La storia di Danilo Nuevo, filippino, dal 1981 alle dipendenze di una parrocchia di Milano. Da piccolo sognava di diventare prete

Luisa BOVE
Redazione

Danilo Nuevo è arrivato a Milano 29 anni fa insieme a sua moglie, hanno lasciato Manila per trovare lavoro in Italia. Sono stati ospitati per tre mesi ad Arona da famiglia benestante, intanto Danilo andava a lavorare a Borgomanero in una ditta di confezioni. Poi è arrivata la proposta di trasferirsi in Svizzera a Lugano: dopo la prima notte trascorsa in terra elvetica, i coniugi filippini hanno reclinato l’invito, rifiutando «alcuni sotterfugi che ci erano stati consigliati». Così sono tornati in Italia sul lago Maggiore, racconta Nuevo, «dove c’era un amico che lavorava come rappresentante di rubinetti e mi portava con sé». I primi tempi Danilo ha girato molto in cerca di occupazione: Varese, Sesto Calende e finalmente a Tradate ha conosciuto Bruno, un sacrestano da cui ha saputo «che molte chiese a Milano erano senza sacrista perché gli italiani non vogliono lavorare la domenica». Non se l’è fatto ripetere due volte e «in un bel pomeriggio di primavera sono andato a San Giovanni in Laterano a parlare con il parroco don Giuseppe Rigoldi». Due mesi dopo, era il maggio 1981, era già assunto come sacrestano. È stato tra i primi filippini ad arrivare in diocesi.
Da piccolo Danilo sognava di diventare sacerdote ed è sempre stato «molto vicino alla Chiesa». Quando con suo cugino si chiedevano che cosa avrebbero fatto da grandi, lui diceva: «Voglio arrivare in Vaticano, a Roma, voglio fare il prete». Ma alla fine ha cambiato idea e suo cugino è entrato in aeronautica.
Per cinque anni Danilo ha lavorato al fianco di don Giuseppe, poi è arrivato un nuovo parroco, don Angelo Casati. «Con lui ho avuto anche la possibilità di diventare ministro dell’Eucaristia nel 1987», racconta il sacrestano.
La famiglia Nuevo è stata accolta «molto, molto bene», assicura il marito, che oggi ha 62 anni, la figlia Gemma studia lingue all’Università Cattolica, mentre il figlio Guido aspetta di partire militare come sottufficiale. Danilo è contento del suo lavoro: «Quando sono sull’altare ascoltando il Vangelo, mi metto a riflettere e appena sono libero scrivo alcuni pensieri che poi faccio leggere a mia figlia. Questo mi aiuta a crescere». Danilo ha passato una vita a servire la Chiesa, anche se quando è arrivato ad Arona gli era stato proposto di insegnare. «Sono laureato in psicologia – ammette -, ma il mio titolo in Italia non è riconosciuto. Avrei dovuto dare un esame, ma allora non avevo tempo e mi sono messo a lavorare». Dal 1981 molte cose sono cambiate e «mi chiedono se conosco qualche filippino che abbia voglia di fare il sacrestano. Io segnalo solo le persone che conosco, come è stato per Edoardo Vega che ora lavora nella chiesa dei Quattro Evangelisti a Milano».

Danilo Nuevo è arrivato a Milano 29 anni fa insieme a sua moglie, hanno lasciato Manila per trovare lavoro in Italia. Sono stati ospitati per tre mesi ad Arona da famiglia benestante, intanto Danilo andava a lavorare a Borgomanero in una ditta di confezioni. Poi è arrivata la proposta di trasferirsi in Svizzera a Lugano: dopo la prima notte trascorsa in terra elvetica, i coniugi filippini hanno reclinato l’invito, rifiutando «alcuni sotterfugi che ci erano stati consigliati». Così sono tornati in Italia sul lago Maggiore, racconta Nuevo, «dove c’era un amico che lavorava come rappresentante di rubinetti e mi portava con sé». I primi tempi Danilo ha girato molto in cerca di occupazione: Varese, Sesto Calende e finalmente a Tradate ha conosciuto Bruno, un sacrestano da cui ha saputo «che molte chiese a Milano erano senza sacrista perché gli italiani non vogliono lavorare la domenica». Non se l’è fatto ripetere due volte e «in un bel pomeriggio di primavera sono andato a San Giovanni in Laterano a parlare con il parroco don Giuseppe Rigoldi». Due mesi dopo, era il maggio 1981, era già assunto come sacrestano. È stato tra i primi filippini ad arrivare in diocesi.Da piccolo Danilo sognava di diventare sacerdote ed è sempre stato «molto vicino alla Chiesa». Quando con suo cugino si chiedevano che cosa avrebbero fatto da grandi, lui diceva: «Voglio arrivare in Vaticano, a Roma, voglio fare il prete». Ma alla fine ha cambiato idea e suo cugino è entrato in aeronautica.Per cinque anni Danilo ha lavorato al fianco di don Giuseppe, poi è arrivato un nuovo parroco, don Angelo Casati. «Con lui ho avuto anche la possibilità di diventare ministro dell’Eucaristia nel 1987», racconta il sacrestano.La famiglia Nuevo è stata accolta «molto, molto bene», assicura il marito, che oggi ha 62 anni, la figlia Gemma studia lingue all’Università Cattolica, mentre il figlio Guido aspetta di partire militare come sottufficiale. Danilo è contento del suo lavoro: «Quando sono sull’altare ascoltando il Vangelo, mi metto a riflettere e appena sono libero scrivo alcuni pensieri che poi faccio leggere a mia figlia. Questo mi aiuta a crescere». Danilo ha passato una vita a servire la Chiesa, anche se quando è arrivato ad Arona gli era stato proposto di insegnare. «Sono laureato in psicologia – ammette -, ma il mio titolo in Italia non è riconosciuto. Avrei dovuto dare un esame, ma allora non avevo tempo e mi sono messo a lavorare». Dal 1981 molte cose sono cambiate e «mi chiedono se conosco qualche filippino che abbia voglia di fare il sacrestano. Io segnalo solo le persone che conosco, come è stato per Edoardo Vega che ora lavora nella chiesa dei Quattro Evangelisti a Milano». – Dopo la crisi ha trovatoun posto in parrocchia L’Unione partecipa alla fiera “Koinè” – L’Unione diocesana sacristi di Milano conta circa 85 iscritti di cui una dozzina di stranieri, soprattutto filippini. Un mese fa l’elezione del nuovo presidente, Maurizio Bozzolan, che ha preso il posto, dopo 10 anni, di Giordano Corbetta. Dal 18 al 21 aprile l’Unione parteciperà come espositore a «Koinè», la fiera internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto che si tiene a Vicenza. A maggio o giugno, i sacristi della diocesi organizzeranno un pellegrinaggio mariano; dal 25 al 29 agosto parteciperanno invece alla settimana liturgica che si terrà a L’Aquila. Intanto sono già iniziati i festeggiamenti per il 40° dell’Unione milanese che culmineranno con una giornata di festa e la Messa nella chiesa di S. Satiro (patrono dei sacrestani) il prossimo 17 settembre. (L.B.)

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