Giovedì 5 febbraio alle 18.30 nella basilica di Sant'Ambrogio la celebrazione presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi per ricordare i diversi ambiti di impegno della Comunità nel capoluogo lombardo

Luisa BOVE
Redazione

Milano ricorda i 40 anni di fondazione della Comunità di S. Egidio diffusa in 50 Paesi del mondo con i suoi 50 mila volontari. «È un passaggio storico importante – dice Ulderico Maggi -, che sarà festeggiato con una liturgia di ringraziamento». La celebrazione sarà giovedì 5 febbraio alle 18.30 nella basilica di S. Ambrogio, presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, ma sono attesi anche «alcuni vescovi, preti, amici ecumenici, pastori delle Chiese cristiane, non credenti…», oltre naturalmente ai poveri, anziani, stranieri e senza fissa dimora ai quali i volontari dedicano tempo e amicizia.
La Comunità è presente a Milano da quasi 20 anni, ma ciò che la connota è «l’unità – spiega Maggi -, un tratto più “spirituale” che sociale: ciò che accomuna tutti, da chi vive in Africa, in Europa o nelle Americhe, è la preghiera». I volontari di S. Egidio attivi nel capoluogo lombardo sono almeno 200, ma il numero cresce se si considerano anche «gli amici che sostengono, collaborano e partecipano in forme diverse alle iniziative». Milano ricorda i 40 anni di fondazione della Comunità di S. Egidio diffusa in 50 Paesi del mondo con i suoi 50 mila volontari. «È un passaggio storico importante – dice Ulderico Maggi -, che sarà festeggiato con una liturgia di ringraziamento». La celebrazione sarà giovedì 5 febbraio alle 18.30 nella basilica di S. Ambrogio, presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, ma sono attesi anche «alcuni vescovi, preti, amici ecumenici, pastori delle Chiese cristiane, non credenti…», oltre naturalmente ai poveri, anziani, stranieri e senza fissa dimora ai quali i volontari dedicano tempo e amicizia.La Comunità è presente a Milano da quasi 20 anni, ma ciò che la connota è «l’unità – spiega Maggi -, un tratto più “spirituale” che sociale: ciò che accomuna tutti, da chi vive in Africa, in Europa o nelle Americhe, è la preghiera». I volontari di S. Egidio attivi nel capoluogo lombardo sono almeno 200, ma il numero cresce se si considerano anche «gli amici che sostengono, collaborano e partecipano in forme diverse alle iniziative». Preghiera e opere Quattro sere alla settimana (martedì, mercoledì, venerdì e sabato) nella chiesa di S. Bernardino in via Lanzone 13, dopo la preghiera – considerata la prima opera della Comunità -, i volontari “partono” per svolgere il loro servizio ai poveri. Raggiungono le stazioni ferroviarie di Garibaldi e Cadorna oltre ad alcune vie del centro per portare cibo e bevande calde, coperte e altri generi di conforto a uomini e donne che vivono in strada. Lo scopo è anche quello di ridurre il senso di isolamento dei più emarginati; utile anche la guida “Dove” pubblicata l’anno scorso sui servizi aperti in città e rivolti ai clochard. Due volte alla settimana i volontari gestiscono le scuole di italiano per stranieri “Louis Massignon” frequentate da centinaia di persone provenienti 30 Paesi diversi. Al termine dei corsi, che si tengono nel quartiere cinese di via Paolo Sarpi, a Corvetto e in via Timavo, gli iscritti ricevono un attestato. Fin dal 1992 la Comunità di S. Egidio svolge anche attività di sostegno per gruppi di sinti e rom, considerati i «più poveri dei poveri» e «vittime dei pregiudizi più diffusi e radicati». I volontari seguono in particolare bosniaci, magrebini e negli ultimi anni anche rumeni che vivono in zona Ripamonti e a Chiaravalle. Per sensibilizzare la popolazione e creare occasioni di convivenza tra italiani e stranieri sono nate anche le feste di piazza “Living Together” nei quartieri cosiddetti difficili.L’attenzione agli ultimi comprende anche la categoria degli anziani, sempre più numerosi e abbandonati a se stessi. L’impegno dei volontari è quello di assistere le persone ricoverate negli istituti o presso il loro domicilio per aiutarle in piccoli servizi. Dal 2005 la Comunità pubblica e distribuisce la guida “Come rimanere a casa propria da anziani”. Intanto è nato anche il movimento “W gli anziani” impegnato «nell’evangelizzazione e nella diffusione di una cultura della vita».Non mancano le iniziative anche per i piccoli a cominciare dalle “Scuole della pace” aperte il pomeriggio con proposte educative, di solidarietà verso gli altri e per superare barriere e discriminazioni. Le attività sono rivolte a ragazzi italiani, stranieri e nomadi nei quartieri Barona, di via Sarpi e a Chiaravalle. Da 10 anni il movimento “Il Paese dell’arcobaleno” riunisce bambini e adolescenti che organizzano tra l’altro “Il rigiocattolo per l’Africa”, recupero e vendita di giochi usati per sostenere i progetti nel sud del mondo.Oltre al tradizionale incontro interreligioso “Uomini e religioni” che a Milano si è svolto nel 2004, la Comunità di S. Egidio promuove da sempre iniziative di sensibilizzazione contro la pena di morte e a favore della pace in tutto il mondo. Nei giorni scorsi ha celebrato anche la Giornata della memoria alla Stazione Centrale, con tappa al binario 21 da cui partivano i treni per Auschwitz.

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