Tre incontri per un'esperienza sostenuta dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano a favore delle coppie interconfessionali

Rosangela VEGETTI
Redazione

Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, d’intesa con l’Ufficio per l’ecumenismo e l’Ufficio per i sacramenti della Diocesi di Milano, avvalendosi del paziente lavoro svolto negli anni dal Gruppo coppie interconfessionali, ha promosso un’iniziativa, appena conclusa, che ha suscitato l’interesse di molti: tre incontri di formazione per fidanzati di coppie cristiane appartenenti a due diverse tradizioni sotto la guida del pastore luterano Ulrich Echert e del cattolico don Francesco Braschi. Fin dal primo appuntamento si sono presentate sette coppie e la riflessione è stata intensa, in un clima di dialogo e di scambio molto caloroso e arricchente. Un aspetto importante: questi incontri sono riconosciuti come parte integrante del corso di preparazione al matrimonio per fidanzati/e cattolici/he, che poi devono completare il corso nella propria parrocchia.
«Questa iniziativa – spiega il pastore Eckert – è nuova perché si allarga a diverse Chiese: anche se l’epicentro rimane costituito da protestanti e cattolici, c’è la presenza di coppie ortodosse che consente di allargare il discorso e tenere presente il “polmone orientale” della tradizione cristiana. Le coppie venute la prima sera hanno saputo dell’incontro dal Gruppo delle coppie interconfessionali, dal parroco, dall’Ufficio ecumenismo, dal pastore della Chiesa protestante o da un’altra coppia». Le coppie partecipanti sono risultate soddisfatte e hanno ben compreso il senso dell’iniziativa. Un corso di questo tipo risponde veramente a un bisogno sentito da tutte le comunità cristiane, perché cresce sempre più il numero delle coppie di diversa nazionalità, cultura e appartenenza di fede. «Il nostro vuole essere un servizio, non ci sostituiamo ad altri, vogliamo dare un input alla base perché cresca l’ecumenismo – spiega il pastore Eckert -, a partire dal vissuto concreto o comunque da vivere e da scoprire nelle future famiglie interconfessionali». Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, d’intesa con l’Ufficio per l’ecumenismo e l’Ufficio per i sacramenti della Diocesi di Milano, avvalendosi del paziente lavoro svolto negli anni dal Gruppo coppie interconfessionali, ha promosso un’iniziativa, appena conclusa, che ha suscitato l’interesse di molti: tre incontri di formazione per fidanzati di coppie cristiane appartenenti a due diverse tradizioni sotto la guida del pastore luterano Ulrich Echert e del cattolico don Francesco Braschi. Fin dal primo appuntamento si sono presentate sette coppie e la riflessione è stata intensa, in un clima di dialogo e di scambio molto caloroso e arricchente. Un aspetto importante: questi incontri sono riconosciuti come parte integrante del corso di preparazione al matrimonio per fidanzati/e cattolici/he, che poi devono completare il corso nella propria parrocchia.«Questa iniziativa – spiega il pastore Eckert – è nuova perché si allarga a diverse Chiese: anche se l’epicentro rimane costituito da protestanti e cattolici, c’è la presenza di coppie ortodosse che consente di allargare il discorso e tenere presente il “polmone orientale” della tradizione cristiana. Le coppie venute la prima sera hanno saputo dell’incontro dal Gruppo delle coppie interconfessionali, dal parroco, dall’Ufficio ecumenismo, dal pastore della Chiesa protestante o da un’altra coppia». Le coppie partecipanti sono risultate soddisfatte e hanno ben compreso il senso dell’iniziativa. Un corso di questo tipo risponde veramente a un bisogno sentito da tutte le comunità cristiane, perché cresce sempre più il numero delle coppie di diversa nazionalità, cultura e appartenenza di fede. «Il nostro vuole essere un servizio, non ci sostituiamo ad altri, vogliamo dare un input alla base perché cresca l’ecumenismo – spiega il pastore Eckert -, a partire dal vissuto concreto o comunque da vivere e da scoprire nelle future famiglie interconfessionali». Riconoscere gli stereotipi «Questa esperienza – sottolinea don Braschi, che dal 2005 segue il Gruppo coppie interconfessionali – ci ha fatto mettere a punto un modo di presentare le tematiche che diventa una bella opportunità di riconoscere e approfondire il nucleo forte comune alle comunità cristiane. La stessa questione della sacramentalità o meno delle nozze – il fatto cioè che il matrimonio sia sacramento per i cattolici, ma non per i protestanti, questione non da poco – appare sotto una luce diversa quando si incomincia a capire la diversa sfumatura che il sacramento ha nella Chiesa cattolica e in quella luterana. Allora ci si accorge che non è vero che il matrimonio sia di fatto meno significativo per il luterano o che lo stesso tema della fedeltà e dell’insolubilità non sia di valore per il luterano o renda facile il divorzio e la separazione; in realtà ciò che è diverso è l’approccio delle Chiese alle coppie separate e divorziate, ma non si può dire che per le Chiese protestanti non esista il valore dell’unicità, della fedeltà e dell’indissolubilità del matrimonio. Il nostro cammino porta a riconoscere gli stereotipi che ci portiamo appresso». Quindi la proposta educativa di impronta ecumenica non è elemento a parte, collaterale alla vita della comunità di fede, ma si pone al cuore della vita cristiana. Infatti la presenza in una parrocchia di una coppia interconfessionale o di un figlio di coppia interconfessionale, che vogliono vivere un cammino con la comunità, può diventare veramente di grande stimolo ed è una strada che apre a nuove impostazioni di pensiero e di formazione. I temi degli incontri – 1) Cosa dice la Parola di Dio sul matrimonio? Un confronto a due voci sulla buona notizia della Scrittura riguardo al matrimonio, dono di Dio, per mettere in luce quello che come cristiani possiamo dire insieme.2) Le prospettive delle diverse Chiese e i cammini verso una migliore comprensione reciproca. Le differenze di pensiero e la ricerca di una convergenza che non si nasconde le difficoltà, ma nemmeno si arrende a esse.3) Il cammino di una coppia interconfessionale: nel fidanzamento, nella celebrazione delle nozze, nella vita di preghiera e nel rapporto con le Chiese di origine, nell’educazione dei figli e nella scelta del battesimo.��

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