Monsignor Giancarlo Maria Bregantini è il nuovo arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano. Da 13 anni vescovo di Locri-Gerace, in Calabria, mons. Bregantini succede a mons. Armando Dini che lascia per raggiunti limiti di età. L'annuncio è stato dato in contemporanea nella cattedrale di Locri dallo stesso vescovo e a Campobasso. Per la sua presenza in diocesi, la chiesa di Locri-Gerace - si legge nel sito della diocesi - «non cessa di benedire il Signore per questa straordinaria figura di Vescovo-Pastore tutto speso per il bene dei suoi fratelli la cui presenza e parola è stato punto di riferimento religioso e morale per tutti». A Locri si era molto impegnato per dare gesti di speranza ai tanti giovani che in questa terra non trovano lavoro.


Redazione

Monsignor Giancarlo Bregantini, nominato Vescovo di Campobasso, dopo 13 anni lascia Locri, dove si è molto impegno per i giovani che faticano a trovare lavoro, Negli ultimi anni si ricordano i suoi appelli contro la ’ndrangheta soprattutto dopo l’uccisione del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno o dopo la recente strage a Duisburg, in Germania.

Monsignor Giancarlo Maria Bregantini è il nuovo arcivescovo metropolita di Campobasso-Boiano. Da 13 anni vescovo di Locri-Gerace, in Calabria, mons. Bregantini succede a mons. Armando Dini che lascia per raggiunti limiti di età. L’annuncio è stato dato in contemporanea nella cattedrale di Locri dallo stesso vescovo e a Campobasso. Per la sua presenza in diocesi, la chiesa di Locri-Gerace – si legge nel sito della diocesi – «non cessa di benedire il Signore per questa straordinaria figura di Vescovo-Pastore tutto speso per il bene dei suoi fratelli la cui presenza e parola è stato punto di riferimento religioso e morale per tutti». A Locri si era molto impegnato per dare gesti di speranza ai tanti giovani che in questa terra non trovano lavoro.

Monsignor Bregantini è nato a Denno (Trento) il 28 settembre 1948, e dopo aver frequentato le medie, il ginnasio e il liceo nelle scuole della Congregazione dei Padri Stimmatini – Congregazione alla quale appartiene – ha compiuto il corso teologico presso lo studentato Zenonianum di Verona e, in seguito, ha conseguito la Licenza in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Ordinato sacerdote il 1 luglio del 1978 nella Cattedrale di Crotone ha insegnato Storia della Chiesa nel Pontificio Seminario Teologico Regionale di Catanzaro e successivamente nella diocesi di Bari-Bitonto, nello studentato teologico interreligioso pugliese. Nel 1990-91, è stato Parroco di san Cataldo in Bari. Eletto alla sede vescovile di Locri-Gerace il 12 febbraio 1994, viene consacrato Vescovo nella Cattedrale di Crotone da mons. Giuseppe Agostino – dal quale aveva già ricevuto l’ordinazione diaconale e presbiterale – il 7 aprile 1994. L’ingresso nella Chiesa di Locri-Gerace, il 7 maggio 1994.

Per la sua presenza in diocesi, la chiesa di Locri-Gerace – si legge nel sito della diocesi – «non cessa di benedire il Signore per questa straordinaria figura di Vescovo-Pastore tutto speso per il bene dei suoi fratelli la cui presenza e parola è stato punto di riferimento religioso e morale per tutti». Tra i tanti incarichi ricoperti mons. Bregantini è stato anche, nel quinquennio 2000-2005, presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e del lavoro, Giustizia e pace e salvaguardia del Creato e membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani.

Per i giovani si è fatto promotore di una serie di cooperative, aderenti al progetto Policoro della Chiesa italiana, offrendo lavoro a circa 600 persone. Intenso il suo apostolato sociale e contro la malavita organizzata. Negli ultimi anni si ricordano i suoi appelli contro la ’ndrangheta soprattutto dopo l’uccisione del vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno o dopo la recente strage a Duisburg, in Germania, con l’uccisione di sei persone originari della Locride. Poche settimane dopo si era, infatti, recato in Germania dove ha compiuto un “pellegrinaggio penitenziale” per ribadire che «la criminalità è molto radicata, purtroppo, ma non è invincibile».

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