Fondato dalle parrocchie e accreditato dalla Regione, assiste mamme in attesa, ma si occupa anche di fidanzati e svolge attività di animazione nelle scuole e negli oratori

Cristina CONTI
Redazione

Undici psicologi, due ostetriche, tre pedagogisti e un consulente legale. Il Consultorio di Trezzo è attivo da 33 anni. Fondato dalle parrocchie del decanato, fino al 2000 ha svolto un’attività prevalentemente psicologica, organizzando corsi sull’affettività nelle scuole e negli oratori. Dal 2002, invece, è stato accreditato dalla Regione Lombardia e ha iniziato a svolgere visite ginecologiche per le donne in gravidanza.
«Abbiamo deciso di aprire questo servizio perché sul nostro territorio le donne mancavano strutture pubbliche – spiega il responsabile Attilio Mattavelli -. E le donne in gravidanza dovevano andare a fare visite privatamente, affrontando costi notevoli». Qui le mamme in attesa vengono prese in carico e seguite per tutto il corso della gravidanza. Generalmente fanno una visita una volta al mese e si sottopongono a ecografie gratuitamente. E il numero di chi viene a farsi visitare è alto: lo scorso anno sono state duecento dieci le donne assistite. La maggior parte del lavoro viene svolta da specialisti, mentre l’organizzazione del servizio e l’attività di segreteria sono affidate a volontari che prestano gratuitamente il loro tempo a favore di chi ha più bisogno. Undici psicologi, due ostetriche, tre pedagogisti e un consulente legale. Il Consultorio di Trezzo è attivo da 33 anni. Fondato dalle parrocchie del decanato, fino al 2000 ha svolto un’attività prevalentemente psicologica, organizzando corsi sull’affettività nelle scuole e negli oratori. Dal 2002, invece, è stato accreditato dalla Regione Lombardia e ha iniziato a svolgere visite ginecologiche per le donne in gravidanza.«Abbiamo deciso di aprire questo servizio perché sul nostro territorio le donne mancavano strutture pubbliche – spiega il responsabile Attilio Mattavelli -. E le donne in gravidanza dovevano andare a fare visite privatamente, affrontando costi notevoli». Qui le mamme in attesa vengono prese in carico e seguite per tutto il corso della gravidanza. Generalmente fanno una visita una volta al mese e si sottopongono a ecografie gratuitamente. E il numero di chi viene a farsi visitare è alto: lo scorso anno sono state duecento dieci le donne assistite. La maggior parte del lavoro viene svolta da specialisti, mentre l’organizzazione del servizio e l’attività di segreteria sono affidate a volontari che prestano gratuitamente il loro tempo a favore di chi ha più bisogno. Accesso diretto Nel corso degli anni il numero di coloro che si rivolge al consultorio per fare un colloquio è aumentato in modo esponenziale. Nel 1976 sono state 79 le persone che hanno chiesto aiuto, nel 1989 197, nel 2000 712 e nel 2009 ben 2479, di cui 272 stranieri. «Si tratta soprattutto di coppie e di famiglie che chiedono consulenze sull’educazione dei figli adolescenti, cercano una mediazione nei conflitti, oppure un sostegno per affrontare l’ansia e la depressione», aggiunge Mattavelli. L’accesso al servizio è diretto: dopo un colloquio iniziale, dedicato alla diagnosi, si decide subito come impostare incontri regolari.Accanto alle visite ginecologiche e all’accompagnamento psicologico, questo centro organizza gruppi di training pre-natale, preparazione allo svezzamento, massaggio infantile e attività per i bambini. Periodicamente, poi, viene riservata un’attenzione particolare ai fidanzati. «Nei nostri incontri, generalmente suddivisi in otto serate, approfondiamo soprattutto la dimensione psicologica del rapporto affettivo – spiega Mattavelli -. Non affrontiamo argomenti di fede, che vengono trattati, invece, nei corsi in preparazione al matrimonio preparati dalle parrocchie. Spesso però i corsi parrocchiali fanno capo a noi per quello che riguarda gli aspetti relazionali. Una serata viene, comunque, dedicata ogni volta all’incontro con i genitori delle coppie per aiutarli a conoscersi e a parlare insieme».Continua ancora poi l’attività di animazione nelle scuole e negli oratori, dove vengono organizzati ogni anno corsi sull’affettività e la sessualità. «In questo ambito stiamo seguendo ben 1500 ragazzi. Si tratta prevalentemente di alunni della scuola media e di adolescenti: fasce d’età particolarmente a rischio su queste tematiche», conclude il responsabile.

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