Si tratta di Alfonso Colzani e Francesca Dossi, genitori di quattro figli, entrambi insegnanti di religione e già impegnati nella pastorale di settore. L'Arcivescovo: «Un segno semplicissimo e formidabile»

Pino NARDI
Redazione

Grandi novità in Curia. Dall’1 marzo infatti una coppia di sposi assume la responsabilità del Servizio per la famiglia. È il segnale della crescente attenzione su questa realtà al centro del Percorso pastorale diocesano degli ultimi tre anni. Sono Alfonso Colzani (50 anni) e Francesca Dossi (49 anni), genitori di quattro figli (due maschi e due femmine dai 12 ai 22 anni), di Inverigo (in provincia di Como).
Entrambi hanno frequentato la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (lui licenziato in teologia fondamentale, lei in teologia morale) e sono insegnanti di religione: Alfonso all’Istituto d’Arte di Cantù e di Introduzione alla teologia all’Istituto superiore di scienze religiose di Milano (è anche segretario di redazione de La Rivista del clero italiano, edita da Vita e Pensiero), mentre Francesca è docente in un liceo di Como.
Una coppia già da tempo impegnata nella pastorale familiare nel decanato di Mariano Comense: hanno collaborato all’organizzazione della Giornata per i gruppi familiari del 6 aprile 2008 e spesso vengono chiamati, anche da altre diocesi, per interventi e testimonianze. Colzani in passato è stato anche membro del Consiglio pastorale diocesano. Grandi novità in Curia. Dall’1 marzo infatti una coppia di sposi assume la responsabilità del Servizio per la famiglia. È il segnale della crescente attenzione su questa realtà al centro del Percorso pastorale diocesano degli ultimi tre anni. Sono Alfonso Colzani (50 anni) e Francesca Dossi (49 anni), genitori di quattro figli (due maschi e due femmine dai 12 ai 22 anni), di Inverigo (in provincia di Como).Entrambi hanno frequentato la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (lui licenziato in teologia fondamentale, lei in teologia morale) e sono insegnanti di religione: Alfonso all’Istituto d’Arte di Cantù e di Introduzione alla teologia all’Istituto superiore di scienze religiose di Milano (è anche segretario di redazione de La Rivista del clero italiano, edita da Vita e Pensiero), mentre Francesca è docente in un liceo di Como.Una coppia già da tempo impegnata nella pastorale familiare nel decanato di Mariano Comense: hanno collaborato all’organizzazione della Giornata per i gruppi familiari del 6 aprile 2008 e spesso vengono chiamati, anche da altre diocesi, per interventi e testimonianze. Colzani in passato è stato anche membro del Consiglio pastorale diocesano. Novità di rilievo «Dopo un primo attimo di sorpresa e di interrogativi se potessimo essere le persone giuste e all’altezza del compito, abbiamo accettato», sottolinea Alfonso. Si tratta di una novità di rilevo: per la prima volta si incaricano laici a capo dell’ufficio per la famiglia.«In Italia c’è una discreta percentuale di laici impegnati, affiancati generalmente da un prete, soprattutto nelle piccole diocesi. Forse è il primo caso in una grande diocesi come Milano. È il segno che arriva dopo la “rivoluzione” conciliare e a un paio d’anni da quando il cardinale Tettamanzi a Verona ha detto che è l’ora dei laici – afferma Alfonso -. Dunque, un segno ampiamente preparato nella Chiesa e che trova finalmente la possibilità di una sua attuazione. Al di là di quello che potremo fare, è comunque il segnale nella direzione di una maggiore compartecipazione nella Chiesa e dell’affidamento di responsabilità significative ai laici, non molto frequente negli attuali assetti diocesani». Conferma Francesca, prima donna che assume la responsabilità di questo ufficio di Curia: «Sì, sorpresa iniziale, ma allo stesso tempo la sensazione che è il momento per dare un po’ di spazio alla forma mentis, al modo di pensare femminile. In un contesto dove comunque prevale la presenza maschile, speriamo che la sensibilità e la modalità di approccio alle cose che può caratterizzare la parte femminile abbia un suo riscontro, sia ascoltata e porti anche un contributo valido. È comunque una sensazione positiva».La coppia sarà subito al lavoro: ci sarà una fase di avvicinamento fino ad agosto e a partire da settembre cominceranno con maggior disponibilità di tempo. «Siamo nella fase di passaggio di consegne – sottolineano -. Abbiamo avuto già un colloquio con il precedente responsabile dell’Ufficio, don Silvano Caccia (responsabile del Servizio per dieci anni, da poco nominato parroco e responsabile della Comunità pastorale di Giussano, ndr). L’idea è ora di guardarsi intorno, prendere contatti con la grande realtà di impegno nelle zone pastorali, nei decanati, capire bene quello che si è già fatto, le energie che ci sono in campo e poi avere un’idea su come proseguire».Una responsabilità che si concilia con il lavoro: «Per ora abbiamo concordato con la diocesi di ridurre il più possibile il nostro impegno professionale, che comunque rimarrà a part-time – sottolineano i coniugi -. Per i primi due anni sarà così, poi faremo una valutazione e si vedrà».In aiuto ai coniugi Colzani in questo servizio di Curia ci sarà – come collaboratore – anche don Tiziano Sangalli, che manterrà il suo incarico di Rettore del Santuario diocesano per la famiglia di Santa Gianna Beretta Molla, a Mesero.L’Arcivescovo: «Un segno semplicissimo e formidabile»

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