Dall'8 all'11 ottobre la prima iniziativa della Commissione degli episcopati della Comunità europea su "Solidarietà, la sfida per l'Europa". L'Arcivescovo presiederà la messa inaugurale�


Redazione

“Solidarietà, la sfida per l’Europa” è il tema delle prime Giornate sociali cattoliche per l’Europa che la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) promuove dall’8 all’11 ottobre a Danzica, la città di Solidarnosc. Ad aprire la quattro giorni di lavori, la messa presieduta dal cardinale Tettamanzi. Una presenza significativa, quella dell’Arcivescovo di Milano, da sempre attento ai temi della solidarietà, approfonditi in particolare negli ultimi tempi con il lancio del Fondo Famiglia-Lavoro, che molta eco ha avuto non solo nel nostro Paese.
«Ogni generazione deve riconquistare la libertà e la pace e la nostra non fa certo eccezione», sottolinea una nota dell’ufficio stampa della Comece. «Oggi – prosegue la nota, riecheggiando il Manifesto per le Giornate pubblicato nello scorso mese di marzo dalla Commissione preparatoria dell’incontro -, 80 anni dopo il crack della Borsa di Wall Street del 1929, il mondo si ritrova sprofondato nel cuore di una grave crisi economica e finanziaria che potrebbe avere pericolose conseguenze sociali e politiche, tra cui la tentazione di ritornare al nazionalismo e al protezionismo». Di qui l’indicazione, per uscire dalla crisi e assicurare una pace duratura, di «una combinazione di valori personali e politici inclusi nel termine “solidarietà”». «Il nostro incontro di Danzica – assicura la Comece – offrirà l’opportunità di approfondire la sfida della solidarietà in Europa».
La data e il luogo della prima edizione delle Giornate, si legge ancora nella nota, «rivestono un particolare significato simbolico. Non solo ricordano lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 e la fine del regime comunista nell’Europa centrale e dell’Est nel 1989, ma anche la prima visita di Giovanni Paolo II nel suo Paese natale nel 1979, visita che condusse alla nascita a Danzica di Solidarnosc, il movimento sociale di milioni di polacchi». Nel documento si sottolinea anche una concezione di solidarietà a 360 gradi: «La solidarietà è indivisibile. Non può patire alcuna esclusione o eccezione. Concerne tutti gli esseri umani, sia coloro che non sono ancora nati, sia quelli che sono al termine della loro vita. Concerne i nostri contemporanei e le generazioni future. Concerne i residenti e i migranti. Concerne tutti i Paesi, i grandi e i piccoli. La solidarietà chiede che nelle nostre società i più deboli siano protetti e che la famiglia, unità di base fondata sull’unione di un uomo e di una donna, sia sostenuta e difesa. Tenuto conto della interdipendenza crescente degli esseri umani e del loro comune destino, così come del fatto che i nostri stili di vita minacciano come mai prima d’ora i fondamenti naturali dell’esistenza delle future generazioni, non possiamo neppure limitare la nostra solidarietà ai confini dell’Europa o al tempo presente».
Sono attesi all’appuntamento circa 600 partecipanti, la maggioranza dei quali costituita da delegati delle Conferenze episcopali. Ma saranno rappresentati a Danzica, fa sapere la Comece, anche i network cattolici a livello europeo e gli ordini religiosi. La metà dei presenti avrà meno di 35 anni. Tra i relatori vi saranno Hans-Gert Pöttering, già presidente dell’Europarlamento; monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino; Eveline Herfkens, coordinatore per la campagna Onu del Millennio; Tunne Kelam e Alojs Poterle, membri del Parlamento europeo, Irena Lipowicz, ambasciatore speciale per le relazioni tedesco-polacche.
Info: www.comece.eu “Solidarietà, la sfida per l’Europa” è il tema delle prime Giornate sociali cattoliche per l’Europa che la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) promuove dall’8 all’11 ottobre a Danzica, la città di Solidarnosc. Ad aprire la quattro giorni di lavori, la messa presieduta dal cardinale Tettamanzi. Una presenza significativa, quella dell’Arcivescovo di Milano, da sempre attento ai temi della solidarietà, approfonditi in particolare negli ultimi tempi con il lancio del Fondo Famiglia-Lavoro, che molta eco ha avuto non solo nel nostro Paese.«Ogni generazione deve riconquistare la libertà e la pace e la nostra non fa certo eccezione», sottolinea una nota dell’ufficio stampa della Comece. «Oggi – prosegue la nota, riecheggiando il Manifesto per le Giornate pubblicato nello scorso mese di marzo dalla Commissione preparatoria dell’incontro -, 80 anni dopo il crack della Borsa di Wall Street del 1929, il mondo si ritrova sprofondato nel cuore di una grave crisi economica e finanziaria che potrebbe avere pericolose conseguenze sociali e politiche, tra cui la tentazione di ritornare al nazionalismo e al protezionismo». Di qui l’indicazione, per uscire dalla crisi e assicurare una pace duratura, di «una combinazione di valori personali e politici inclusi nel termine “solidarietà”». «Il nostro incontro di Danzica – assicura la Comece – offrirà l’opportunità di approfondire la sfida della solidarietà in Europa».La data e il luogo della prima edizione delle Giornate, si legge ancora nella nota, «rivestono un particolare significato simbolico. Non solo ricordano lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 e la fine del regime comunista nell’Europa centrale e dell’Est nel 1989, ma anche la prima visita di Giovanni Paolo II nel suo Paese natale nel 1979, visita che condusse alla nascita a Danzica di Solidarnosc, il movimento sociale di milioni di polacchi». Nel documento si sottolinea anche una concezione di solidarietà a 360 gradi: «La solidarietà è indivisibile. Non può patire alcuna esclusione o eccezione. Concerne tutti gli esseri umani, sia coloro che non sono ancora nati, sia quelli che sono al termine della loro vita. Concerne i nostri contemporanei e le generazioni future. Concerne i residenti e i migranti. Concerne tutti i Paesi, i grandi e i piccoli. La solidarietà chiede che nelle nostre società i più deboli siano protetti e che la famiglia, unità di base fondata sull’unione di un uomo e di una donna, sia sostenuta e difesa. Tenuto conto della interdipendenza crescente degli esseri umani e del loro comune destino, così come del fatto che i nostri stili di vita minacciano come mai prima d’ora i fondamenti naturali dell’esistenza delle future generazioni, non possiamo neppure limitare la nostra solidarietà ai confini dell’Europa o al tempo presente».Sono attesi all’appuntamento circa 600 partecipanti, la maggioranza dei quali costituita da delegati delle Conferenze episcopali. Ma saranno rappresentati a Danzica, fa sapere la Comece, anche i network cattolici a livello europeo e gli ordini religiosi. La metà dei presenti avrà meno di 35 anni. Tra i relatori vi saranno Hans-Gert Pöttering, già presidente dell’Europarlamento; monsignor Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino; Eveline Herfkens, coordinatore per la campagna Onu del Millennio; Tunne Kelam e Alojs Poterle, membri del Parlamento europeo, Irena Lipowicz, ambasciatore speciale per le relazioni tedesco-polacche.Info: www.comece.eu

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