Una "barriera" caduta dopo 14 anni di battaglie. All'inaugurazione della sezione femminile il card. Tettamanzi ha sottolineato l'urgenza di una forma di «carità intellettuale»

Daniela SCHERRER
Redazione

È urgente una forma di «carità intellettuale», che vuole dare la capacità di affrontare le domande più profonde della vita, perché l’impegno scientifico cerca di dare risposte razionali che vanno connesse ai problemi di ogni giorno: così il cardinale Tettamanzi, domenica scorsa a Pavia, nell’omelia della solenne concelebrazione nel cortile interno del Collegio Borromeo in occasione dell’inaugurazione della sezione femminile.
Sotto la guida del Rettore, don Ernesto Maggi, è infatti caduta l’ultima frontiera: dopo quattordici anni di battaglie con ricorsi, opposizioni e polemiche, dal prossimo anno accademico il Collegio – inaugurato ufficialmente il 1° aprile 1581 e che da allora ha accolto quattromila studenti – potrà finalmente aprirsi anche alle studentesse.
Cinquantuno posti letto, ventuno camere a piano terra e ventisei al primo piano, più quattro mini-appartamenti. In più molti spazi per la vita comune e per le attività di socializzazione, tra cui sale studio e computer, locale tivù ed emeroteca, in un contesto decisamente all’avanguardia in cui tecnologia e domotica garantiscono servizi decisamente avanzati. A tagliare il nastro è stato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini. È urgente una forma di «carità intellettuale», che vuole dare la capacità di affrontare le domande più profonde della vita, perché l’impegno scientifico cerca di dare risposte razionali che vanno connesse ai problemi di ogni giorno: così il cardinale Tettamanzi, domenica scorsa a Pavia, nell’omelia della solenne concelebrazione nel cortile interno del Collegio Borromeo in occasione dell’inaugurazione della sezione femminile.Sotto la guida del Rettore, don Ernesto Maggi, è infatti caduta l’ultima frontiera: dopo quattordici anni di battaglie con ricorsi, opposizioni e polemiche, dal prossimo anno accademico il Collegio – inaugurato ufficialmente il 1° aprile 1581 e che da allora ha accolto quattromila studenti – potrà finalmente aprirsi anche alle studentesse.Cinquantuno posti letto, ventuno camere a piano terra e ventisei al primo piano, più quattro mini-appartamenti. In più molti spazi per la vita comune e per le attività di socializzazione, tra cui sale studio e computer, locale tivù ed emeroteca, in un contesto decisamente all’avanguardia in cui tecnologia e domotica garantiscono servizi decisamente avanzati. A tagliare il nastro è stato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini. –

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