La Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero

di Giacomo RUGGERI
Redazione

Domenica 22 novembre è la Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero. Una giornata che nell’Anno Sacerdotale assume un valore aggiunto.
I 38 mila sacerdoti presenti in Italia si donano ogni giorno nel ministero al quale Cristo li ha chiamati. Nessun sacerdote si senta in imbarazzo, o sottovaluti, nel parlare della Giornata di sensibilizzazione. Non è una pubblicità per il proprio stipendio, ma un appassionare la comunità, parrocchia tutta, alla vita intera del proprio pastore e guida. I recenti casi (e del passato) di pedofilia e violenza sessuale che hanno visto coinvolti alcuni sacerdoti e religiosi non devono portare alcuno nel sentiero della generalizzazione. Vi sono tanti e tantissimi sacerdoti che hanno a cuore la gente.
Occorre piuttosto aiutare le giovani generazioni a capire il senso del sostenere chi si è speso e si sta spendendo totalmente per l’altro, di chi un giorno ha detto al proprio vescovo «Sì, lo voglio», riferendosi al servizio a Dio e ai fratelli. Sentire il sacerdote come uno di casa, di famiglia, quasi che appartenga al proprio stato di famiglia aiuterà molto ad andare ben oltre l’offerta. Sarà averlo a cuore perché lui si è preso a cuore le persone affidategli.
Ci sono volti e storie da raccontare in ogni diocesi, in ogni parrocchia.
Il sacerdote, comunque, ha il suo tesoro in Dio, nel Vangelo, nei Sacramenti, nella Chiesa. E tutto questo non ha prezzo o rimborso. È il sostentamento per eccellenza. Domenica 22 novembre è la Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero. Una giornata che nell’Anno Sacerdotale assume un valore aggiunto.I 38 mila sacerdoti presenti in Italia si donano ogni giorno nel ministero al quale Cristo li ha chiamati. Nessun sacerdote si senta in imbarazzo, o sottovaluti, nel parlare della Giornata di sensibilizzazione. Non è una pubblicità per il proprio stipendio, ma un appassionare la comunità, parrocchia tutta, alla vita intera del proprio pastore e guida. I recenti casi (e del passato) di pedofilia e violenza sessuale che hanno visto coinvolti alcuni sacerdoti e religiosi non devono portare alcuno nel sentiero della generalizzazione. Vi sono tanti e tantissimi sacerdoti che hanno a cuore la gente.Occorre piuttosto aiutare le giovani generazioni a capire il senso del sostenere chi si è speso e si sta spendendo totalmente per l’altro, di chi un giorno ha detto al proprio vescovo «Sì, lo voglio», riferendosi al servizio a Dio e ai fratelli. Sentire il sacerdote come uno di casa, di famiglia, quasi che appartenga al proprio stato di famiglia aiuterà molto ad andare ben oltre l’offerta. Sarà averlo a cuore perché lui si è preso a cuore le persone affidategli.Ci sono volti e storie da raccontare in ogni diocesi, in ogni parrocchia.Il sacerdote, comunque, ha il suo tesoro in Dio, nel Vangelo, nei Sacramenti, nella Chiesa. E tutto questo non ha prezzo o rimborso. È il sostentamento per eccellenza.

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