Tra i passi del cammino indicati dall'Arcivescovo c'è anche una Settimana di formazione per operatori organizzata in ciascuna delle 7 Zone della diocesi. I sussidi entro metà ottobre

di Ivano VALAGUSSA Responsabile del Servizio per la Catechesi
Redazione

Iniziare dal cuore di Cristo, puntare sull’essenziale della vita cristiana, riscoprire il dono della vocazione battesimale, coltivare un permanente stato di conversione, curare tutte le vocazioni: sono questi alcuni tratti del nuovo anno pastorale indicati dell’Arcivescovo nella sua lettera Pietre vive. In essi troviamo la proposta dei «contenuti fondamentali» e del «clima di intensa spiritualità con cui vivere fruttuosamente questo tempo di grazia».
In questa stessa linea si colloca la proposta della Settimana di formazione di base dei laici operatori pastorali, da tenersi a livello di Zona pastorale. Più volte il cardinale Tettamanzi ha affermato la necessità e l’urgenza della formazione per i laici e i presbiteri per una Chiesa missionaria nello stile della comunione corresponsabile. Questa settimana di formazione per i laici non ha come obiettivo la loro formazione specifica in vista dell’assunzione di una ministerialità laicale, ma intende «richiamare ai fondamenti dell’impegno pastorale laicale». Si tratta dunque di una proposta per la maturazione di una vita cristiana caratterizzata da una spiritualità laicale e diocesana.
Questa iniziativa formativa, inoltre, non intende esaurire la formazione di base del laicato, ma può essere occasione preziosa per riscoprire e vivere questo cammino di maturazione di fede in parrocchia, nell’Azione Cattolica ambrosiana e in altre aggregazioni ecclesiali «che mettano a frutto la ricchezza della loro tipicità nel servizio e nel comune riferimento alla Chiesa diocesana» (Omelia alla Messa Crismale 2008). Si tratta allora di un’iniziativa una tantum, che desidera anzitutto «richiamare il fondamento comune a ogni impegno battesimale» (La Chiesa di Antiochia regola pastorale della Chiesa di Milano) per rimandare poi alla loro progressiva assunzione attraverso il vissuto ecclesiale.
I destinatari di questa Settimana di formazione sono i laici già impegnati come operatori pastorali. È bene che la proposta venga allargata anche ad altri fedeli laici, sensibili alla corresponsabilità laicale nella missione della Chiesa. Dalla consultazione dei Decani e di alcuni membri del Consiglio presbiterale e pastorale è emersa l’indicazione di avere come testi di riferimento le quattro Costituzioni del Concilio vaticano II, il Sinodo diocesano 47°, il magistero dell’Arcivescovo. I contenuti offerti da questi documenti saranno organizzati attorno a tre domande: Quale volto di Chiesa oggi nella Diocesi di Milano? Quale cristiano adulto nella fede oggi? Quale formazione permanente del laicato in Diocesi? Questi interrogativi offrono l’opportunità di affrontare il tema della chiamata rivolta a tutta la comunità cristiana a coltivare l’universale vocazione alla santità, di approfondire i tratti essenziali di una spiritualità laicale e diocesana, di presentare percorsi permanenti di formazione di base già presenti in Diocesi.
Anche il metodo di lavoro non dovrà solo favorire la conoscenza e lo studio dei contenuti proposti, ma la partecipazione attiva in laboratori e seminari di confronto e di approfondimento. La progettazione di questa settimana formativa richiede l’attenzione alle esigenze del territorio e soprattutto il coinvolgimento delle 7 Zone pastorali e dei Decanati. A loro è affidato il compito d’individuare periodi dell’anno pastorale nei quali offrire un programma di formazione che potrebbe avere diversi tipi di scansioni: 5 appuntamenti serali in una settimana oppure in alcuni weekend.
Per la realizzazione della proposta le Zone pastorali sono invitate, attraverso il Vicario episcopale di Zona e i Decani, a mettere in calendario questa attività identificando anche più sedi per gli incontri e tenendosi in stretto contatto con il Vicario per l’evangelizzazione e i sacramenti attraverso il Servizio per la Catechesi, che con un gruppo di collaboratori e l’apporto dell’Ac ambrosiana offrirà entro la metà di ottobre il programma con i sussidi e un elenco di relatori. Iniziare dal cuore di Cristo, puntare sull’essenziale della vita cristiana, riscoprire il dono della vocazione battesimale, coltivare un permanente stato di conversione, curare tutte le vocazioni: sono questi alcuni tratti del nuovo anno pastorale indicati dell’Arcivescovo nella sua lettera Pietre vive. In essi troviamo la proposta dei «contenuti fondamentali» e del «clima di intensa spiritualità con cui vivere fruttuosamente questo tempo di grazia».In questa stessa linea si colloca la proposta della Settimana di formazione di base dei laici operatori pastorali, da tenersi a livello di Zona pastorale. Più volte il cardinale Tettamanzi ha affermato la necessità e l’urgenza della formazione per i laici e i presbiteri per una Chiesa missionaria nello stile della comunione corresponsabile. Questa settimana di formazione per i laici non ha come obiettivo la loro formazione specifica in vista dell’assunzione di una ministerialità laicale, ma intende «richiamare ai fondamenti dell’impegno pastorale laicale». Si tratta dunque di una proposta per la maturazione di una vita cristiana caratterizzata da una spiritualità laicale e diocesana.Questa iniziativa formativa, inoltre, non intende esaurire la formazione di base del laicato, ma può essere occasione preziosa per riscoprire e vivere questo cammino di maturazione di fede in parrocchia, nell’Azione Cattolica ambrosiana e in altre aggregazioni ecclesiali «che mettano a frutto la ricchezza della loro tipicità nel servizio e nel comune riferimento alla Chiesa diocesana» (Omelia alla Messa Crismale 2008). Si tratta allora di un’iniziativa una tantum, che desidera anzitutto «richiamare il fondamento comune a ogni impegno battesimale» (La Chiesa di Antiochia regola pastorale della Chiesa di Milano) per rimandare poi alla loro progressiva assunzione attraverso il vissuto ecclesiale.I destinatari di questa Settimana di formazione sono i laici già impegnati come operatori pastorali. È bene che la proposta venga allargata anche ad altri fedeli laici, sensibili alla corresponsabilità laicale nella missione della Chiesa. Dalla consultazione dei Decani e di alcuni membri del Consiglio presbiterale e pastorale è emersa l’indicazione di avere come testi di riferimento le quattro Costituzioni del Concilio vaticano II, il Sinodo diocesano 47°, il magistero dell’Arcivescovo. I contenuti offerti da questi documenti saranno organizzati attorno a tre domande: Quale volto di Chiesa oggi nella Diocesi di Milano? Quale cristiano adulto nella fede oggi? Quale formazione permanente del laicato in Diocesi? Questi interrogativi offrono l’opportunità di affrontare il tema della chiamata rivolta a tutta la comunità cristiana a coltivare l’universale vocazione alla santità, di approfondire i tratti essenziali di una spiritualità laicale e diocesana, di presentare percorsi permanenti di formazione di base già presenti in Diocesi.Anche il metodo di lavoro non dovrà solo favorire la conoscenza e lo studio dei contenuti proposti, ma la partecipazione attiva in laboratori e seminari di confronto e di approfondimento. La progettazione di questa settimana formativa richiede l’attenzione alle esigenze del territorio e soprattutto il coinvolgimento delle 7 Zone pastorali e dei Decanati. A loro è affidato il compito d’individuare periodi dell’anno pastorale nei quali offrire un programma di formazione che potrebbe avere diversi tipi di scansioni: 5 appuntamenti serali in una settimana oppure in alcuni weekend.Per la realizzazione della proposta le Zone pastorali sono invitate, attraverso il Vicario episcopale di Zona e i Decani, a mettere in calendario questa attività identificando anche più sedi per gli incontri e tenendosi in stretto contatto con il Vicario per l’evangelizzazione e i sacramenti attraverso il Servizio per la Catechesi, che con un gruppo di collaboratori e l’apporto dell’Ac ambrosiana offrirà entro la metà di ottobre il programma con i sussidi e un elenco di relatori. Incontri a Cernusco e Cusano – La Settimana di formazione di base dei laici operatori pastorali, che si terrà in ogni zona pastorale, non sostituirà i corsi che sul territorio sono già proposti dalle Scuole diocesane per operatori pastorali, l’Istituto Superiore di Scienze religiose, il Seminario. Queste realtà continueranno a offrire quest’anno la formazione specializzata e lo specifico accompagnamento per i settori pastorali per cui sono state pensate. Riguardo alla Settimana, ciascuna zona pastorale sceglierà relatori, modalità, tempi, unicità o pluralità di luoghi.In particolare, la Zona VII ha già anticipato che questa iniziativa si articolerà in due percorsi (con cinque incontri), il primo a Cernusco sul Naviglio in febbraio e il secondo a Cusano Milanino in aprile. – – «Con i fedeli rapporti di vera fiducia»

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