Nel libro edito da Rizzoli il contributo di alcuni esperti oltre a quello dell'Arcivescovo


Redazione

«Etica e capitale» raccoglie diversi saggi di esperti. Ecco brevi stralci.
Luigi Campiglio, docente di politica economica e prorettore della Cattolica: «Un patto per il lavoro, fra lavoratori e imprese, non è una formula vaga, ma un progetto centrale che richiede di essere articolato in uno sforzo coordinato e responsabile, che individui l’equilibrio migliore fra la domanda delle comunità locali e la spinta all’innovazione che proviene dalla globalizzazione».
Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo: «Il mondo economico è fatto da persone, che lavorano in imprese, organizzazioni, banche. Anche in un’impresa profit lo sviluppo è legato alle motivazioni. Ma coraggio e fiducia non sono valori che nascono da un semplice meccanismo orientato all’utilità: un’azienda deve saper fare profitto; per ottenerlo, deve essere efficiente non solo nei processi e nell’organizzazione, ma nel proprio ancoraggio ai valori. Si dice che deve guardare all’efficienza economica. Ma quel concetto appare interpretabile in modo diverso».
Giuseppe Anzani, magistrato della Cassazione: «La crisi è una doppia lezione. Da un lato denuncia il difetto fondamentale di sincronia e di raccordo fra lo spazio economico (globalizzato), quello giuridico (pluriforme) e quello politico (frammentato). In sostanza, ci rivela che la politica può essere soccombente verso l’economia, e il diritto insufficiente a porre presidi preventivi. Dall’altro lato confessa il fallimento concreto della vecchia governance, e apre la riflessione sul bisogno di cambiamenti essenziali, aventi misura coerente con la globalità e la mondialità dei temi economici».
Mons. Franco Buzzi, prefetto Biblioteca ambrosiana: «Ogni uomo retto, debitamente formato in modo professionale, ma soprattutto animato da una ferma e illuminata volontà di agire in vista del bene comune, sarà in grado di servirsi in modo appropriato di varie tecniche che l’economia del momento gli suggerisce in vista di uno sviluppo integrale della società».
Paolo Nusiner, direttore generale di Avvenire: «I temi della corretta organizzazione e gestione aziendale sono un patrimonio originale della cultura cattolica di cui occorre rivendicare la paternità nell’ambito della proposta di un modello di sviluppo eticamente sostenibile. Occorre però la testimonianza: sta a noi che abbiamo la responsabilità della gestione aziendale impegnarci per concretizzare questi progetti di sviluppo realizzando col nostro lavoro modelli d’impresa che possano costituire un utile esempio anche per altri».
Roberto Rambaldi, Fondazione Don Gnocchi: «La coscienza cristiana è chiamata a leggere i segni dei tempi, mantenendo la propria capacità critica e riproponendo profeticamente, anche nelle situazioni più difficili, le ragioni della pace, della fiducia e della speranza con il massimo di coerenza nell’esercizio delle responsabilità. Tutto questo è utopia? Preferisco chiamarlo cammino».
Luigino Bruni, docente di Economia politica alla Bicocca: «Rilanciando la gratuità nell’economia, l’enciclica richiama il mercato alla sua vocazione d’incontro tra persone libere e uguali ed è una critica radicale al capitalismo. Salveremo il mercato e il suo portato di civiltà solo superando questo capitalismo, verso un’economia civile e di comunione».
Alberto Ratti, presidente Fuci Uc: «Sogno un avvenire dove l’economia e la finanza siano considerate strumenti per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle nazioni, non mezzi per accrescere il proprio potere personale e la propria ricchezza». «Etica e capitale» raccoglie diversi saggi di esperti. Ecco brevi stralci.Luigi Campiglio, docente di politica economica e prorettore della Cattolica: «Un patto per il lavoro, fra lavoratori e imprese, non è una formula vaga, ma un progetto centrale che richiede di essere articolato in uno sforzo coordinato e responsabile, che individui l’equilibrio migliore fra la domanda delle comunità locali e la spinta all’innovazione che proviene dalla globalizzazione».Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo: «Il mondo economico è fatto da persone, che lavorano in imprese, organizzazioni, banche. Anche in un’impresa profit lo sviluppo è legato alle motivazioni. Ma coraggio e fiducia non sono valori che nascono da un semplice meccanismo orientato all’utilità: un’azienda deve saper fare profitto; per ottenerlo, deve essere efficiente non solo nei processi e nell’organizzazione, ma nel proprio ancoraggio ai valori. Si dice che deve guardare all’efficienza economica. Ma quel concetto appare interpretabile in modo diverso».Giuseppe Anzani, magistrato della Cassazione: «La crisi è una doppia lezione. Da un lato denuncia il difetto fondamentale di sincronia e di raccordo fra lo spazio economico (globalizzato), quello giuridico (pluriforme) e quello politico (frammentato). In sostanza, ci rivela che la politica può essere soccombente verso l’economia, e il diritto insufficiente a porre presidi preventivi. Dall’altro lato confessa il fallimento concreto della vecchia governance, e apre la riflessione sul bisogno di cambiamenti essenziali, aventi misura coerente con la globalità e la mondialità dei temi economici».Mons. Franco Buzzi, prefetto Biblioteca ambrosiana: «Ogni uomo retto, debitamente formato in modo professionale, ma soprattutto animato da una ferma e illuminata volontà di agire in vista del bene comune, sarà in grado di servirsi in modo appropriato di varie tecniche che l’economia del momento gli suggerisce in vista di uno sviluppo integrale della società».Paolo Nusiner, direttore generale di Avvenire: «I temi della corretta organizzazione e gestione aziendale sono un patrimonio originale della cultura cattolica di cui occorre rivendicare la paternità nell’ambito della proposta di un modello di sviluppo eticamente sostenibile. Occorre però la testimonianza: sta a noi che abbiamo la responsabilità della gestione aziendale impegnarci per concretizzare questi progetti di sviluppo realizzando col nostro lavoro modelli d’impresa che possano costituire un utile esempio anche per altri».Roberto Rambaldi, Fondazione Don Gnocchi: «La coscienza cristiana è chiamata a leggere i segni dei tempi, mantenendo la propria capacità critica e riproponendo profeticamente, anche nelle situazioni più difficili, le ragioni della pace, della fiducia e della speranza con il massimo di coerenza nell’esercizio delle responsabilità. Tutto questo è utopia? Preferisco chiamarlo cammino».Luigino Bruni, docente di Economia politica alla Bicocca: «Rilanciando la gratuità nell’economia, l’enciclica richiama il mercato alla sua vocazione d’incontro tra persone libere e uguali ed è una critica radicale al capitalismo. Salveremo il mercato e il suo portato di civiltà solo superando questo capitalismo, verso un’economia civile e di comunione».Alberto Ratti, presidente Fuci Uc: «Sogno un avvenire dove l’economia e la finanza siano considerate strumenti per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle nazioni, non mezzi per accrescere il proprio potere personale e la propria ricchezza».

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