Don Varnavà era un riferimento per molti, ha educato "schiere di giovani", ha insegnato musica nelle scuole e aveva un rapporto privilegiato con i ragazzi

Roberto PENATI
Redazione

Caro don Stefano, ancora una volta ci hai sorpreso con la tua imprevedibilità. Quando tutti aspettavamo il tuo rientro, dopo un breve periodo di malattia, quando ci eravamo organizzati per farti dirigere il concerto del prossimo 3 aprile, anche da seduto, ecco la tua decisione, a nostra insaputa, concordata con il Padre Celeste: vengo da Te Signore, per cantare le lodi eterne, insieme a Tuo figlio Gesù e con la materna presenza di Maria.
E’ stato il tuo grande desiderio di vedere il “vero volto di Dio” che hai sempre ricercato in ogni persona che hai incontrato nel tuo itinerario terreno. Nella tua geniale inventiva non potevi che scegliere il giorno della “festa del papà”, il 19 marzo, per salutarci con quel tuo sorriso pieno di serenità e di gioia che hai saputo trasmettere ad ognuno di noi, soprattutto nei momenti più difficili della vita.
Sei stato un punto di riferimento per molti di noi, sei stato un padre spirituale ed umano al quale poter confidare le nostre preoccupazioni, i nostri dubbi e ricercare con te le soluzioni che tu sapientemente orientavi verso la strada del Signore.
Hai educato schiere di giovani, con l’insegnamento della musica nelle scuole e l’animazione alla gestualità nei momenti di incontro con i giovani della diocesi. Il rapporto privilegiato che avevi con i bambini e con i ragazzi ti dava continuamente quell’energia così straripante che ti permetteva di comporre musiche e di eseguire melodie all’organo con la bravura che tutti ti hanno sempre riconosciuto. Ci hai insegnato che ogni persona deve mettere a frutto i carismi che il Signore le ha donato e tu sei stato fulgido esempio, componendo centinaia e centinaia di brani musicali che intere generazioni hanno cantato e continueranno a cantare. Caro don Stefano, ancora una volta ci hai sorpreso con la tua imprevedibilità. Quando tutti aspettavamo il tuo rientro, dopo un breve periodo di malattia, quando ci eravamo organizzati per farti dirigere il concerto del prossimo 3 aprile, anche da seduto, ecco la tua decisione, a nostra insaputa, concordata con il Padre Celeste: vengo da Te Signore, per cantare le lodi eterne, insieme a Tuo figlio Gesù e con la materna presenza di Maria.E’ stato il tuo grande desiderio di vedere il “vero volto di Dio” che hai sempre ricercato in ogni persona che hai incontrato nel tuo itinerario terreno. Nella tua geniale inventiva non potevi che scegliere il giorno della “festa del papà”, il 19 marzo, per salutarci con quel tuo sorriso pieno di serenità e di gioia che hai saputo trasmettere ad ognuno di noi, soprattutto nei momenti più difficili della vita.Sei stato un punto di riferimento per molti di noi, sei stato un padre spirituale ed umano al quale poter confidare le nostre preoccupazioni, i nostri dubbi e ricercare con te le soluzioni che tu sapientemente orientavi verso la strada del Signore.Hai educato schiere di giovani, con l’insegnamento della musica nelle scuole e l’animazione alla gestualità nei momenti di incontro con i giovani della diocesi. Il rapporto privilegiato che avevi con i bambini e con i ragazzi ti dava continuamente quell’energia così straripante che ti permetteva di comporre musiche e di eseguire melodie all’organo con la bravura che tutti ti hanno sempre riconosciuto. Ci hai insegnato che ogni persona deve mettere a frutto i carismi che il Signore le ha donato e tu sei stato fulgido esempio, componendo centinaia e centinaia di brani musicali che intere generazioni hanno cantato e continueranno a cantare. Dolci note musicali Il tuo appassionato richiamo alla presenza di Gesù in mezzo a noi ci ha fatto capire che senza il “pane degli Angeli” la vicenda umana diventa una inutile avventura. La tua devozione per Maria si è trasformata in dolci note musicali che, ogni volta che si ascoltano, inondano l’etere di una gioiosa armonia. Geniale la composizione musicale della preghiera di San Bernardo, tratta dal canto XXXIII del Paradiso di Dante dal titolo “Vergine Madre, figlio del tuo figlio”. E la tua lode per il Signore non poteva che culminare in un brano composto il 2-1-94 (così hai scritto di tuo pugno) dal titolo significativo “Lui è Dio”.La tua inventiva è diventata espressione artistica con la creazione dei “recitals”, che hanno permesso di diffondere il messaggio evangelico in modo del tutto originale, con canti e brani recitati della parola di Dio.Il tuo carattere riservato e la tua bontà d’animo ci hanno sempre nascosto le preoccupazioni ed i dolori che ti abbiamo procurato e che, nella tua paterna amabilità, ci hai sempre perdonato. La strada della felicità La tua passione per Gesù, ti ha portato a ripercorrere più volte le strade dove Egli ha vissuto, per “sentire” la presenza del Figlio di Dio, che tu avvertivi ancora viva nelle realtà di quei luoghi.«La forza dell’uomo è Dio», dicevi spesso, poche parole per farci capire che non abbiamo altra via da seguire se vogliamo realizzare la nostra felicità: andare incontro, con passo spedito e a braccia aperte, verso la meta per la quale siamo venuti al mondo: il Paradiso.E là ti incontreremo di nuovo, in compagnia di Gesù e di Maria che, insieme ai Cherubini ed ai Serafini osannanti, ti stanno festeggiando, in dulce jubilo!Grazie don Stefano per la tua presenza. Siamo stati dei privilegiati a incontrarti e forse ce ne rendiamo conto solamente adesso che non sei più qui con noi.Ma tu, con il sorriso sulle labbra, ci dici ancora una volta che il nostro sguardo deve rivolgersi verso l’alto, per gustare le meraviglie nelle quali tu sei già immerso e che il Signore ci ha preparato, quando anche noi entreremo nella vita eterna.

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