La liturgia, nei giorni feriali, propone il significato più immediato del tempo�dopo la�Pasqua, così come viene delineato dal Lezionario ambrosiano

4950 - per_appuntamenti
Redazione Diocesi

La gioia pasquale che ci accompagna lungo queste settimane richiama il dono della salvezza che Dio offre all’uomo mediante la risurrezione di Cristo dai morti.

La Lettura degli Atti degli apostoli (16,22-34) suscita in noi la stessa domanda del carceriere di Paolo e Sila «che cosa devo fare per essere salvato?», una domanda che trova la sua risposta nella strada indicata da Gesù: Egli stesso è la via, la verità e la vita, nel cammino verso la gioia del Regno (Vangelo: Giovanni14,1-11a).

Solo Lui può guidarci all’incontro con il Padre, nella misura in cui sappiamo accogliere la sua Parola. Solo Lui è la Parola stessa di Dio, solo Lui «è via che conduce, verità che conforta, vita che si dona» (S. Ambrogio). Vivere come Gesù è la risposta all’uomo di ogni tempo che chiede come essere salvato. Misurare la nostra vita sulla sua Parola è certamente un impegno esigente, a volte controcorrente, ma è l’unica possibilità per conoscere il vero volto del Padre: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Sia questo il sentimento che muove la nostra preghiera, insieme alla consapevolezza che chi incontra Cristo vede il Padre: «chi fa entrare Cristo nella propria vita [�] non perde nulla [�] di ciò che rende la vita libera, bella e grande [�]. Solo in questa amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in questa amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in questa amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera» (BENEDETTO XVI, Omelia per l’inizio del ministero pastorale, 24 Aprile 2005).Lo stesso tema ritorna nel Lezionario dei giorni feriali, in modo particolare nelle pericopi evangeliche di Giovanni, che affiancano la lettura progressiva del libro degli Atti.

La salvezza nasce dall’ascolto della Parola di Gesù, perché in Lui si rivela la volontà del Padre (Vangelo del Lunedì: Giovanni5,19-30). Gesù è l’inviato del Padre e ne danno testimonianza le sue opere (Vangelo del Martedì: Giovanni5,31-47) e i segni che Egli compie (Vangelo del Mercoledì: Giovanni6,1-15), ma è solo attraverso un autentico cammino di fede che possiamo trovare salvezza: «Gli dissero: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. Gesù rispose loro: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”» (Vangelo del Venerdì: Giovanni 6,22-29).

«Che crediate in colui che egli ha mandato»: ecco l’impegno per questi giorni che prolungano la gioia e la grazia della Pasqua. Con impegno rinnovato seguiamo la via indicata dal Signore, perché attraverso la sua Parola, i Sacramenti della Chiesa e l’incontro coi fratelli ci sia dato di riconoscere ed incontrare il Signore risorto e la sua salvezza. Sia la stessa liturgia a sostenere la nostra preghiera e il nostro impegno: «O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il dono della salvezza perché, liberi dalle tenebre del peccato, aderiamo sempre più alla luce della tua parola» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del Giovedì).

La gioia pasquale che ci accompagna lungo queste settimane richiama il dono della salvezza che Dio offre all’uomo mediante la risurrezione di Cristo dai morti. La Lettura degli Atti degli apostoli (16,22-34) suscita in noi la stessa domanda del carceriere di Paolo e Sila «che cosa devo fare per essere salvato?», una domanda che trova la sua risposta nella strada indicata da Gesù: Egli stesso è la via, la verità e la vita, nel cammino verso la gioia del Regno (Vangelo: Giovanni14,1-11a). Solo Lui può guidarci all’incontro con il Padre, nella misura in cui sappiamo accogliere la sua Parola. Solo Lui è la Parola stessa di Dio, solo Lui «è via che conduce, verità che conforta, vita che si dona» (S. Ambrogio). Vivere come Gesù è la risposta all’uomo di ogni tempo che chiede come essere salvato. Misurare la nostra vita sulla sua Parola è certamente un impegno esigente, a volte controcorrente, ma è l’unica possibilità per conoscere il vero volto del Padre: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Sia questo il sentimento che muove la nostra preghiera, insieme alla consapevolezza che chi incontra Cristo vede il Padre: «chi fa entrare Cristo nella propria vita [�] non perde nulla [�] di ciò che rende la vita libera, bella e grande [�]. Solo in questa amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in questa amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in questa amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera» (BENEDETTO XVI, Omelia per l’inizio del ministero pastorale, 24 Aprile 2005).Lo stesso tema ritorna nel Lezionario dei giorni feriali, in modo particolare nelle pericopi evangeliche di Giovanni, che affiancano la lettura progressiva del libro degli Atti. La salvezza nasce dall’ascolto della Parola di Gesù, perché in Lui si rivela la volontà del Padre (Vangelo del Lunedì: Giovanni5,19-30). Gesù è l’inviato del Padre e ne danno testimonianza le sue opere (Vangelo del Martedì: Giovanni5,31-47) e i segni che Egli compie (Vangelo del Mercoledì: Giovanni6,1-15), ma è solo attraverso un autentico cammino di fede che possiamo trovare salvezza: «Gli dissero: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. Gesù rispose loro: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”» (Vangelo del Venerdì: Giovanni 6,22-29). «Che crediate in colui che egli ha mandato»: ecco l’impegno per questi giorni che prolungano la gioia e la grazia della Pasqua. Con impegno rinnovato seguiamo la via indicata dal Signore, perché attraverso la sua Parola, i Sacramenti della Chiesa e l’incontro coi fratelli ci sia dato di riconoscere ed incontrare il Signore risorto e la sua salvezza. Sia la stessa liturgia a sostenere la nostra preghiera e il nostro impegno: «O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il dono della salvezza perché, liberi dalle tenebre del peccato, aderiamo sempre più alla luce della tua parola» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del Giovedì). – Introduzioni: Libro degli Atti degli Apostoli Vangelo secondo Giovanni Percorsi tematici:Da lunedì 27 aprile a venerdì 1 maggio Sabato 2 maggio –

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi