stato espresso da molti.

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