Giovedì 16 luglio�l'Arcivescovo visiterà i campeggi ambrosiani in Valgrisenche e Val di Rhems. Un'occasione per ringraziare le amministrazioni che ancora promuovono queste iniziative e per sottolineare il valore educativo di questa esperienza

Luisa BOVE
Redazione

Giovedì 16 luglio l’Arcivescovo sarà in Valle d’Aosta per visitare i campeggi ambrosiani in Valgrisenche e Val di Rhems. La giornata «sarà l’occasione per ringraziare le amministrazioni che ancora promuovono questo modo di educare i ragazzi durante l’estate, perché non è scontato – dice don Massimo Pavanello, responsabile della Pastorale del Turismo della diocesi -. In questi anni molti Comuni hanno deciso di non avere più campeggi sul proprio territorio e quelli di “alte cime” hanno sfavorito la presenza spingendoli il più possibile a valle».
Le parrocchie in vacanza in Valle d’Aosta e che aspettano la visita del cardinale Tettamanzi sono solo alcune delle cento iscritte al Gruppo Campeggi Riuniti (www.campeggiriuniti.it), emanazione dell’Ufficio diocesano. Oltre a svolgere un ruolo di coordinamento, dice Pavanello, «promuove gli aspetti educativi, ma offre anche un supporto tecnico, perché fare campeggio oggi è diventato più complicato a causa di nuove norme. Le tende restano, ma occorrono anche strutture semi-fisse per la cucina e i servizi igienici».
La vacanza all’aria aperta aiuta a vivere certi valori, primo fra tutti quello della sobrietà, a cui «l’Arcivescovo sta sollecitando in ogni contesto. Anche i ragazzi possono recuperare il senso di questa parola nella vita quotidiana». L’altro aspetto importante è «il contatto con la natura, ma non nel senso romantico del termine. Nei giorni scorsi al G8 si è parlato di cambiamenti climatici e di attenzione all’ecologia: a questi concetti i ragazzi accedono attraverso il contatto diretto».
«Il campeggio – continua Pavanello – non è una parentesi o un’isola felice, ma il prolungamento della proposta educativa dell’oratorio. Con il calo dei preti e il diffondersi delle Comunità pastorali sta diventando sempre più difficile avere il prete tutta la settimana. Vedo però un impegno molto bello e maturo da parte dei laici. Spesso chi coordina il campeggio, anche dal punto di vista educativo, sono proprio gli adulti, che hanno motivazioni forti e la cui presenza è davvero qualificata». Giovedì 16 luglio l’Arcivescovo sarà in Valle d’Aosta per visitare i campeggi ambrosiani in Valgrisenche e Val di Rhems. La giornata «sarà l’occasione per ringraziare le amministrazioni che ancora promuovono questo modo di educare i ragazzi durante l’estate, perché non è scontato – dice don Massimo Pavanello, responsabile della Pastorale del Turismo della diocesi -. In questi anni molti Comuni hanno deciso di non avere più campeggi sul proprio territorio e quelli di “alte cime” hanno sfavorito la presenza spingendoli il più possibile a valle».Le parrocchie in vacanza in Valle d’Aosta e che aspettano la visita del cardinale Tettamanzi sono solo alcune delle cento iscritte al Gruppo Campeggi Riuniti (www.campeggiriuniti.it), emanazione dell’Ufficio diocesano. Oltre a svolgere un ruolo di coordinamento, dice Pavanello, «promuove gli aspetti educativi, ma offre anche un supporto tecnico, perché fare campeggio oggi è diventato più complicato a causa di nuove norme. Le tende restano, ma occorrono anche strutture semi-fisse per la cucina e i servizi igienici».La vacanza all’aria aperta aiuta a vivere certi valori, primo fra tutti quello della sobrietà, a cui «l’Arcivescovo sta sollecitando in ogni contesto. Anche i ragazzi possono recuperare il senso di questa parola nella vita quotidiana». L’altro aspetto importante è «il contatto con la natura, ma non nel senso romantico del termine. Nei giorni scorsi al G8 si è parlato di cambiamenti climatici e di attenzione all’ecologia: a questi concetti i ragazzi accedono attraverso il contatto diretto».«Il campeggio – continua Pavanello – non è una parentesi o un’isola felice, ma il prolungamento della proposta educativa dell’oratorio. Con il calo dei preti e il diffondersi delle Comunità pastorali sta diventando sempre più difficile avere il prete tutta la settimana. Vedo però un impegno molto bello e maturo da parte dei laici. Spesso chi coordina il campeggio, anche dal punto di vista educativo, sono proprio gli adulti, che hanno motivazioni forti e la cui presenza è davvero qualificata». Un cammino da proseguire Ne sa qualcosa Angelo Pezzoni, responsabile del Gruppo Campeggi Riuniti, che da 36 anni organizza il campeggio per la sua parrocchia di Rescaldina insieme a una decina di volontari denominati “Uomini del lunedì”. «Ci incontrano tutti i lunedì dell’anno per pensare al campeggio che verrà – spiega -. Alcuni fanno manutenzione alle strutture o ne costruiscono di nuove». Oltre al gruppo fisso di adulti, ogni estate oltre 30 persone tra mamme e papà si inseriscono nei diversi turni di campeggio. La parrocchia di Rescaldina organizza in Valtournenche 4 settimane per i ragazzi (oltre 220 persone) e due week-end per le famiglie. «Poi il campeggio viene utilizzato per 10-15 giorni dalla Casa del giovane di Pavia e per una settimana è messo a disposizione di una parrocchia che non ha la struttura, ma vuole vivere questa esperienza».«La proposta educativa comprende riflessioni, messa e lavori a gruppi, poi c’è l’animazione che va dai giochi alle serate – continua Pezzoni -. Di gite ne facciamo 2 o 3 alla settimana: non è facile, ma il tentativo è quello di usare la montagna come strumento educativo. Al campeggio a volte si rischia di riprodurre l’oratorio feriale e si dimentica di essere immersi nella natura; eppure fare gite e conquistare mete aiuta a educare. Per i ragazzi di oggi la fatica non è una componente della vita ed è sempre più difficile proporre qualche ora di cammino. Come Gruppo Campeggi Riuniti diciamo sempre: “Proponete gite su misura, ma continuate a farle”».Oggi organizzare un campeggio è diventato più facile anche dal punto di vista burocratico: la legge regionale del 26 maggio 2008 infatti ha semplificato le procedure di autorizzazione. «Ora in Lombardia i campeggi parrocchiali hanno una corsia preferenziale con una legge che dice chiaramente anche ai sindaci che cosa devono fare – ammette Pezzoni -. Questo vale anche per le Asl: per esempio la somministrazione dei pasti al campeggio è considerata come rivolta a una “famiglia allargata” e quindi c’è meno rigore rispetto al ristorante, all’albergo o all’hotel. Questa legge ha lo scopo di sostenere il turismo giovanile di tante realtà anche attraverso il finanziamento di strutture, di case in autogestione e degli stessi progetti educativi. Purtroppo però è ancora in fase di perfezionamento il bando che permetterà di arrivare a usufruire di contributi regionali». – – Una bella avventura (https://www.chiesadimilano.it:81/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=1843965) – Dalla Regione 300 mila euro (https://www.chiesadimilano.it:81/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=1849383)

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