Prima tappa per il cardinale Tettamanzi e i pellegrini ambrosiani in Francia: Paray le Monial e la Basilica del Sacro Cuore

di Davide MILANI
Redazione

«Il pellegrinaggio che stiamo iniziando è anzitutto occasione per dire la nostra gratitudine a Dio per quanto ci ha amato e continua ad amarci. È un momento di revisione di vita per tornare all’amore di un tempo e riscoprire la misericordia che ci è stata usata». È questo l’obiettivo che l’Arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi ha posto al pellegrinaggio diocesano in Francia, iniziato oggi e che si concluderà il 14 luglio.
Nell’omelia della messa celebrata nell’antica Basilica del Sacro Cuore di Paray le Monial (città sorta prima dell’anno Mille intorno a un monastero cistercense), Tettamanzi ha concentrato la sua riflessione sul «cuore di Gesù». Infatti proprio qui Santa Margherita Maria Alacoque ha ricevuto la rivelazione del «cuore, che ha tanto amato gli uomini» e, sotto la guida spirituale di un altro santo, il gesuita Claudio de La Colombièr,e è stata occasione di rinnovamento per la Chiesa del tempo.
Chiave di questa omelia programmatica di Tettamanzi è stato il tema del ringraziamento: imparare a ringraziare per scoprire la misericordia di Dio e vivere coerentemente con la misericordia conosciuta. Iniziando questa esperienza spirituale l’Arcivescovo ha infatti chiesto ai fedeli che lo accompagnano di fare memoria della paternità e della misericordia di Dio: «Attraverso i genitori e i parenti, ma anche i sacerdoti e i laici, Dio ha voluto farsi nostro maestro, insegnandoci i primi passi nella fede, nella preghiera e nella vita di grazia. Ci ha attirato a sé con legami di bontà, con vincoli d’amore fino a far sorgere nel nostro cuore il desiderio di vivere in modo coerente e generoso il dono della fede. Ci ha nutrito in tutto il nostro cammino nella vita della Chiesa con il cibo di una solida formazione cristiana pastorale e spirituale. Quanti gesti di amore e quanta premurosa pazienza di cui rendere grazie».
Conoscere il cuore misericordioso di Cristo non è possibilità di cui ha beneficiato in modo prodigioso solo Santa Margherita: anche oggi il fedele può rivivere questa esperienza. Per il Cardinale, «conosce il cuore di Cristo chi fa l’esperienza della misericordia di Dio che libera l’uomo dal peccato e lo apre alla gloria della risurrezione. Non dobbiamo allora temere, ma amare profondamente l’esperienza dell’amore misericordioso di Dio che ha il suo massimo splendore sulla croce, ossia nel dono totale di Cristo per noi».
E la via privilegiata per conoscere il cuore misericordioso di Cristo è insegnata dai santi: «L’intensa spiritualità della contemplazione del Crocifisso è vertice supremo della nostra meditazione sul mistero dell’amore di Cristo. È la spiritualità dello sguardo rivolto a Cristo sulla croce, che ha segnato la vita di tanti santi, da San Francesco d’Assisi a San Carlo Borromeo, dai santi che qui veneriamo al nostro prossimo beato, don Carlo Gnocchi».
La conoscenza del cuore misericordioso di Cristo non è solo esperienza mistica, ma diviene un compito concreto e quotidiano per ogni cristiano: «La gratitudine per l’amore che Cristo crocifisso ha per ognuno e rinnovi in profondità il nostro impegno quotidiano a vivere di questo amore nel servizio fedele a Dio e in quello generoso ai fratelli». «Il pellegrinaggio che stiamo iniziando è anzitutto occasione per dire la nostra gratitudine a Dio per quanto ci ha amato e continua ad amarci. È un momento di revisione di vita per tornare all’amore di un tempo e riscoprire la misericordia che ci è stata usata». È questo l’obiettivo che l’Arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi ha posto al pellegrinaggio diocesano in Francia, iniziato oggi e che si concluderà il 14 luglio.Nell’omelia della messa celebrata nell’antica Basilica del Sacro Cuore di Paray le Monial (città sorta prima dell’anno Mille intorno a un monastero cistercense), Tettamanzi ha concentrato la sua riflessione sul «cuore di Gesù». Infatti proprio qui Santa Margherita Maria Alacoque ha ricevuto la rivelazione del «cuore, che ha tanto amato gli uomini» e, sotto la guida spirituale di un altro santo, il gesuita Claudio de La Colombièr,e è stata occasione di rinnovamento per la Chiesa del tempo.Chiave di questa omelia programmatica di Tettamanzi è stato il tema del ringraziamento: imparare a ringraziare per scoprire la misericordia di Dio e vivere coerentemente con la misericordia conosciuta. Iniziando questa esperienza spirituale l’Arcivescovo ha infatti chiesto ai fedeli che lo accompagnano di fare memoria della paternità e della misericordia di Dio: «Attraverso i genitori e i parenti, ma anche i sacerdoti e i laici, Dio ha voluto farsi nostro maestro, insegnandoci i primi passi nella fede, nella preghiera e nella vita di grazia. Ci ha attirato a sé con legami di bontà, con vincoli d’amore fino a far sorgere nel nostro cuore il desiderio di vivere in modo coerente e generoso il dono della fede. Ci ha nutrito in tutto il nostro cammino nella vita della Chiesa con il cibo di una solida formazione cristiana pastorale e spirituale. Quanti gesti di amore e quanta premurosa pazienza di cui rendere grazie».Conoscere il cuore misericordioso di Cristo non è possibilità di cui ha beneficiato in modo prodigioso solo Santa Margherita: anche oggi il fedele può rivivere questa esperienza. Per il Cardinale, «conosce il cuore di Cristo chi fa l’esperienza della misericordia di Dio che libera l’uomo dal peccato e lo apre alla gloria della risurrezione. Non dobbiamo allora temere, ma amare profondamente l’esperienza dell’amore misericordioso di Dio che ha il suo massimo splendore sulla croce, ossia nel dono totale di Cristo per noi».E la via privilegiata per conoscere il cuore misericordioso di Cristo è insegnata dai santi: «L’intensa spiritualità della contemplazione del Crocifisso è vertice supremo della nostra meditazione sul mistero dell’amore di Cristo. È la spiritualità dello sguardo rivolto a Cristo sulla croce, che ha segnato la vita di tanti santi, da San Francesco d’Assisi a San Carlo Borromeo, dai santi che qui veneriamo al nostro prossimo beato, don Carlo Gnocchi».La conoscenza del cuore misericordioso di Cristo non è solo esperienza mistica, ma diviene un compito concreto e quotidiano per ogni cristiano: «La gratitudine per l’amore che Cristo crocifisso ha per ognuno e rinnovi in profondità il nostro impegno quotidiano a vivere di questo amore nel servizio fedele a Dio e in quello generoso ai fratelli». – – Diario giornalieroPrimo giorno (10 luglio) () – Omelia del Cardinale a Paray le Monial (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1419/Francia_Paray.doc) – Photogallery – Un pellegrinaggio “per imparare a dire grazie” – Tettamanzi: ambrosiani in pellegrinaggio – Video-intervista a don Massimo Pavanello – Secondo giorno (11 luglio) () – Omelia del Cardinale a Nevers (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1420/Francia_Nevers.doc) – Photogallery – Voltare il capo per vedere la Madonna – Da quel matrimonio celebrato di notte – Foto della visita al monastero di S. Bernadetta – Foto dei Vespri nella chiesa di Alencon – Foto della visita alla casa natale di S. Teresa – Mons. Apeciti, chi era S. Bernadetta – Terzo giorno (12 luglio) () – Lisieux. Messa nella basilica di S. Teresa. Omelia del Cardinale (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1421/Francia_Lisieux.doc) – La terre est pleine d’amour� (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1422/Francia_Lisieux_fr.doc) – Photogallery della Messa a Lisieux – Non ci spaventi il dolore – Photogallery della visita al monastero di S. Teresina – Messa nella basilica (video integrale) – Quarto giorno (13 luglio) () – Vézelay, omelia del Cardinale (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1423/francia_Vezelay.doc) – Don Sguaitamatti: la luce dell’arte illumina la fede – Lisieux, una tappa verso l’incontro internazionale delle famiglie – Quinto giorno (14 luglio) () – Ars, basilica del santo Curato, omelia del Cardinale (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1424/francia_Ars.doc) – «Pregate per me, affinché possa sostenere i miei sacerdoti» (https://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.edit.deploy&oid=1843337) – Photogallery – Diventare preti con e tra la gente, sull’esempio del Curato d’Ars

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