Raccoglie fondi e merci per le varie attività delle missioni. Alla domenica danno una mano gruppi scout, parrocchie, giovani di comunità di recupero e scuole

di Cristina CONTI
Redazione

Un’associazione di volontariato a favore delle missioni. Nel decanato di Melegnano ha sede la Vispe (Volontari italiani solidarietà Paesi emergenti), fondata da don Cesare Volontà negli anni Settanta. I suoi obiettivi principali sono ricerca e raccolta di fondi e merci per le varie attività delle missioni, la sensibilizzazione sul problema del Terzo mondo e la scelta di uno stile di vita per colmare le profonde disuguaglianze e a non esasperarle.
È presente in diversi Paesi, a cominciare dal Burundi, in Africa, dove è attiva dagli anni Settanta; a Maranao in Brasile, dagli anni ’90, in Guinea Bissau e in Nepal a Pokhara, dal 2002. «La nostra è una Ong formata principalmente da suore e preti – spiega Angelo Cazzulani, di Vispe -. Uno dei momenti più significativi della nostra attività si svolge la domenica quando ci ritroviamo nella nostra sede operativa a Badile a sistemare e stoccare diversi materiali (macchinari, tubi per la canalizzazione delle acque, strumenti sanitari e così via) recuperati e acquistati in Italia per le nostre attività di sviluppo. Vengono ad aiutarci gruppi scout, parrocchie, giovani di comunità terapeutiche per tossicodipendenti e scuole. In queste occasioni sono presenti anche volontari appena rientrati dalla missioni, che danno la loro testimonianza. Sono momenti molto belli di crescita e di attività concreta nei confronti dei Paesi più poveri».
Nel periodo estivo i campeggi, organizzati in baite di montagna, accomunano svago, preghiera e riflessione. Le famiglie partecipano a quest’attività portando il loro esempio di vita vissuta giorno per giorno e mettendo in comune con gli altri le proprie esperienze, le difficoltà, le scelte.
Grazie all’apostolato svolto da sacerdoti diocesani, che operano con questa realtà, alla presenza costante, umile e sollecita delle Piccole Apostole di Gesù, alla preziosa testimonianza quotidiana di volontari laici in partenza o di ritorno dalla terra di missione, Vispe raggiunge una capillare presenza territoriale in varie province della Lombardia. E a questo si affianca l’invio di volontari, testimoni sul campo del vincolo di fratellanza con cui intende legarsi alla popolazione locale. Con le sue attività di solidarietà dirette a popolazioni lontane che risiedono principalmente nei Paesi in via di sviluppo, Vispe affonda le proprie radici nelle esperienze missionarie e di evangelizzazione: i primi volontari sono stati i missionari e i laici inseriti nella struttura e nella missione della Chiesa.
Una fede è vissuta nell’elemosina e nell’esercizio di una carità amorosa, non in astratti e distanti dibattiti o nella delega delle opere ad altri. «Ciascuno di noi dovrebbe sforzarsi di conoscere la propria povertà soccorrendo quella altrui – aggiunge Cazzulani -. I bisogni della realtà, che tentiamo di modificare tra noi e nei Paesi in via di sviluppo, esigerebbero ben altro impegno e ben altra organizzazione, ma dovrebbe premerci e confortarci la certezza che saremo giudicati sull’amore». Un’associazione di volontariato a favore delle missioni. Nel decanato di Melegnano ha sede la Vispe (Volontari italiani solidarietà Paesi emergenti), fondata da don Cesare Volontà negli anni Settanta. I suoi obiettivi principali sono ricerca e raccolta di fondi e merci per le varie attività delle missioni, la sensibilizzazione sul problema del Terzo mondo e la scelta di uno stile di vita per colmare le profonde disuguaglianze e a non esasperarle.È presente in diversi Paesi, a cominciare dal Burundi, in Africa, dove è attiva dagli anni Settanta; a Maranao in Brasile, dagli anni ’90, in Guinea Bissau e in Nepal a Pokhara, dal 2002. «La nostra è una Ong formata principalmente da suore e preti – spiega Angelo Cazzulani, di Vispe -. Uno dei momenti più significativi della nostra attività si svolge la domenica quando ci ritroviamo nella nostra sede operativa a Badile a sistemare e stoccare diversi materiali (macchinari, tubi per la canalizzazione delle acque, strumenti sanitari e così via) recuperati e acquistati in Italia per le nostre attività di sviluppo. Vengono ad aiutarci gruppi scout, parrocchie, giovani di comunità terapeutiche per tossicodipendenti e scuole. In queste occasioni sono presenti anche volontari appena rientrati dalla missioni, che danno la loro testimonianza. Sono momenti molto belli di crescita e di attività concreta nei confronti dei Paesi più poveri».Nel periodo estivo i campeggi, organizzati in baite di montagna, accomunano svago, preghiera e riflessione. Le famiglie partecipano a quest’attività portando il loro esempio di vita vissuta giorno per giorno e mettendo in comune con gli altri le proprie esperienze, le difficoltà, le scelte.Grazie all’apostolato svolto da sacerdoti diocesani, che operano con questa realtà, alla presenza costante, umile e sollecita delle Piccole Apostole di Gesù, alla preziosa testimonianza quotidiana di volontari laici in partenza o di ritorno dalla terra di missione, Vispe raggiunge una capillare presenza territoriale in varie province della Lombardia. E a questo si affianca l’invio di volontari, testimoni sul campo del vincolo di fratellanza con cui intende legarsi alla popolazione locale. Con le sue attività di solidarietà dirette a popolazioni lontane che risiedono principalmente nei Paesi in via di sviluppo, Vispe affonda le proprie radici nelle esperienze missionarie e di evangelizzazione: i primi volontari sono stati i missionari e i laici inseriti nella struttura e nella missione della Chiesa.Una fede è vissuta nell’elemosina e nell’esercizio di una carità amorosa, non in astratti e distanti dibattiti o nella delega delle opere ad altri. «Ciascuno di noi dovrebbe sforzarsi di conoscere la propria povertà soccorrendo quella altrui – aggiunge Cazzulani -. I bisogni della realtà, che tentiamo di modificare tra noi e nei Paesi in via di sviluppo, esigerebbero ben altro impegno e ben altra organizzazione, ma dovrebbe premerci e confortarci la certezza che saremo giudicati sull’amore».

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