In occasione della visita pastorale dell'Arcivescovo messe in rilievo le difficoltà del territorio

Maria Teresa ANTOGNAZZA
Redazione

Anche nel ricco Varesotto la crisi economica e i primi gravi segnali di recessione stanno iniziando a mietere le loro vittime. Il lavoro diventa un bene a rischio per moltissime famiglie. E con esso, con meno risorse economiche a disposizione, diventa sempre più frequente anche il caso di famiglie in difficoltà sul fronte della casa. «Casa e lavoro – spiega il prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini, e confermano i responsabili del centro di ascolto decanale Caritas di piazza Canonica – sono sempre stati i due capitoli più importanti del disagio delle famiglie in questi ultimi anni. E ora la situazione si fa sempre più grave».
Nei giorni scorsi anche a Varese è stato presentato ufficialmente il Fondo diocesano famiglia-lavoro istituito dall’Arcivescovo e annunciato la notte di Natale, per venire incontro alle difficoltà crescenti della gente. Ma sul territorio molte risposte esistono già e altre sono in fase di costruzione. Attraverso la Fondazione monsignor Proserpio, dal nome di un amato prevosto di San Vittore, la parrocchia centrale di Varese si è fatta promotrice del mantenimento di una rete di appartamenti in città, che vengono sostenuti attraverso le offerte dei fedeli e le sottoscrizioni mensili o annuali di “quote” di solidarietà. Si tratta di otto appartamenti, gestiti insieme alla Caritas decanale, per rispondere concretamente a situazioni di fragilità e povertà. Sei vengono destinati a famiglie, italiane o straniere, che ne hanno più bisogno, mentre altri due sono riservati ai percorsi di accompagnamento e integrazione dei rifugiati politici che hanno avuto il riconoscimento dello status di asilanti.
A Lissago, poi, da un paio d’anni, funziona una nuova esperienza di accoglienza, sempre realizzata con il contributo delle parrocchie varesine e della Caritas: si tratta di “Casa Gerico”. In un vecchio edificio parrocchiale opportunamente ristrutturato, hanno trovato posto due appartamenti, che vengono usati per l’accoglienza di mamme con bambini, che provengono da situazioni di maltrattamento o abusi, inviate dai servizi sociali comunali.
Infine, è in fase di realizzazione un importante intervento nella parrocchia di San Carlo, sempre a Varese. Si tratta di un progetto di ristrutturazione di un vecchio immobile, attraverso un finanziamento della Fondazione Cariplo, da destinare a sostegno dell’emergenza abitativa. Per la partenza dell’intervento si attende ancora il completamento delle pratiche burocratiche e la concretizzazione delle convenzioni con la curia arcivescovile di Milano, la Fondazione San Carlo e la stessa Fondazione Cariplo. Una volta realizzato, il centro di San Carlo potrà venire incontro al bisogno abitativo di una decina di uomini adulti. Per la gestione del progetto, poi, è stata concordata con il decanato anche la presenza di un gruppo di missionari comboniani, che potranno anche collaborare all’animazione del territorio varesino dal punto di vista della maturazione di uno stile di condivisione e solidarietà con gli ultimi. Anche nel ricco Varesotto la crisi economica e i primi gravi segnali di recessione stanno iniziando a mietere le loro vittime. Il lavoro diventa un bene a rischio per moltissime famiglie. E con esso, con meno risorse economiche a disposizione, diventa sempre più frequente anche il caso di famiglie in difficoltà sul fronte della casa. «Casa e lavoro – spiega il prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini, e confermano i responsabili del centro di ascolto decanale Caritas di piazza Canonica – sono sempre stati i due capitoli più importanti del disagio delle famiglie in questi ultimi anni. E ora la situazione si fa sempre più grave».Nei giorni scorsi anche a Varese è stato presentato ufficialmente il Fondo diocesano famiglia-lavoro istituito dall’Arcivescovo e annunciato la notte di Natale, per venire incontro alle difficoltà crescenti della gente. Ma sul territorio molte risposte esistono già e altre sono in fase di costruzione. Attraverso la Fondazione monsignor Proserpio, dal nome di un amato prevosto di San Vittore, la parrocchia centrale di Varese si è fatta promotrice del mantenimento di una rete di appartamenti in città, che vengono sostenuti attraverso le offerte dei fedeli e le sottoscrizioni mensili o annuali di “quote” di solidarietà. Si tratta di otto appartamenti, gestiti insieme alla Caritas decanale, per rispondere concretamente a situazioni di fragilità e povertà. Sei vengono destinati a famiglie, italiane o straniere, che ne hanno più bisogno, mentre altri due sono riservati ai percorsi di accompagnamento e integrazione dei rifugiati politici che hanno avuto il riconoscimento dello status di asilanti.A Lissago, poi, da un paio d’anni, funziona una nuova esperienza di accoglienza, sempre realizzata con il contributo delle parrocchie varesine e della Caritas: si tratta di “Casa Gerico”. In un vecchio edificio parrocchiale opportunamente ristrutturato, hanno trovato posto due appartamenti, che vengono usati per l’accoglienza di mamme con bambini, che provengono da situazioni di maltrattamento o abusi, inviate dai servizi sociali comunali.Infine, è in fase di realizzazione un importante intervento nella parrocchia di San Carlo, sempre a Varese. Si tratta di un progetto di ristrutturazione di un vecchio immobile, attraverso un finanziamento della Fondazione Cariplo, da destinare a sostegno dell’emergenza abitativa. Per la partenza dell’intervento si attende ancora il completamento delle pratiche burocratiche e la concretizzazione delle convenzioni con la curia arcivescovile di Milano, la Fondazione San Carlo e la stessa Fondazione Cariplo. Una volta realizzato, il centro di San Carlo potrà venire incontro al bisogno abitativo di una decina di uomini adulti. Per la gestione del progetto, poi, è stata concordata con il decanato anche la presenza di un gruppo di missionari comboniani, che potranno anche collaborare all’animazione del territorio varesino dal punto di vista della maturazione di uno stile di condivisione e solidarietà con gli ultimi.

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