Un piccolo prestito che dà dignità

Alessandra VISCOVI Direttore generale Etica Sgr
Redazione

Uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizione di povertà, oppure che in quel momento non hanno abbastanza soldi per finanziare la loro vita, la loro piccola impresa, o semplicemente il mutuo o spese familiari impreviste.
Uno strumento che si differenzia dal credito tradizionale perché le somme di denaro sono piccole, perché l’organizzazione che le concede è sovente spinta da ragioni etiche e mette al centro la persona, perché è un prestito che coinvolge i destinatari e non li esclude, perché dà fiducia e dignità e si regge su due cardini: responsabilità e relazione. Che significa anche condivisione del rischio. Chi richiede il prestito infatti – di norma non deve essere superiore a 25 mila euro – non deve presentare garanzie patrimoniali o di reddito, bensì una rete fiduciaria con più soggetti che fanno da garanti.
L’idea è davvero rivoluzionaria. Muhammad Yunus, l’uomo che l’ha avuta e che ha inventato il microcredito, in Bangladesh alla fine degli anni Settanta, oggi è un uomo molto famoso, soprattutto dopo aver ricevuto il Nobel. Yunus credeva nella possibilità di uscire dalla povertà attraverso la rivalutazione delle capacità economiche dei “non bancabili”. E soprattutto credeva nel credito come diritto umano, necessario per lo sviluppo di un sistema più giusto. Lo crediamo anche noi, anche in un modello di società differente, dove certamente non ci sono i tragici segni di una povertà diffusa come nel Bangladesh, ma dove l’accesso al credito diventa sempre più complicato per molte fasce della popolazione. Uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizione di povertà, oppure che in quel momento non hanno abbastanza soldi per finanziare la loro vita, la loro piccola impresa, o semplicemente il mutuo o spese familiari impreviste.Uno strumento che si differenzia dal credito tradizionale perché le somme di denaro sono piccole, perché l’organizzazione che le concede è sovente spinta da ragioni etiche e mette al centro la persona, perché è un prestito che coinvolge i destinatari e non li esclude, perché dà fiducia e dignità e si regge su due cardini: responsabilità e relazione. Che significa anche condivisione del rischio. Chi richiede il prestito infatti – di norma non deve essere superiore a 25 mila euro – non deve presentare garanzie patrimoniali o di reddito, bensì una rete fiduciaria con più soggetti che fanno da garanti.L’idea è davvero rivoluzionaria. Muhammad Yunus, l’uomo che l’ha avuta e che ha inventato il microcredito, in Bangladesh alla fine degli anni Settanta, oggi è un uomo molto famoso, soprattutto dopo aver ricevuto il Nobel. Yunus credeva nella possibilità di uscire dalla povertà attraverso la rivalutazione delle capacità economiche dei “non bancabili”. E soprattutto credeva nel credito come diritto umano, necessario per lo sviluppo di un sistema più giusto. Lo crediamo anche noi, anche in un modello di società differente, dove certamente non ci sono i tragici segni di una povertà diffusa come nel Bangladesh, ma dove l’accesso al credito diventa sempre più complicato per molte fasce della popolazione. Situazioni di bisogno Etica sgr ha sempre creduto nel microcredito, come strumento di promozione umana. Chi sottoscrive i fondi Valori Responsabili di Etica Sgr non paga commissioni di entrata, ma devolve lo 0,1% del capitale sottoscritto (1 euro su mille) a favore di un fondo che fa da garanzia a progetti di microcredito in Italia. Banca Popolare Etica, la nostra capogruppo, può così concedere piccoli prestiti a persone che si trovano in situazioni di reale bisogno senza richiedere ulteriori garanzie, a persone che vogliano avviare attività imprenditoriali, a cooperative sociali che hanno bisogno di ricapitalizzarsi.Nel corso del 2008 Banca Etica ha gestito il “Fondo di garanzia per progetti di microcredito in Italia” destinando le erogazioni alle operazioni realizzate in progetti di microcredito gestito direttamente da Banca Etica o in partenariato. Il fondo stanziato per il 2008 ammontava a 390 mila euro. Nel corso del 2008 (alla data del 11 dicembre) Etica Sgr ha garantito microprestiti per un importo pari a 154.325,80 euro. E così hanno trovato sostegno alcune cooperative sociali che hanno avviato processi di capitalizzazione, nuclei familiari alle prese con momenti di difficoltà contingente, piccoli imprenditori nella fase di avvio dell’attività economica o ancora imprenditori che hanno deciso di lasciarsi alle spalle storie di pizzo. E ancora, progetti per l’accoglienza di profughi e rifugiati, opere sostenute da Caritas diocesane.www.eticasgr.it

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