Appuntamento sabato 18 aprile in Curia a Milano per un convegno sul tema "Diversità e disabilità": la relazione con "l'altro", dall'"ascolto" a un arricchimento reciproco

Carlo STUCCHI
Redazione

“Diversità e disabilità” è il tema del convegno annuale che l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute organizza sabato 18 aprile, alle 9, a Milano presso la Curia arcivescovile (piazza Fontana 2). Questo appuntamento richiama ogni anno numerosi volontari della diocesi a riflettere su tematiche nuove che allargano il loro orizzonte e stimolano al servizio all’uomo malato o portatore di handicap nel suo bisogno più profondo.
Nella relazione d’aiuto verso i “diversi” (perché malati, deboli, vecchi, bisognosi) e i “disabili” (perché affrontano in maniera differente la quotidianità), quali abilità deve possedere il volontario che entra in relazione con queste persone se non vuol essere banale, pietistico o sfuggente? La ricerca di una risposta richiede, innanzitutto, che ogni rapporto debba essere pensato, studiato e, a evento compiuto, elaborato. Lo esige “l’ascolto”, fondamento metodologico per riconoscere la dignità dell’interlocutore, per scoprirne le ricchezze imprevedibili.
Nel convegno di sabato, l’intervento di monsignor PierAngelo Sequeri e la proiezione di alcuni flash dell’orchestra Esagramma, di cui egli è il fondatore con la professoressa Licia Sbattella, offriranno l’opportunità di apprendere qualche aspetto che rende più curiosa e vissuta la relazione con “l’altro”. Il volontario scoprirà che è chiamato a cercare un confronto che sfida le differenze, che accorcia le distanze, che mette in condizione di arricchirsi e, qualora ne avesse le capacità, a porgere risorse valide alla vita di ogni giorno. È così che si valorizza appieno anche la propria umanità e ci si provoca all’esercizio della fede, della speranza e della carità.
Dunque ripartiamo dalla sofferenza, che è uguale per tutti, per risalire alle nostre radici evangeliche e affrontare il “nuovo” con lo stile di Gesù: «Ama e troverai la vita e donerai vita». L’espressione paolina «Da ricco che era si è fatto povero, per farci ricchi come Lui», può essere parafrasata così: «Ha tanto amato la diversità da farsi diverso, per rendere, il diverso, uguale a Lui». Parametro di amore, unico, capace di riscatto senza umiliazione.
La relazione allora si fa stima e affetto che arricchiscono e valorizzano le reciproche esistenze. Il “diverso” è motivo di confronto, stimola alla relazione intensa e solidale. È proprio nel fermarsi davanti al diverso, al disabile, che si scopre un sentire più profondo e misterioso della vita. “Diversità e disabilità” è il tema del convegno annuale che l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute organizza sabato 18 aprile, alle 9, a Milano presso la Curia arcivescovile (piazza Fontana 2). Questo appuntamento richiama ogni anno numerosi volontari della diocesi a riflettere su tematiche nuove che allargano il loro orizzonte e stimolano al servizio all’uomo malato o portatore di handicap nel suo bisogno più profondo.Nella relazione d’aiuto verso i “diversi” (perché malati, deboli, vecchi, bisognosi) e i “disabili” (perché affrontano in maniera differente la quotidianità), quali abilità deve possedere il volontario che entra in relazione con queste persone se non vuol essere banale, pietistico o sfuggente? La ricerca di una risposta richiede, innanzitutto, che ogni rapporto debba essere pensato, studiato e, a evento compiuto, elaborato. Lo esige “l’ascolto”, fondamento metodologico per riconoscere la dignità dell’interlocutore, per scoprirne le ricchezze imprevedibili.Nel convegno di sabato, l’intervento di monsignor PierAngelo Sequeri e la proiezione di alcuni flash dell’orchestra Esagramma, di cui egli è il fondatore con la professoressa Licia Sbattella, offriranno l’opportunità di apprendere qualche aspetto che rende più curiosa e vissuta la relazione con “l’altro”. Il volontario scoprirà che è chiamato a cercare un confronto che sfida le differenze, che accorcia le distanze, che mette in condizione di arricchirsi e, qualora ne avesse le capacità, a porgere risorse valide alla vita di ogni giorno. È così che si valorizza appieno anche la propria umanità e ci si provoca all’esercizio della fede, della speranza e della carità.Dunque ripartiamo dalla sofferenza, che è uguale per tutti, per risalire alle nostre radici evangeliche e affrontare il “nuovo” con lo stile di Gesù: «Ama e troverai la vita e donerai vita». L’espressione paolina «Da ricco che era si è fatto povero, per farci ricchi come Lui», può essere parafrasata così: «Ha tanto amato la diversità da farsi diverso, per rendere, il diverso, uguale a Lui». Parametro di amore, unico, capace di riscatto senza umiliazione.La relazione allora si fa stima e affetto che arricchiscono e valorizzano le reciproche esistenze. Il “diverso” è motivo di confronto, stimola alla relazione intensa e solidale. È proprio nel fermarsi davanti al diverso, al disabile, che si scopre un sentire più profondo e misterioso della vita. Il convegno – Destinatari del convegno “Diversità e disabilità” sono, in particolare, volontari e responsabili di associazioni di volontariato, assistenti spirituali (cappellani, diaconi e suore delle cappellanie), parroci, responsabili decanali della Pastorale della salute. Relatori dell’incontro, che la diocesi organizza con la collaborazione delle associazioni di volontariato, sono: monsignor Eros Monti, Vicario episcopale per la Vita sociale; monsignor Piero Cresseri, responsabile della Pastorale diocesana della salute; don Carlo Stucchi, rettore della Cappellania del Pio Albergo Trivulzio; monsignor PierAngelo Sequeri, teologo e musicologo, presidente Esagramma. Info: tel. 02.8556371. –

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