�morto a 84 anni a Civate. Il cardinale Montini l'aveva inviato in missione in Zambia. I funerali domani, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Cremnago di Inverigo

Mauro COLOMBO
Redazione

Proprio nel giorno in cui si svolge il tradizionale incontro tra l’Arcivescovo e i missionari in servizio in Diocesi o rientrati in Italia per un periodo di riposo, la Chiesa ambrosiana ricorda con affetto e riconoscenza don Ernesto Parenti, scomparso ieri alla Casa del Cieco “Mons. E. Gilardi” di Civate (Lecco), presso la quale risiedeva. Aveva 84 anni ed era stato il primo sacerdote fidei donum della Diocesi.
Nato a Lazzate (Milano) il 22 novembre 1925, era stato ordinato sacerdote dal cardinale Schuster nel 1950. Fu invece il cardinale Giovanni Battista Montini, nel 1961, a destinarlo quale missionario fidei donum in Zambia. Quattro anni prima Pio XII aveva pubblicato la sua ultima enciclica, intitolata appunto Fidei donum, nella quale invitava i vescovi delle diocesi più antiche a inviare in quelle di più recente costituzione sacerdoti e laici come “doni della fede”, al fine di creare un legame diretto tra tutte le Chiese del mondo.
Per la Diocesi ambrosiana don Parenti fu il capostipite, partendo per un Paese in cui alcune imprese italiane erano impegnate nella costruzione della colossale diga di Kariba, sul fiume Zambesi. Terminato il lavoro, tecnici e operai tornarono in Italia, ma le popolazioni locali avevano ancora bisogno di un’opera evangelizzatrice. Don Ernesto fu incaricato di coordinare il gruppo di sacerdoti a cui venne affidato questo compito, tra i quali alcuni provenienti dalla Diocesi di Lodi. Lavorò instancabilmente alla fondazione di parrocchie, scuole, ospedali e nuovi villaggi, ricevendo generosi aiuti dalle imprese che avevano lavorato alla diga e dalle parrocchie ambrosiane. I frutti di quell’opera pionieristica – come l’ospedale – sono visibili ancora oggi.
Don Ernesto rimase in Zambia fino al 1972; poi, a causa di una grave malattia, fu costretto a rientrare in Italia, dove svolse il suo ministero pastorale nella comunità parrocchiale di Cremnago di Inverigo. Ma si può dire che conservò uno speciale legame spirituale con l’Africa, mantenendo i contatti con la sua antica missione e parlandone con entusiasmo in più occasione ai suoi nuovi parrocchiani.
I funerali di don Ernesto saranno celebrati domani, 16 luglio, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Cremnago. Proprio nel giorno in cui si svolge il tradizionale incontro tra l’Arcivescovo e i missionari in servizio in Diocesi o rientrati in Italia per un periodo di riposo, la Chiesa ambrosiana ricorda con affetto e riconoscenza don Ernesto Parenti, scomparso ieri alla Casa del Cieco “Mons. E. Gilardi” di Civate (Lecco), presso la quale risiedeva. Aveva 84 anni ed era stato il primo sacerdote fidei donum della Diocesi.Nato a Lazzate (Milano) il 22 novembre 1925, era stato ordinato sacerdote dal cardinale Schuster nel 1950. Fu invece il cardinale Giovanni Battista Montini, nel 1961, a destinarlo quale missionario fidei donum in Zambia. Quattro anni prima Pio XII aveva pubblicato la sua ultima enciclica, intitolata appunto Fidei donum, nella quale invitava i vescovi delle diocesi più antiche a inviare in quelle di più recente costituzione sacerdoti e laici come “doni della fede”, al fine di creare un legame diretto tra tutte le Chiese del mondo.Per la Diocesi ambrosiana don Parenti fu il capostipite, partendo per un Paese in cui alcune imprese italiane erano impegnate nella costruzione della colossale diga di Kariba, sul fiume Zambesi. Terminato il lavoro, tecnici e operai tornarono in Italia, ma le popolazioni locali avevano ancora bisogno di un’opera evangelizzatrice. Don Ernesto fu incaricato di coordinare il gruppo di sacerdoti a cui venne affidato questo compito, tra i quali alcuni provenienti dalla Diocesi di Lodi. Lavorò instancabilmente alla fondazione di parrocchie, scuole, ospedali e nuovi villaggi, ricevendo generosi aiuti dalle imprese che avevano lavorato alla diga e dalle parrocchie ambrosiane. I frutti di quell’opera pionieristica – come l’ospedale – sono visibili ancora oggi.Don Ernesto rimase in Zambia fino al 1972; poi, a causa di una grave malattia, fu costretto a rientrare in Italia, dove svolse il suo ministero pastorale nella comunità parrocchiale di Cremnago di Inverigo. Ma si può dire che conservò uno speciale legame spirituale con l’Africa, mantenendo i contatti con la sua antica missione e parlandone con entusiasmo in più occasione ai suoi nuovi parrocchiani.I funerali di don Ernesto saranno celebrati domani, 16 luglio, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Cremnago. – – «Amico e consigliere, maestro nel “sognare” la missione» (https://www.chiesadimilano.it:81/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=1848177)

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