E' il momento del gesto di Avvento delle benedizioni natalizie. Ogni parrocchia o Comunità pastorale sceglie la formula migliore in base al territorio, al numero di sacerdoti e alle eventuali abitudini

Luisa BOVE
Redazione

Da qualche settimana sono iniziate in Diocesi le benedizioni di Natale o come si preferisce chiamarle oggi «visite natalizie alle famiglie». Anche il Centro storico di Milano si mobilita con 6 preti e un diacono per girare tutta la Comunità pastorale che comprende le parrocchie di S. Eufemia, S. Maria al Paradiso, S. Calimero e Santi Apostoli e Nazaro Maggiore. La suddivisione del territorio non segue il criterio parrocchiale, ma ognuno visita una parte del quartiere, dice il parroco don Claudio Nora, «per conoscere tutte le diverse realtà». Hanno iniziato i primi di novembre e ne avranno fino alla settimana precedente il Natale, «però abbiamo scelto si andare in tutte le famiglie». Le visite si svolgono nei pomeriggi feriali fino alle 19.30. «Abbiamo preparato un fascicoletto che contiene una lettera augurale, ma anche le notizie sulla vita della Comunità pastorale: numeri di telefono, orari delle Messe, proposte di catechesi per i ragazzi e per gli adulti, iniziative formative per i genitori e i fidanzati». In questo modo ogni famiglia viene informata sulle varie attività, «soprattutto chi non frequenta spesso o non è abituale alla parrocchia».
Nonostante quel che si pensa, anche in centro ci sono tante famiglie giovani, alcune vie come S. Sofia e Beatrice d’Este sono infatti molto residenziali, mentre in Porta Romana si trovano soprattutto uffici e studi privati. «Sulla carta gli abitanti del centro sono 13-14 mila», dice il parroco, «ma facciamo fatica anche noi a contarli, perché ci sono anche le abitazioni degli studenti e di chi vive a Milano per lavoro». A questi si aggiungono gli studi e gli uffici, che ricevono anch’essi la visita del sacerdote, come la Torre Velasca con i suoi 18 piani. Invece i negozianti che desiderano la benedizione natalizia devono farne richiesta.
In diocesi ogni parrocchia o Comunità pastorale sceglie la formula migliore per le visite in base al territorio, al numero di sacerdoti e alle eventuali abitudini. Per esempio don Norberto Donghi, parroco della Comunità pastorale di Giussano, ha mantenuto la scelta fatta 15 anni fa da don Franco Cardani. Quella cioè di non andare più da tutti i parrocchiani, ma di visitare solo i malati e di convocare i capo-famiglia la settimana prima di Natale. «Ancora oggi – dice don Donghi -, i capo-famiglia partecipano a una celebrazione e ricevono un kit con l’acqua benedetta, una preghiera e un lumino da accendere la vigilia di Natale alle otto di sera quando suoneranno le campane e daranno la benedizione ai loro cari». Dall’anno scorso l’iniziativa, realizzata finora nella parrocchia centrale Santi Filippo e Giacomo, si è diffusa in tutta la Comunità pastorale di S. Paolo che comprende anche le frazioni di Paina, Robbiano e Birone. Nella visita alle 10 mila famiglie del territorio sono coinvolti 8 preti, di cui 5 con età superiore ai 75 anni e non sempre in salute, «sarebbe quindi impossibile immaginare oggi qualcosa di diverso».
Per ricevere il mandato i capo-famiglia potranno scegliere la data che preferiscono tra l’11 dicembre, domenica 13, mercoledì 16 e domenica 20. È una liturgia molto semplice, ma ben curata, con letture bibliche, una riflessione sul Natale e l’animazione del coro. In quelle occasioni la chiesa è sempre piena, «però partecipano solo i parrocchiani che vengono a Messa la domenica, meno del 30% delle famiglie secondo una calcolo degli anni passati». Ma il desiderio è di raggiungere anche altri, per questo «ci stiamo interrogando per dare qualche segnale l’anno prossimo», dice il parroco. Non è escluso che accanto a questa proposta si introdurrà qualche novità, come «la visita alle famiglie che hanno battezzato il loro figlio, oppure i ragazzi della prima Comunione e della Cresima, oltre ai malati dai quali già andiamo e da coloro che ne fanno richiesta». Altra ipotesi potrebbe essere quella di visitare una parrocchia all’anno coinvolgendo tutti i preti. Da qualche settimana sono iniziate in Diocesi le benedizioni di Natale o come si preferisce chiamarle oggi «visite natalizie alle famiglie». Anche il Centro storico di Milano si mobilita con 6 preti e un diacono per girare tutta la Comunità pastorale che comprende le parrocchie di S. Eufemia, S. Maria al Paradiso, S. Calimero e Santi Apostoli e Nazaro Maggiore. La suddivisione del territorio non segue il criterio parrocchiale, ma ognuno visita una parte del quartiere, dice il parroco don Claudio Nora, «per conoscere tutte le diverse realtà». Hanno iniziato i primi di novembre e ne avranno fino alla settimana precedente il Natale, «però abbiamo scelto si andare in tutte le famiglie». Le visite si svolgono nei pomeriggi feriali fino alle 19.30. «Abbiamo preparato un fascicoletto che contiene una lettera augurale, ma anche le notizie sulla vita della Comunità pastorale: numeri di telefono, orari delle Messe, proposte di catechesi per i ragazzi e per gli adulti, iniziative formative per i genitori e i fidanzati». In questo modo ogni famiglia viene informata sulle varie attività, «soprattutto chi non frequenta spesso o non è abituale alla parrocchia».Nonostante quel che si pensa, anche in centro ci sono tante famiglie giovani, alcune vie come S. Sofia e Beatrice d’Este sono infatti molto residenziali, mentre in Porta Romana si trovano soprattutto uffici e studi privati. «Sulla carta gli abitanti del centro sono 13-14 mila», dice il parroco, «ma facciamo fatica anche noi a contarli, perché ci sono anche le abitazioni degli studenti e di chi vive a Milano per lavoro». A questi si aggiungono gli studi e gli uffici, che ricevono anch’essi la visita del sacerdote, come la Torre Velasca con i suoi 18 piani. Invece i negozianti che desiderano la benedizione natalizia devono farne richiesta.In diocesi ogni parrocchia o Comunità pastorale sceglie la formula migliore per le visite in base al territorio, al numero di sacerdoti e alle eventuali abitudini. Per esempio don Norberto Donghi, parroco della Comunità pastorale di Giussano, ha mantenuto la scelta fatta 15 anni fa da don Franco Cardani. Quella cioè di non andare più da tutti i parrocchiani, ma di visitare solo i malati e di convocare i capo-famiglia la settimana prima di Natale. «Ancora oggi – dice don Donghi -, i capo-famiglia partecipano a una celebrazione e ricevono un kit con l’acqua benedetta, una preghiera e un lumino da accendere la vigilia di Natale alle otto di sera quando suoneranno le campane e daranno la benedizione ai loro cari». Dall’anno scorso l’iniziativa, realizzata finora nella parrocchia centrale Santi Filippo e Giacomo, si è diffusa in tutta la Comunità pastorale di S. Paolo che comprende anche le frazioni di Paina, Robbiano e Birone. Nella visita alle 10 mila famiglie del territorio sono coinvolti 8 preti, di cui 5 con età superiore ai 75 anni e non sempre in salute, «sarebbe quindi impossibile immaginare oggi qualcosa di diverso».Per ricevere il mandato i capo-famiglia potranno scegliere la data che preferiscono tra l’11 dicembre, domenica 13, mercoledì 16 e domenica 20. È una liturgia molto semplice, ma ben curata, con letture bibliche, una riflessione sul Natale e l’animazione del coro. In quelle occasioni la chiesa è sempre piena, «però partecipano solo i parrocchiani che vengono a Messa la domenica, meno del 30% delle famiglie secondo una calcolo degli anni passati». Ma il desiderio è di raggiungere anche altri, per questo «ci stiamo interrogando per dare qualche segnale l’anno prossimo», dice il parroco. Non è escluso che accanto a questa proposta si introdurrà qualche novità, come «la visita alle famiglie che hanno battezzato il loro figlio, oppure i ragazzi della prima Comunione e della Cresima, oltre ai malati dai quali già andiamo e da coloro che ne fanno richiesta». Altra ipotesi potrebbe essere quella di visitare una parrocchia all’anno coinvolgendo tutti i preti. – – A Milano anche dagli stranieri

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