La liturgia, nei giorni feriali, propone il significato più immediato del tempo�dopo la�Pasqua, così come viene delineato dal Lezionario ambrosiano

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Redazione Diocesi

Con la VII Settimana di Pasqua siamo ormai alle soglie della solennità di Pentecoste e il tema dello Spirito è sempre più al centro della Liturgia della Parola. È lo Spirito che accompagna la comunità apostolica, ne diviene vincolo di unità, la rende testimone alla luce della Pasqua. La parola chiave di questa domenica è proprio �unità’: per questo è importante che il gruppo degli apostoli ritrovi la sua completezza con l’elezione di Mattia tra i Dodici (Lettura: Atti 1,15-26). Ed è proprio lo Spirito – potremmo dire – ad avere sempre l’ultima parola: «Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli», perché solo al Signore «sono note tutte le nostre vie» (Salmo). Anche la Chiesa di oggi – testimone nel mondo della Risurrezione – è chiamata all’unità, perché solo così può essere davvero «colonna e sostegno della verità» (Epistola: 1Timoteo 3,14-16). In questa opera missionaria, la Chiesa non è sola: è accompagnata dalla Spirito e dall’amore del Padre. È lo stesso Gesù che ci affida a questo amore che ci precede e ci invita a rimanere uniti: «Padre santo, custodiscili nel tuo amore, quello che mi ha dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Vangelo: Giovanni 17,11-19). Il tema dello Spirito è maggiormente sottolineato nei giorni feriali, in cui continua il cammino di preparazione immediata alla Pentecoste. Il Lezionario liturgico mantiene una struttura festiva, a partire dal venerdì dopo l’Ascensione (Venerdì della VI Settimana di Pasqua), affiancando la Lettura del Cantico dei Cantici ai Discorsi di addio del quarto Vangelo (Giovanni 14-16), fa eccezione solo il lunedì che ha invece la pericope di Matteo 9,14-15. La ricerca dell’amato è il leit motiv che lega le pagine del Primo Testamento – «Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore. Mi sono alzata per aprire al mio amato [�]. Ho aperto allora all’amato mio, ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso» (Lettura del Lunedì: Cantico 5,2a. 5-6b) – in cui è adombrata la ricerca dello Sposo – il Signore Gesù – da parte della Sposa, la Chiesa.Il richiamo all’azione dello Spirito è presente anche nelle Epistole di Paolo dei diversi giorni della settimana che, con accenti tipicamente pasquali, sottolineano la novità della vita risorta – «La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Epistola del martedì: Filippesi 3,17 – 4,1); «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo [�]. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù» (Epistola del mercoledì: Efesini 2,1-10) – e l’impegno che ne deriva per il cristiano: «sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio» (Epistola del lunedì: 1Corinzi 10,23. 27-33). Infine, una caratteristica singolare – comune alle due altre grandi vigilie (Natale ed Epifania) – è assegnata al sabato delle VII Settimana, vigilia della solennità di Pentecoste. Sul modello della solenne Veglia pasquale, per questo giorno è prevista un’unica celebrazione eucaristica nell’arco dell’intera giornata, corrispondente alla Liturgia vesperale vigiliare, che ci introduce nel cinquantesimo giorno di Pasqua e che, «nel suo numero sacro e profetico, ricorda arcanamente la raggiunta pienezza del mistero pasquale» (Domenica di Pentecoste, prefazio alla Messa nel giorno). L’ascolto prolungato della Parola di Dio, letta in chiave tipicamente sponsale, accompagna questi giorni caratterizzando fortemente l’ultima settimana del Tempo pasquale. Ancora una volta è la preghiera liturgica a disporre il nostro cuore al dono del Signore: lasciamo allora che «venga su di noi la grazia dello Spirito santo e ci illumini nella conoscenza» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del lunedì) della volontà del Padre, perché possiamo essere veri testimoni nel mondo della Risurrezione, rendendo visibile l’amore di Cristo per noi e formando in Lui «un cuor solo e un anima sola» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del mercoledì). Con la VII Settimana di Pasqua siamo ormai alle soglie della solennità di Pentecoste e il tema dello Spirito è sempre più al centro della Liturgia della Parola. È lo Spirito che accompagna la comunità apostolica, ne diviene vincolo di unità, la rende testimone alla luce della Pasqua. La parola chiave di questa domenica è proprio �unità’: per questo è importante che il gruppo degli apostoli ritrovi la sua completezza con l’elezione di Mattia tra i Dodici (Lettura: Atti 1,15-26). Ed è proprio lo Spirito – potremmo dire – ad avere sempre l’ultima parola: «Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli», perché solo al Signore «sono note tutte le nostre vie» (Salmo). Anche la Chiesa di oggi – testimone nel mondo della Risurrezione – è chiamata all’unità, perché solo così può essere davvero «colonna e sostegno della verità» (Epistola: 1Timoteo 3,14-16). In questa opera missionaria, la Chiesa non è sola: è accompagnata dalla Spirito e dall’amore del Padre. È lo stesso Gesù che ci affida a questo amore che ci precede e ci invita a rimanere uniti: «Padre santo, custodiscili nel tuo amore, quello che mi ha dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Vangelo: Giovanni 17,11-19). Il tema dello Spirito è maggiormente sottolineato nei giorni feriali, in cui continua il cammino di preparazione immediata alla Pentecoste. Il Lezionario liturgico mantiene una struttura festiva, a partire dal venerdì dopo l’Ascensione (Venerdì della VI Settimana di Pasqua), affiancando la Lettura del Cantico dei Cantici ai Discorsi di addio del quarto Vangelo (Giovanni 14-16), fa eccezione solo il lunedì che ha invece la pericope di Matteo 9,14-15. La ricerca dell’amato è il leit motiv che lega le pagine del Primo Testamento – «Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore. Mi sono alzata per aprire al mio amato [�]. Ho aperto allora all’amato mio, ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso» (Lettura del Lunedì: Cantico 5,2a. 5-6b) – in cui è adombrata la ricerca dello Sposo – il Signore Gesù – da parte della Sposa, la Chiesa.Il richiamo all’azione dello Spirito è presente anche nelle Epistole di Paolo dei diversi giorni della settimana che, con accenti tipicamente pasquali, sottolineano la novità della vita risorta – «La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Epistola del martedì: Filippesi 3,17 – 4,1); «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo [�]. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù» (Epistola del mercoledì: Efesini 2,1-10) – e l’impegno che ne deriva per il cristiano: «sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio» (Epistola del lunedì: 1Corinzi 10,23. 27-33). Infine, una caratteristica singolare – comune alle due altre grandi vigilie (Natale ed Epifania) – è assegnata al sabato delle VII Settimana, vigilia della solennità di Pentecoste. Sul modello della solenne Veglia pasquale, per questo giorno è prevista un’unica celebrazione eucaristica nell’arco dell’intera giornata, corrispondente alla Liturgia vesperale vigiliare, che ci introduce nel cinquantesimo giorno di Pasqua e che, «nel suo numero sacro e profetico, ricorda arcanamente la raggiunta pienezza del mistero pasquale» (Domenica di Pentecoste, prefazio alla Messa nel giorno). L’ascolto prolungato della Parola di Dio, letta in chiave tipicamente sponsale, accompagna questi giorni caratterizzando fortemente l’ultima settimana del Tempo pasquale. Ancora una volta è la preghiera liturgica a disporre il nostro cuore al dono del Signore: lasciamo allora che «venga su di noi la grazia dello Spirito santo e ci illumini nella conoscenza» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del lunedì) della volontà del Padre, perché possiamo essere veri testimoni nel mondo della Risurrezione, rendendo visibile l’amore di Cristo per noi e formando in Lui «un cuor solo e un anima sola» (orazione all’inizio dell’assemblea liturgica del mercoledì). – Introduzioni: Libro degli Atti degli Apostoli Vangelo secondo Giovanni Percorsi tematici:Lunedì 25 maggio Martedi 26 maggio Mercoledì 27 maggio Giovedi 28 maggio Venerdi 29 maggio –

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