Nuovo incremento per il bilancio provvisorio del progetto diocesano, grazie alla raccolta nelle parrocchie e tra i cittadini

Mauro COLOMBO
Redazione

Altro significativo balzo in avanti per il Fondo famiglia-lavoro: alla data odierna il bilancio provvisorio della raccolta diocesana nata «per dare una mano a chi perde il lavoro» registra un totale di 2.717.686,16 euro. L’incremento è costante, settimana dopo settimana, dopo il milione di euro inizialmente stanziato dall’Arcivescovo contestualmente all’annuncio dell’iniziativa (la notte di Natale) e l’altro contributo da un milione messo a disposizione dalla Fondazione Cariplo in occasione della presentazione ufficiale del Fondo, il 5 febbraio.
Nulla di quanto verrà raccolto sarà speso sul fronte burocratico, perché l’attività si basa sulla disponibilità volontaria del comitato di gestione e soprattutto sui centri d’ascolto delle Caritas parrocchiali e dei patronati e circoli delle Acli. Questi ultimi, in particolare, sono stati mobilitati in occasione della recente Giornata diocesana della Solidarietà. In molti circoli milanesi è stata attivata una raccolta “popolare” attraverso un apposito salvadanaio predisposto per permettere a chiunque di contribuire, anche con piccole offerte: per esempio il punto di raccolta allestito dal Circolo di Gorgonzola sul piazzale parrocchiale ha consentito di raccogliere 565 euro in poche ore. Da rilevare anche la raccolta effettuata domenica scorsa dal circolo di Pratocentenaro sul piazzale della chiesa di San Dionigi: 1900 euro.
Sulla base di quanto disposto dall’assemblea straordinaria dell’1 febbraio scorso, tutti i circoli sono stati chiamati a sensibilizzare il territorio sulle difficoltà dell’attuale situazione socio-economica e sull’importanza di quella «primavera sociale» auspicata dal cardinale Tettamanzi in termini di solidarietà, giustizia e sobrietà.L’attenzione dei circoli è ora rivolta alla manifestazione “I diritti in piazza”, promossa dalle Acli regionali per sabato 21 marzo. Un’occasione per presentare l’attività delle Acli e per rilanciare in particolare il diritto al lavoro. In questo senso, negli stand che i circoli attrezzeranno per l’occasione nelle piazze, un’attenzione privilegiata sarà certamente rivolta alla raccolta di contributi destinati al Fondo.
Il progetto diocesano si muove secondo due direttrici: da una parte, la raccolta di offerte e contributi; dall’altra, lo stimolo a far maturare una consapevolezza nuova sui temi del lavoro e degli stili di vita, che spinge le comunità cristiane a dare fondo alla loro creatività per iniziative di promozione e sensibilizzazione interessanti e originali. In questi giorni, per esempio, le sale della comunità hanno ricevuto il materiale promozionale (manifesti e volantini), che è stato esposto e distribuito ai fedeli.
È bene inoltre precisare che il sostegno al Fondo non deve distogliere l’attenzione da altre iniziative caritative e solidali nelle quali le comunità parrocchiali si impegnano ordinariamente, con particolare riferimento a quelle promosse durante il prossimo tempo di Quaresima. Un concetto illustrato da una lettera che monsignor Luigi Testore, vicario episcopale per la missione e la carità, ha inviato ai parroci nei giorni scorsi. Altro significativo balzo in avanti per il Fondo famiglia-lavoro: alla data odierna il bilancio provvisorio della raccolta diocesana nata «per dare una mano a chi perde il lavoro» registra un totale di 2.717.686,16 euro. L’incremento è costante, settimana dopo settimana, dopo il milione di euro inizialmente stanziato dall’Arcivescovo contestualmente all’annuncio dell’iniziativa (la notte di Natale) e l’altro contributo da un milione messo a disposizione dalla Fondazione Cariplo in occasione della presentazione ufficiale del Fondo, il 5 febbraio.Nulla di quanto verrà raccolto sarà speso sul fronte burocratico, perché l’attività si basa sulla disponibilità volontaria del comitato di gestione e soprattutto sui centri d’ascolto delle Caritas parrocchiali e dei patronati e circoli delle Acli. Questi ultimi, in particolare, sono stati mobilitati in occasione della recente Giornata diocesana della Solidarietà. In molti circoli milanesi è stata attivata una raccolta “popolare” attraverso un apposito salvadanaio predisposto per permettere a chiunque di contribuire, anche con piccole offerte: per esempio il punto di raccolta allestito dal Circolo di Gorgonzola sul piazzale parrocchiale ha consentito di raccogliere 565 euro in poche ore. Da rilevare anche la raccolta effettuata domenica scorsa dal circolo di Pratocentenaro sul piazzale della chiesa di San Dionigi: 1900 euro.Sulla base di quanto disposto dall’assemblea straordinaria dell’1 febbraio scorso, tutti i circoli sono stati chiamati a sensibilizzare il territorio sulle difficoltà dell’attuale situazione socio-economica e sull’importanza di quella «primavera sociale» auspicata dal cardinale Tettamanzi in termini di solidarietà, giustizia e sobrietà.L’attenzione dei circoli è ora rivolta alla manifestazione “I diritti in piazza”, promossa dalle Acli regionali per sabato 21 marzo. Un’occasione per presentare l’attività delle Acli e per rilanciare in particolare il diritto al lavoro. In questo senso, negli stand che i circoli attrezzeranno per l’occasione nelle piazze, un’attenzione privilegiata sarà certamente rivolta alla raccolta di contributi destinati al Fondo.Il progetto diocesano si muove secondo due direttrici: da una parte, la raccolta di offerte e contributi; dall’altra, lo stimolo a far maturare una consapevolezza nuova sui temi del lavoro e degli stili di vita, che spinge le comunità cristiane a dare fondo alla loro creatività per iniziative di promozione e sensibilizzazione interessanti e originali. In questi giorni, per esempio, le sale della comunità hanno ricevuto il materiale promozionale (manifesti e volantini), che è stato esposto e distribuito ai fedeli.È bene inoltre precisare che il sostegno al Fondo non deve distogliere l’attenzione da altre iniziative caritative e solidali nelle quali le comunità parrocchiali si impegnano ordinariamente, con particolare riferimento a quelle promosse durante il prossimo tempo di Quaresima. Un concetto illustrato da una lettera che monsignor Luigi Testore, vicario episcopale per la missione e la carità, ha inviato ai parroci nei giorni scorsi.

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