Ieri il cardinale Tettamanzi ha concluso la visita pastorale nella cittadina lecchese. Una realtà antichissima, che risale all'VIII secolo e che costituisce la parte più "brianzola" della provincia. Una Chiesa locale solida, ma che comincia a risentire di «costumi metropolitani»

Marcello VILLANI
Redazione

Ieri, con la messa celebrata nella parrocchia di San Vittore, il cardinale Tettamanzi ha concluso la visita pastorale decanale a Missaglia (Lc). Un decanato antichissimo, che risale addirittura all’VIII secolo e che costituisce la parte più “brianzola” della provincia lecchese e della zona pastorale III. In totale quasi 50 mila abitanti suddivisi in 17 parrocchie per 9 Comuni. Una realtà vitale e in espansione. Una ricchezza che don Albino Mandelli, dal 2005 decano di Missaglia, cerca di promuovere e valorizzare. «Il Cardinale è stato a Missaglia già altre tre volte – spiega -: nel 2004 alla basilica della Madonna Assunta, che è anche un santuario, alla Messa vigiliare. Poi il 30 aprile 2005 per la Veglia diocesana dei lavoratori, alla vigilia della Festa del lavoro, con la marcia dalla località Contra e poi il discorso agli operai. Infine il 14 maggio del 2006 per la consacrazione del nuovo altare della Basilica di San Vittore a Missaglia. Ci conosce bene».
Don Mandelli descrive così il suo decanato: «La tradizione di fede della Brianza lecchese è davvero forte. Siamo retti da giganti della fede che ci hanno preceduto come monsignor Riccardo Beretta, morto nel 1968, che qui ricordano ancora, o come i prevosti Tettamanzi nel 1600 e Garavaglia, che ristrutturò la basilica dal 1842 al 1844 e a cui è intitolata l’omonima piazza. Una fede forte e che ha radici lontane». Una fede che si può toccare con mano: «L’ultima rilevazione della partecipazione alla messa domenicale ha fatto registrare una percentuale di presenze che va dal 28 al 55%. Una delle più alte nella zona. Ma anche qui le cose stanno cambiando, come dappertutto».
Lo “zoccolo duro” di fedeli non basta più: «C’è la necessità di essere missionari del Vangelo anche a Missaglia – spiega don Albino -. Il territorio è in grande espansione, visto che parecchi lasciano le città dell’hinterland milanese e vengono qui a cercare una vita qualitativamente migliore. Portando con sé le situazioni moderne riguardo alla famiglia e alla gioventù. In un agglomerato di quattro palazzi della parrocchia di Missaglia di circa cento famiglie, quasi tutte giovani, si può dire che il 50% sono di conviventi e il 50% di sposati. Questa realtà esige una nuova missionarietà». Ieri, con la messa celebrata nella parrocchia di San Vittore, il cardinale Tettamanzi ha concluso la visita pastorale decanale a Missaglia (Lc). Un decanato antichissimo, che risale addirittura all’VIII secolo e che costituisce la parte più “brianzola” della provincia lecchese e della zona pastorale III. In totale quasi 50 mila abitanti suddivisi in 17 parrocchie per 9 Comuni. Una realtà vitale e in espansione. Una ricchezza che don Albino Mandelli, dal 2005 decano di Missaglia, cerca di promuovere e valorizzare. «Il Cardinale è stato a Missaglia già altre tre volte – spiega -: nel 2004 alla basilica della Madonna Assunta, che è anche un santuario, alla Messa vigiliare. Poi il 30 aprile 2005 per la Veglia diocesana dei lavoratori, alla vigilia della Festa del lavoro, con la marcia dalla località Contra e poi il discorso agli operai. Infine il 14 maggio del 2006 per la consacrazione del nuovo altare della Basilica di San Vittore a Missaglia. Ci conosce bene».Don Mandelli descrive così il suo decanato: «La tradizione di fede della Brianza lecchese è davvero forte. Siamo retti da giganti della fede che ci hanno preceduto come monsignor Riccardo Beretta, morto nel 1968, che qui ricordano ancora, o come i prevosti Tettamanzi nel 1600 e Garavaglia, che ristrutturò la basilica dal 1842 al 1844 e a cui è intitolata l’omonima piazza. Una fede forte e che ha radici lontane». Una fede che si può toccare con mano: «L’ultima rilevazione della partecipazione alla messa domenicale ha fatto registrare una percentuale di presenze che va dal 28 al 55%. Una delle più alte nella zona. Ma anche qui le cose stanno cambiando, come dappertutto».Lo “zoccolo duro” di fedeli non basta più: «C’è la necessità di essere missionari del Vangelo anche a Missaglia – spiega don Albino -. Il territorio è in grande espansione, visto che parecchi lasciano le città dell’hinterland milanese e vengono qui a cercare una vita qualitativamente migliore. Portando con sé le situazioni moderne riguardo alla famiglia e alla gioventù. In un agglomerato di quattro palazzi della parrocchia di Missaglia di circa cento famiglie, quasi tutte giovani, si può dire che il 50% sono di conviventi e il 50% di sposati. Questa realtà esige una nuova missionarietà». Famiglia e lavoro L’espansione edilizia, inoltre, ha fortunatamente portato a un boom di nascite e, dunque, di battesimi. Un’occasione per far riflettere sul sacro vincolo del matrimonio: «Alcune famiglie di conviventi vengono da me a chiedere il battesimo per i figli e, in alcuni casi, sono riuscito a farli sposare prima ancora di celebrare il battesimo – spiega il decano -. È capitato più volte e questo mi incoraggia, anche se ci sono tantissimi che non riusciamo a intercettare, visto che partono al mattino e tornano solo alla sera. C’è il pericolo che alcuni insediamenti divengano solo dormitori».Fondamentale l’accoglienza delle famiglie nuove: «È un argomento importante da trattare. Negli ultimi sette anni abbiamo avuto un grande incremento dei residenti. I missagliesi li chiamano ancora «i forestieri», ma con bonarietà, senza desiderio di esclusione. Anche trent’anni fa ci fu un’immigrazione di lombardi che tuttora vengono considerati “forestieri”, ma che, in realtà, sono molto inseriti nelle parrocchie. Speriamo di ripetere quell’esperienza».Sul tema immigrazione straniera don Albino è fiducioso: «Gli extracomunitari residenti ufficialmente nel 2001 erano 979, mentre nel 2007 erano già balzati a 2.599. In sei anni un aumento di più del 160%. Senza contare quelli senza permesso di soggiorno che sono tantissimi. Le religioni con le quali veniamo a contatto sono l’Islam e gli ortodossi, visto che gli immigrati sono soprattutto dell’Africa del Nord e dell’Est europeo. Li intercettiamo nei nostri tre centri di ascolto gestiti dalla Caritas decanale che sono molto frequentati».L’aspetto lavorativo e sociale è uno scoglio importante da affrontare: «La nostra è ancora una zona benestante, ma sentiamo pure noi i crampi della crisi, anche se artigianato e industria sono forti. Purtroppo siamo al meno 7% di produzione e il calo di ordinativi è forte, del 40%: dobbiamo dare speranza a tutti questi lavoratori angosciati per il futuro». 17 parrocchie in 9 Comuni – Il decanato Missaglia è formato dall’unità pastorale di Missaglia (parrocchia di S. Vittore e della frazione di Lomaniga), le comunità pastorali “Maria Regina di tutti i Santi” di Casatenovo (parrocchie S. Giorgio, S. Biagio in Galgiana, S. Carlo in Valaperta, S. Gaetano in Rogoredo e S. Mauro in Campofiorenzo), di Barzanò e Cremella “Santissimo Nome di Maria”; dell’unità pastorale di Monticello (con Torrevilla, sua frazione). Le altre parrocchie sono a Lomagna, Viganò, Sirtori, Cassago Brianza, Cortenuova, Maresso. – – L’esperienza de “La mia casa” –

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