Sarà un'occasione di festa per le comunità ecclesiali e per i laici di Ac che con il gesto dell'iscrizione rinnovano il loro "sì"

di Luisa BOVE
Redazione

Domenica 8 dicembre si celebra nelle parrocchie della diocesi la Giornata dell’adesione dell’Azione Cattolica. «È la festa del nostro sì a una vocazione specifica con la quale vivere il battesimo», dice Valentina Soncini, presidente dell’Ac ambrosiana. «Il nostro Cardinale nel suo testo “Pietre vive” auspica che ciascuno rinnovi e intensifichi la coscienza del dono del sacerdozio battesimale che è, sono parole sue: “dono dello Spirito che abita nei nostri cuori, di Cristo che ci conforma alla sua immagine di Figlio e che orienta tutta la nostra vita verso il Padre”».
Ogni parrocchia si attiverà con i suoi soci di Ac per organizzare la giornata coinvolgendo non solo gli iscritti, ma l’intera comunità perché possa diventare un’occasione di festa per tutti. Il materiale (comunicazioni, lettere, articoli, schema di preghiera, ecc.) da utilizzare per l’iniziativa può essere scaricato direttamente dal sito www.azionecattolicamilano.it.
«Con l’adesione», si legge in un testo del Centro Nazionale, «esprimiamo pubblicamente la nostra adesione a un progetto, condiviso da molti, per stare nella Chiesa da laici per raccontare la bellezza di Gesù oggi, in questo nostro tempo e nei luoghi in cui ci è dato da vivere».
«In particolare quest’anno diciamo il nostro sì all’Ac come modo per dire sì al nostro sacerdozio battesimale», spiega Soncini. Un tema caro all’Arcivescovo che lo ha trattato anche nella sua lettera “Pietre vive”. «Il cardinal Tettamanzi indica un modo concreto di dire dei sì», aggiunge Guido Piccardo. «Raccomanda a tutti i suoi fedeli di celebrare la vita facendosi tutti sacerdoti», che significa «dare spazio al mistero di luce e di grazia che già abita in noi». Vivere concretamente la vocazione cristiana con l’aiuto dell’Ac «è un buon punto di partenza», continua. «Attraverso un cammino di formazione e di crescita siamo aiutati a sentirci parte viva della Chiesa, a consolidare la nostra vita spirituale, a confrontarci con altre persone discutendo insieme idee e progetti. Nel gruppo di Ac si impara a dire dei sì concreti nella fedeltà, nel servizio, nella serietà di intenti e insieme si impara a vivere delle relazioni buone: relazioni aperte soprattutto a chi non ci è immediatamente vicino».
«Il nostro “sì”», aggiunge Soncini, «si esprime con il gesto dell’adesione e il simbolo della tessera, si indirizza innanzitutto al Signore, da cui prendono forma e vigore tutte le altre relazioni, così come il tema dell’anno associativo ci indica con particolare forza nello slogan “Lo accolse con gioia” riferito a Zaccheo. Sono le relazioni tra noi soci della stessa Associazione, ragazzi, giovani e adulti chiamati insieme nel comune cammino, senza esserci scelti; sono le relazioni con il nostro Vescovo e dunque con tutti i nostri parroci con i quali si concretizza la comunione con la Chiesa diocesana. Sono relazioni che si aprono ad altri laici, a cui poter testimoniare la bellezza di un cammino cristiano, che può suscitare in altri il desiderio di farne parte. Sono relazioni con chi è nel bisogno e nella fatica verso cui compiere gesti nuovi di attenzione, come i banchetti vendita intendono far vivere smerciando prodotti abruzzesi in solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto».
Gli aderenti di Ac si preparano intanto a vivere insieme il pellegrinaggio in Terra Santa in programma per l’estate, viaggio al quale hanno dovuto rinunciare nel 2006 a causa della guerra e che ora ripropongono con «il desiderio di sostare e pregare negli stessi luoghi storici dove è vissuto Gesù, per imparare sempre di nuovo chi è il nostro Dio dalla sua autentica umanità». Israele è anche luogo di sofferenza per la popolazione e per gli stessi cristiani che vivono «una particolare condizione di minoranza e di marginalità». Domenica 8 dicembre si celebra nelle parrocchie della diocesi la Giornata dell’adesione dell’Azione Cattolica. «È la festa del nostro sì a una vocazione specifica con la quale vivere il battesimo», dice Valentina Soncini, presidente dell’Ac ambrosiana. «Il nostro Cardinale nel suo testo “Pietre vive” auspica che ciascuno rinnovi e intensifichi la coscienza del dono del sacerdozio battesimale che è, sono parole sue: “dono dello Spirito che abita nei nostri cuori, di Cristo che ci conforma alla sua immagine di Figlio e che orienta tutta la nostra vita verso il Padre”».Ogni parrocchia si attiverà con i suoi soci di Ac per organizzare la giornata coinvolgendo non solo gli iscritti, ma l’intera comunità perché possa diventare un’occasione di festa per tutti. Il materiale (comunicazioni, lettere, articoli, schema di preghiera, ecc.) da utilizzare per l’iniziativa può essere scaricato direttamente dal sito www.azionecattolicamilano.it.«Con l’adesione», si legge in un testo del Centro Nazionale, «esprimiamo pubblicamente la nostra adesione a un progetto, condiviso da molti, per stare nella Chiesa da laici per raccontare la bellezza di Gesù oggi, in questo nostro tempo e nei luoghi in cui ci è dato da vivere».«In particolare quest’anno diciamo il nostro sì all’Ac come modo per dire sì al nostro sacerdozio battesimale», spiega Soncini. Un tema caro all’Arcivescovo che lo ha trattato anche nella sua lettera “Pietre vive”. «Il cardinal Tettamanzi indica un modo concreto di dire dei sì», aggiunge Guido Piccardo. «Raccomanda a tutti i suoi fedeli di celebrare la vita facendosi tutti sacerdoti», che significa «dare spazio al mistero di luce e di grazia che già abita in noi». Vivere concretamente la vocazione cristiana con l’aiuto dell’Ac «è un buon punto di partenza», continua. «Attraverso un cammino di formazione e di crescita siamo aiutati a sentirci parte viva della Chiesa, a consolidare la nostra vita spirituale, a confrontarci con altre persone discutendo insieme idee e progetti. Nel gruppo di Ac si impara a dire dei sì concreti nella fedeltà, nel servizio, nella serietà di intenti e insieme si impara a vivere delle relazioni buone: relazioni aperte soprattutto a chi non ci è immediatamente vicino».«Il nostro “sì”», aggiunge Soncini, «si esprime con il gesto dell’adesione e il simbolo della tessera, si indirizza innanzitutto al Signore, da cui prendono forma e vigore tutte le altre relazioni, così come il tema dell’anno associativo ci indica con particolare forza nello slogan “Lo accolse con gioia” riferito a Zaccheo. Sono le relazioni tra noi soci della stessa Associazione, ragazzi, giovani e adulti chiamati insieme nel comune cammino, senza esserci scelti; sono le relazioni con il nostro Vescovo e dunque con tutti i nostri parroci con i quali si concretizza la comunione con la Chiesa diocesana. Sono relazioni che si aprono ad altri laici, a cui poter testimoniare la bellezza di un cammino cristiano, che può suscitare in altri il desiderio di farne parte. Sono relazioni con chi è nel bisogno e nella fatica verso cui compiere gesti nuovi di attenzione, come i banchetti vendita intendono far vivere smerciando prodotti abruzzesi in solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto».Gli aderenti di Ac si preparano intanto a vivere insieme il pellegrinaggio in Terra Santa in programma per l’estate, viaggio al quale hanno dovuto rinunciare nel 2006 a causa della guerra e che ora ripropongono con «il desiderio di sostare e pregare negli stessi luoghi storici dove è vissuto Gesù, per imparare sempre di nuovo chi è il nostro Dio dalla sua autentica umanità». Israele è anche luogo di sofferenza per la popolazione e per gli stessi cristiani che vivono «una particolare condizione di minoranza e di marginalità».

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