Una nota del Vicariato per l'evangelizzazione e i sacramenti per la celebrazione nelle comunità di Rito ambrosiano


Redazione

Secondo l’indicazione pastorale del Calendario, nella II Domenica di Pasqua (o Domenica dell’Ottava di Pasqua) si sottolinea il mistero della Divina Misericordia.
L’anno liturgico ambrosiano prevede già due Domeniche con questa particolare accentuazione, rispettivamente la penultima Domenica (detta “della divina clemenza”) e l’ultima Domenica (detta “del perdono”) del Tempo dopo l’Epifania, che precedono immediatamente l’inizio della Quaresima.
Tuttavia i testi eucologici e biblici della II Domenica di Pasqua contengono questo tema sia pure in modo subordinato. Nella misura in cui, per motivi pastorali, si intende valorizzare questa tematica, si curi che la predicazione muova dai testi liturgici, riservando a un eventuale incontro pomeridiano la sua espressione devozionale. Tale scelta favorirà una proficua armonizzazione tra la prassi liturgica e la devozione popolare, che – proprio a partire dalla celebrazione liturgica – deve essere naturalmente orientata alla partecipazione dell’unico mistero pasquale del Signore Gesù. Secondo l’indicazione pastorale del Calendario, nella II Domenica di Pasqua (o Domenica dell’Ottava di Pasqua) si sottolinea il mistero della Divina Misericordia.L’anno liturgico ambrosiano prevede già due Domeniche con questa particolare accentuazione, rispettivamente la penultima Domenica (detta “della divina clemenza”) e l’ultima Domenica (detta “del perdono”) del Tempo dopo l’Epifania, che precedono immediatamente l’inizio della Quaresima.Tuttavia i testi eucologici e biblici della II Domenica di Pasqua contengono questo tema sia pure in modo subordinato. Nella misura in cui, per motivi pastorali, si intende valorizzare questa tematica, si curi che la predicazione muova dai testi liturgici, riservando a un eventuale incontro pomeridiano la sua espressione devozionale. Tale scelta favorirà una proficua armonizzazione tra la prassi liturgica e la devozione popolare, che – proprio a partire dalla celebrazione liturgica – deve essere naturalmente orientata alla partecipazione dell’unico mistero pasquale del Signore Gesù.

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