Il circolo Acli-Gorla, sede del distretto del Fondo famiglia-lavoro del decanato di Turro, organizza un incontro�a partire�dal�libro dell'Aricvescovo Tettamanzi�"Non c'è futuro senza solidarietà"

Stefania CECCHETTI
Redazione

Si svolgerà lunedì 28 alle 21, presso la parrocchia S.Teresa del Bambin Gesù (via Asiago 5, Milano; MM1 Gorla, Autobus 44-86) un incontro sul tema: «Dalla sobrietà nasce la solidarietà. Appunti e riflessioni sulla crisi in atto, alla luce delle intuizioni e proposte concrete del card. Dionigi Tettamanzi contenute nel libro: “Non c’è futuro senza solidarietà”». Saranno presenti: Gianni Bottalico, presidente delle Acli provinciali di Milano, e Andrea Di Stefano, direttore della rivista «Valori». La serata, organizzata dal circolo Acli-Gorla e dalla parrocchia, sarà anche l’occasione per presentare alcuni dati sul lavoro svolto dal distretto del Fondo famiglia-lavoro del decanato di Turro, che ha sede proprio presso il circolo Acli Gorla
«Fino ad oggi – racconta il presidente Gianpaolo Boiocchi – abbiamo raccolto e presentato al Fondo diocesano 59 domande. Ne sono state esaminate 22, delle quali 16 accolte e finanziate. Le richieste ci sono pervenute attraverso la rete delle realtà Acli e dei centri di ascolto delle parrocchie del decanato».
Circa la composizione sociale dei richiedenti, Boiocchi precisa: «Per quanto ho potuto vedere, sono per lo più persone di fascia sociale medio-bassa. Non abbiamo ricevuto richieste dal cosidetto “ceto medio”, che pure è stato toccato dalla crisi. Ciò può significare due cose: o che per adesso in qualche modo ce la fanno, o che sono stati trattenuti dall’orgoglio. Forse questa categoria di persone non è abituata a chiedere, in fondo chi ha sempre avuto problemi su come arrivare a fine mese sa meglio “come muoversi”». Per quanto riguarda invece la nazionalità, i dati di Turro parlano di una prevalenza di stranieri, che sono ricorsi al Fondo in numero quasi doppio rispetto agli italiani.
Stranieri o connazionali che siano, questo è un popolo a cui il decanato non vuole rispondere semplicemente con una elargizione “una tantum”, ma anche con un impegno di tipo educativo, al quale la serata di domani risponde pienamente: «Nel suo libro “Non c’è futuro senza solidarietà” – spiega Boiocchi -, l’Arcivescovo analizza gli “spazi” alla portata di tutti per vivere la dimensione della solidarietà: la famiglia, il lavoro, il mondo economico-finanziario, i nuovi cittadini, la testimonianza delle comunità ecclesiali, gli stili di vita. Con l’ incontro di lunedì ci proponiamo di esaminare i nostri stili di vita per veder se non sia necessario cambiare qualcosa. Vogliamo anche noi interrogarci su cosa possiamo fare per dare vita a una nuova primavera della solidarietà». Si svolgerà lunedì 28 alle 21, presso la parrocchia S.Teresa del Bambin Gesù (via Asiago 5, Milano; MM1 Gorla, Autobus 44-86) un incontro sul tema: «Dalla sobrietà nasce la solidarietà. Appunti e riflessioni sulla crisi in atto, alla luce delle intuizioni e proposte concrete del card. Dionigi Tettamanzi contenute nel libro: “Non c’è futuro senza solidarietà”». Saranno presenti: Gianni Bottalico, presidente delle Acli provinciali di Milano, e Andrea Di Stefano, direttore della rivista «Valori». La serata, organizzata dal circolo Acli-Gorla e dalla parrocchia, sarà anche l’occasione per presentare alcuni dati sul lavoro svolto dal distretto del Fondo famiglia-lavoro del decanato di Turro, che ha sede proprio presso il circolo Acli Gorla«Fino ad oggi – racconta il presidente Gianpaolo Boiocchi – abbiamo raccolto e presentato al Fondo diocesano 59 domande. Ne sono state esaminate 22, delle quali 16 accolte e finanziate. Le richieste ci sono pervenute attraverso la rete delle realtà Acli e dei centri di ascolto delle parrocchie del decanato».Circa la composizione sociale dei richiedenti, Boiocchi precisa: «Per quanto ho potuto vedere, sono per lo più persone di fascia sociale medio-bassa. Non abbiamo ricevuto richieste dal cosidetto “ceto medio”, che pure è stato toccato dalla crisi. Ciò può significare due cose: o che per adesso in qualche modo ce la fanno, o che sono stati trattenuti dall’orgoglio. Forse questa categoria di persone non è abituata a chiedere, in fondo chi ha sempre avuto problemi su come arrivare a fine mese sa meglio “come muoversi”». Per quanto riguarda invece la nazionalità, i dati di Turro parlano di una prevalenza di stranieri, che sono ricorsi al Fondo in numero quasi doppio rispetto agli italiani.Stranieri o connazionali che siano, questo è un popolo a cui il decanato non vuole rispondere semplicemente con una elargizione “una tantum”, ma anche con un impegno di tipo educativo, al quale la serata di domani risponde pienamente: «Nel suo libro “Non c’è futuro senza solidarietà” – spiega Boiocchi -, l’Arcivescovo analizza gli “spazi” alla portata di tutti per vivere la dimensione della solidarietà: la famiglia, il lavoro, il mondo economico-finanziario, i nuovi cittadini, la testimonianza delle comunità ecclesiali, gli stili di vita. Con l’ incontro di lunedì ci proponiamo di esaminare i nostri stili di vita per veder se non sia necessario cambiare qualcosa. Vogliamo anche noi interrogarci su cosa possiamo fare per dare vita a una nuova primavera della solidarietà».

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