La missione dell'Istituto nato nel 1896: curarsi degli ultimi. Il 13 marzo Via Crucis presieduta dal cardinale Tettamanzi�

Carlo ROSSI
Redazione

Prendersi cura degli ultimi. Anzi, proprio degli ultimissimi. Di uomini, donne e bambini che, inadatti a una società tesa al profitto e all’efficienza, ne resterebbero fuori. Ai margini, isolati, esclusi. Dietro al nome che si è scelta per la sua missione, Sacra Famiglia, dietro alla definizione di “Istituto socio-sanitario per la cura degli anziani e dei disabili”, c’è qualcosa di più. Un’idea, prima di tutto: accogliere e accudire persone con gravi e gravissime patologie fisiche e cognitive, ma soprattutto promuovere il valore e le capacità di ognuno di loro. Perché ognuno di loro, colpito da Alzheimer o affetto da insufficienza mentale, è un tesoro prezioso di vita da imparare e vitalità da esprimere.
La stessa attenzione per i disabili e gli anziani è dimostrata dal cardinale Tettamanzi che nel pomeriggio di venerdì 13 marzo si recherà alla sede di Cesano Boscone per pregare con gli ospiti, i dipendenti e gli amici, conducendo lui stesso la Via Crucis. Questo gesto importante e molto atteso ricalca quello fatto nel passato dal cardinale Martini, che tante volte ha fatto visita alla Sacra Famiglia.
Nata più di cento anni fa, nel 1896, la Fondazione Istituto Sacra Famiglia oggi conta più di 1600 ospiti. Sono tutti disabili psicofisici gravi e gravissimi di ogni età, oppure anziani che non sono più autosufficienti. La sede è a Cesano Boscone, ma le filiali adesso sono diventate sette, dislocate tra Lombardia e Piemonte. I disabili, in particolare, sono 1370 circa, gli anziani sono circa 350. I numeri, però, non sono mai definitivi. Prendersi cura degli ultimi. Anzi, proprio degli ultimissimi. Di uomini, donne e bambini che, inadatti a una società tesa al profitto e all’efficienza, ne resterebbero fuori. Ai margini, isolati, esclusi. Dietro al nome che si è scelta per la sua missione, Sacra Famiglia, dietro alla definizione di “Istituto socio-sanitario per la cura degli anziani e dei disabili”, c’è qualcosa di più. Un’idea, prima di tutto: accogliere e accudire persone con gravi e gravissime patologie fisiche e cognitive, ma soprattutto promuovere il valore e le capacità di ognuno di loro. Perché ognuno di loro, colpito da Alzheimer o affetto da insufficienza mentale, è un tesoro prezioso di vita da imparare e vitalità da esprimere.La stessa attenzione per i disabili e gli anziani è dimostrata dal cardinale Tettamanzi che nel pomeriggio di venerdì 13 marzo si recherà alla sede di Cesano Boscone per pregare con gli ospiti, i dipendenti e gli amici, conducendo lui stesso la Via Crucis. Questo gesto importante e molto atteso ricalca quello fatto nel passato dal cardinale Martini, che tante volte ha fatto visita alla Sacra Famiglia.Nata più di cento anni fa, nel 1896, la Fondazione Istituto Sacra Famiglia oggi conta più di 1600 ospiti. Sono tutti disabili psicofisici gravi e gravissimi di ogni età, oppure anziani che non sono più autosufficienti. La sede è a Cesano Boscone, ma le filiali adesso sono diventate sette, dislocate tra Lombardia e Piemonte. I disabili, in particolare, sono 1370 circa, gli anziani sono circa 350. I numeri, però, non sono mai definitivi. Servizio in crescita «La domanda cresce e il servizio, rispondendo alle esigenze sempre mutevoli della società, migliora pari passo – commenta il direttore generale Luca Degani -, tanto che siamo una delle poche realtà che, nonostante i tempi di crisi che il Paese sta attraversando, continua ad assumere personale. In totale oggi abbiamo 1712 dipendenti, e per fare un esempio solo nel 2008 abbiamo assunto 133 persone nuove».La Sacra Famiglia, insomma, corre. E corre veloce, pur restando sempre ancorata ai valori profondi in cui crede: «In un sistema che si rinnova, la Sacra Famiglia è capace di ripensare le proprie attività e i propri servizi senza per questo sconfessare la propria storia e la propria vocazione – spiega il presidente Enrico Colombo -, la Fondazione non potrà infatti mai rinunciare alla sua identità e al suo agire all’interno della dottrina sociale della Chiesa cattolica, restando sempre fedele al suo carisma: la scelta di occuparsi degli ultimi con spirito di carità».Una scelta talmente forte e percepibile anche all’esterno, che la Sacra Famiglia ha avuto anche il sostegno del cardinale Ersilio Tonini. A gennaio infatti l’Istituto ha organizzato presso la sede della Caritas di Milano la presentazione del piano strategico che riassume i progetti di sviluppo e di crescita per i prossimi tre anni, e all’appuntamento ha partecipato Tonini in videoconferenza da Ravenna, facendo un po’ da padre spirituale all’iniziativa. «Sento di questi tempi un’atmosfera di grande accoglienza e serenità – ha sottolineato il Cardinale -. Mi sembra come se sia tornata la voglia e il gusto di far sentire intorno a sé quel clima di famiglia. Mi sembra come se stia crescendo un nuovo senso di responsabilità verso gli ultimi. Bisogna che la popolazione si accorga che questo è un momento positivo e che c’è un grande senso di responsabilità rispetto alla cura degli anziani e degli ultimi». Un abbraccio simbolico, quello di Tonini, che dimostra quanto l’esperienza della Sacra Famiglia sia di valore e sia riconosciuta dalla società.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi