Al tradizionale raduno diocesano hanno partecipato 300 persone, tra adulti e bambini. Ricordata la figura di Santa Gianna Beretta Molla

Alberto MELZI
Redazione

Mesero, l’Ac, anche quest’anno, è ritornata a Mesero per celebrare la festa liturgica di Santa Gianna Beretta Molla. Domenica 26 aprile, nel pomeriggio, si sono radunati a Mesero trecento persone, molte famiglie con bambini, per un incontro unitario. Il tema scelto è stato: “L’Ac per la famiglia… perché diventi sempre più anima del mondo”.
Un primo momento si è svolto nel salone parrocchiale dove dopo un breve saluto della presidente Valentina Soncini sono stati accolti e presentati i nuovi responsabili del Servizio per la famiglia della diocesi, Francesca e Alfonso Colzani, una coppia di sposi con quattro figli che sono stati chiamati dall’Arcivescovo a svolgere questo incarico. Il loro indirizzo di saluto è stato accolto calorosamente e ha consolidato la stretta collaborazione tra l’Ac e la diocesi tutta.
Ha preso poi la parola don Tiziano Sangalli, rettore del Santuario e nuovo assistente del Servizio alla famiglia della diocesi, che ha descritto la figura di Santa Gianna nella sua dimensione di sposa e madre sottolineando l’aspetto della testimonianza famigliare che ogni cristiano può dare sostenuto e seguendo le “orme” di Santa Gianna. Non è mancato un accenno alla dimensione di socia di Ac, vissuta da Gianna in gioventù, che ha caratterizzato i suoi passaggi vocazionali e contribuito alle sue scelte di vita e di “santità”.
E’ seguito un intervento a più voci di Roberta, Alessia e Alessandro, che hanno tratteggiato gli impegni che l’Ac ha nei confronti della famiglia. In particolare sono stati presentati: la Commissione famiglia, l’Itinerario fidanzati, Spazio famiglia e il Percorso genitori. Tutte iniziative che hanno bisogno di essere conosciute maggiormente e sostenute da tutti in quanto sono al servizio dell’associazione ma anche di tutta la pastorale parrocchiale. Nella loro presentazione si è colta la ricchezza e la bellezza che sprigiona dalla famiglia.
La pioggia non ha permesso la celebrazione della S. Messa sulla tomba di Santa Gianna al cimitero e ci si è trasferiti nella chiesa parrocchiale. Qui la liturgia è stata presieduta da don Ivano e concelebrata da don Luca e don Tiziano. Nell’omelia è stato richiamato il significato della testimonianza cristiana che un socio di Ac deve dare, nella chiesa e nel mondo, e che può trarre ispirazione e impulso dalla vita di Santa Gianna. Si è ricordata la figura di don Silvano Caccia, scomparso tragicamente, che ha dedicato il suo ministero sacerdotale anche all’Ac e al Servizio per la famiglia diocesano.
Un momento conviviale ha concluso l’intenso pomeriggio e permesso ai partecipanti di scambiarsi un fraterno saluto. Un ringraziamento va rivolto ai soci del decanato di Magenta e alla comunità parrocchiale di Mesero che hanno preparato e sostenuto l’intera iniziativa. L’impegno conclusivo è di mantenere la visita a Mesero ogni anno, non come una sterile tradizione, ma come un periodico ritorno in “famiglia” per onorare Santa Gianna e per ricaricare la nostra vita ad una così particolare “forza di santità”. Mesero, l’Ac, anche quest’anno, è ritornata a Mesero per celebrare la festa liturgica di Santa Gianna Beretta Molla. Domenica 26 aprile, nel pomeriggio, si sono radunati a Mesero trecento persone, molte famiglie con bambini, per un incontro unitario. Il tema scelto è stato: “L’Ac per la famiglia… perché diventi sempre più anima del mondo”.Un primo momento si è svolto nel salone parrocchiale dove dopo un breve saluto della presidente Valentina Soncini sono stati accolti e presentati i nuovi responsabili del Servizio per la famiglia della diocesi, Francesca e Alfonso Colzani, una coppia di sposi con quattro figli che sono stati chiamati dall’Arcivescovo a svolgere questo incarico. Il loro indirizzo di saluto è stato accolto calorosamente e ha consolidato la stretta collaborazione tra l’Ac e la diocesi tutta.Ha preso poi la parola don Tiziano Sangalli, rettore del Santuario e nuovo assistente del Servizio alla famiglia della diocesi, che ha descritto la figura di Santa Gianna nella sua dimensione di sposa e madre sottolineando l’aspetto della testimonianza famigliare che ogni cristiano può dare sostenuto e seguendo le “orme” di Santa Gianna. Non è mancato un accenno alla dimensione di socia di Ac, vissuta da Gianna in gioventù, che ha caratterizzato i suoi passaggi vocazionali e contribuito alle sue scelte di vita e di “santità”.E’ seguito un intervento a più voci di Roberta, Alessia e Alessandro, che hanno tratteggiato gli impegni che l’Ac ha nei confronti della famiglia. In particolare sono stati presentati: la Commissione famiglia, l’Itinerario fidanzati, Spazio famiglia e il Percorso genitori. Tutte iniziative che hanno bisogno di essere conosciute maggiormente e sostenute da tutti in quanto sono al servizio dell’associazione ma anche di tutta la pastorale parrocchiale. Nella loro presentazione si è colta la ricchezza e la bellezza che sprigiona dalla famiglia.La pioggia non ha permesso la celebrazione della S. Messa sulla tomba di Santa Gianna al cimitero e ci si è trasferiti nella chiesa parrocchiale. Qui la liturgia è stata presieduta da don Ivano e concelebrata da don Luca e don Tiziano. Nell’omelia è stato richiamato il significato della testimonianza cristiana che un socio di Ac deve dare, nella chiesa e nel mondo, e che può trarre ispirazione e impulso dalla vita di Santa Gianna. Si è ricordata la figura di don Silvano Caccia, scomparso tragicamente, che ha dedicato il suo ministero sacerdotale anche all’Ac e al Servizio per la famiglia diocesano.Un momento conviviale ha concluso l’intenso pomeriggio e permesso ai partecipanti di scambiarsi un fraterno saluto. Un ringraziamento va rivolto ai soci del decanato di Magenta e alla comunità parrocchiale di Mesero che hanno preparato e sostenuto l’intera iniziativa. L’impegno conclusivo è di mantenere la visita a Mesero ogni anno, non come una sterile tradizione, ma come un periodico ritorno in “famiglia” per onorare Santa Gianna e per ricaricare la nostra vita ad una così particolare “forza di santità”.

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