La liturgia, nei giorni feriali, propone il significato più immediato del tempo che conduce alla Pasqua, così come viene delineato dal Lezionario ambrosiano

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Redazione Diocesi

La Domenica di Abramo (III di Quaresima) – di fronte alla caduta nella schiavitù dell’idolatria da parte del popolo d’Israele durante la sua permanenza nel deserto – richiama ancora una volta il tema della fedeltà all’alleanza con Dio: «Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato!» (Lettura dell’Esodo). Nell’immagine del vitello d’oro è descritta l’incredulità del popolo, che cede alla tentazione di costruirsi un dio a propria misura, perché non comprende l’apparente lontananza di Dio, ed è lo stesso Mosè ad intercedere per il popolo presso Dio, che si rivela misericordioso e fedele: «Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi» (Lettura dell’Esodo).

Gesù incontra una nuova forma di idolatria, se vogliamo più subdola: la falsa giustizia dei suoi interlocutori. Egli indica la via per conoscere la verità che rende realmente liberi: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Vangelo di Giovanni). È lo stesso impegno che deve accompagnare il credente lungo l’intero cammino della Quaresima. La verità che rende liberi è la vita stessa di Dio, a noi comunicata nella sua Parola e nei Sacramenti, che chiede di essere accolta e testimoniata.

Nella stessa linea, il Lezionario feriale da lunedì a mercoledì (giovedì si celebra la solennità di san Giuseppe, che prevede un diverso ordinamento di letture) presenta Abramo che – come avviene per Mosè – eleva la sua preghiera di intercessione per gli abitanti di Sodoma (I Lettura del Lunedì: Genesi 18,20-23). La fedeltà di Dio accompagna tutta la storia della salvezza e si manifesta nella nascita di Isacco (I Lettura del Martedì: Genesi 21,1-4.6-7) e rimane sullo sfondo anche nell’accordo tra Abramo e Abimèlec (I Lettura del Mercoledì: Genesi 21,22-34).

«Se rimanete nella mia parola [�] conoscerete la verità»: l’affermazione di Gesù, al centro del Vangelo di Domenica, è idealmente ripresa lungo l’arco della settimana dalla II Lettura tratta dal Libro dei Proverbi. «La mia bocca proclama la verità» (Lunedì: Proverbi 8,1-11). Vero sapiente è colui che ascolta la Parola e la fa’ sua, perché «la sapienza vale più delle perle», e solo così può dimorare in noi il timore del Signore che è «principio della Sapienza» (Martedì: Proverbi 9,1-6.10).

Infine, è ancora il Discorso della Montagna a dettare il passo del nostro itinerario quaresimale. Gesù stesso offre il modello della preghiera, divenendone maestro e testimone (Vangelo del Lunedì: Matteo 6,7-15). Allo stesso modo, Egli ci insegna la via del digiuno autentico, che è gradito a Dio (Vangelo del Martedì: Matteo 6,16-18), e ci guida nella ricerca della vera ricchezza, che nobilita il cuore e la vita dell’uomo, senza cadere nella tentazione dell’idolatria (Vangelo del Mercoledì: Matteo 6,19-24): «Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; non potete servire Dio e la ricchezza».

La Parola di Gesù si offre quindi come guida sicura nel nostro itinerario di conversione e, insieme, suscita la nostra stessa preghiera: «Vedi, Signore, come è fragile l’uomo! Tanta indulgenza hai avuto con noi, ma ancora troverai da perdonare» (antifona dopo il Vangelo della Domenica).

La Domenica di Abramo (III di Quaresima) – di fronte alla caduta nella schiavitù dell’idolatria da parte del popolo d’Israele durante la sua permanenza nel deserto – richiama ancora una volta il tema della fedeltà all’alleanza con Dio: «Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato!» (Lettura dell’Esodo). Nell’immagine del vitello d’oro è descritta l’incredulità del popolo, che cede alla tentazione di costruirsi un dio a propria misura, perché non comprende l’apparente lontananza di Dio, ed è lo stesso Mosè ad intercedere per il popolo presso Dio, che si rivela misericordioso e fedele: «Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi» (Lettura dell’Esodo).Gesù incontra una nuova forma di idolatria, se vogliamo più subdola: la falsa giustizia dei suoi interlocutori. Egli indica la via per conoscere la verità che rende realmente liberi: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Vangelo di Giovanni). È lo stesso impegno che deve accompagnare il credente lungo l’intero cammino della Quaresima. La verità che rende liberi è la vita stessa di Dio, a noi comunicata nella sua Parola e nei Sacramenti, che chiede di essere accolta e testimoniata. Nella stessa linea, il Lezionario feriale da lunedì a mercoledì (giovedì si celebra la solennità di san Giuseppe, che prevede un diverso ordinamento di letture) presenta Abramo che – come avviene per Mosè – eleva la sua preghiera di intercessione per gli abitanti di Sodoma (I Lettura del Lunedì: Genesi 18,20-23). La fedeltà di Dio accompagna tutta la storia della salvezza e si manifesta nella nascita di Isacco (I Lettura del Martedì: Genesi 21,1-4.6-7) e rimane sullo sfondo anche nell’accordo tra Abramo e Abimèlec (I Lettura del Mercoledì: Genesi 21,22-34). «Se rimanete nella mia parola [�] conoscerete la verità»: l’affermazione di Gesù, al centro del Vangelo di Domenica, è idealmente ripresa lungo l’arco della settimana dalla II Lettura tratta dal Libro dei Proverbi. «La mia bocca proclama la verità» (Lunedì: Proverbi 8,1-11). Vero sapiente è colui che ascolta la Parola e la fa’ sua, perché «la sapienza vale più delle perle», e solo così può dimorare in noi il timore del Signore che è «principio della Sapienza» (Martedì: Proverbi 9,1-6.10). Infine, è ancora il Discorso della Montagna a dettare il passo del nostro itinerario quaresimale. Gesù stesso offre il modello della preghiera, divenendone maestro e testimone (Vangelo del Lunedì: Matteo 6,7-15). Allo stesso modo, Egli ci insegna la via del digiuno autentico, che è gradito a Dio (Vangelo del Martedì: Matteo 6,16-18), e ci guida nella ricerca della vera ricchezza, che nobilita il cuore e la vita dell’uomo, senza cadere nella tentazione dell’idolatria (Vangelo del Mercoledì: Matteo 6,19-24): «Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; non potete servire Dio e la ricchezza». La Parola di Gesù si offre quindi come guida sicura nel nostro itinerario di conversione e, insieme, suscita la nostra stessa preghiera: «Vedi, Signore, come è fragile l’uomo! Tanta indulgenza hai avuto con noi, ma ancora troverai da perdonare» (antifona dopo il Vangelo della Domenica). – Introduzioni: Libro di Genesi Libro dei Proverbi Discorso della montagnaPercorsi tematici della Terza settimana di Quaresima:lunedì�16 marzo martedì 17 marzo mercoledì 18 marzo giovedì 19 marzo venerdì�20 marzosabato�21 marzo –

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