L'iniziativa,�promossa�dalla Cei�nell'ambito del Progetto culturale della Chiesa italiana, coinvolge�scienziati, letterati,�teologi e artisti.

Ernesto DIACO
Redazione

"Solo se Dio sta al centro del nostro pensare e operare, sia la vita personale che la società e i suoi dinamismi possono trovare il loro giusto orientamento e pieno significato". A circa un mese dal convegno interdisciplinare promosso dal Comitato per il progetto culturale, il cardinale Ruini affida a un agile volumetto – "Il caso serio di Dio", edito da Cantagalli – un gustoso assaggio delle portate che comporranno il menu dell’evento.
Dal 10 al 12 dicembre, infatti, una cinquantina di personalità, italiane e straniere, incroceranno su "Dio oggi" i loro sguardi di scienziati, letterati, teologi, artisti, davanti alla platea romana di via della Conciliazione e a quella, sconfinata, dei media tradizionali e di quelli nuovissimi. La novità è che al dialogo tra teologia e filosofia, si aggiungono le altre espressioni dello spirito umano: la poesia, la musica, perfino il cinema e la televisione. La politica e le religioni. Spazio a prospettive e posizioni differenti, certo, ma l’approccio alla questione di Dio è tutt’altro che generico o neutro.
Non è una sfida o una provocazione, tiene a specificare il cardinale Ruini, ma il nucleo essenziale e determinante del progetto culturale avviato dalla Chiesa italiana quasi quindici anni fa. Lo stesso su cui Benedetto XVI sta innalzando la cattedrale del suo pontificato. "Se la relazione fondamentale – la relazione con Dio – non è viva, non è vissuta, anche tutte le altre relazioni non possono trovare la loro forma giusta", spiegava nel luglio scorso ad Aosta. E non è solo una questione individuale o di una cerchia ristretta. "Questo vale anche per la società e l’umanità in quanto tale", proseguiva. "Anche qui, se Dio manca, se si prescinde da Dio, se Dio è assente, manca la bussola per mostrare l’insieme di tutte le relazioni per trovare la strada, l’orientamento dove andare. Dio! Dobbiamo di nuovo portare in questo nostro mondo la realtà di Dio, farlo conoscere e farlo presente".
Nella società senza padri, come viene definita ormai da tempo, occorre che torni anche il Padre. Non è un caso, dunque, se il libro del cardinal Ruini lega la priorità di Dio all’emergenza della domanda educativa esplosa nel mondo occidentale. Quello che facilmente tende a ricondurre tutto alla natura, alla necessità e al caso. Anche nel processo di formazione dell’uomo, con Lui o senza di Lui cambia tutto, come ricorda il sottotitolo dell’evento. Un fine educatore come Romano Guardini non aveva dubbi: "Se il Dio vivente c’è, allora c’è anche per l’educazione". Qualora lo si lasci fuori dal cammino educativo, esso "diventa menzognero, e sleale nel punto maggiormente significativo". L’assenza non è neutralità; è assenza e basta.
Il terzo tema affrontato dal presidente del Comitato per il progetto culturale è quello della laicità. Una questione che, nel pensiero di alcuni, mira a ridisegnare l’architettura civica e culturale, e i cui fondamenti, in definitiva, rischiano di essere quelli dell’indifferentismo etico e della riduzione dell’uomo al solo aspetto naturalistico. Con un paradossale effetto: mentre si esalta la libertà individuale come supremo criterio etico e giuridico, la si nega come effettiva capacità di scegliere andando oltre i condizionamenti biologici, psicologici, sociali. Se siamo sola natura, la libertà è un’illusione. Anche da questa contraddizione il ritorno di Dio, del "Dio dal volto umano" di Gesù, può tirarci fuori. Far questo, evitando il rischio di pensare che la fede in Dio chieda un distacco dal nostro tempo, è proprio il compito del progetto culturale nelle diocesi e parrocchie. "Solo se Dio sta al centro del nostro pensare e operare, sia la vita personale che la società e i suoi dinamismi possono trovare il loro giusto orientamento e pieno significato". A circa un mese dal convegno interdisciplinare promosso dal Comitato per il progetto culturale, il cardinale Ruini affida a un agile volumetto – "Il caso serio di Dio", edito da Cantagalli – un gustoso assaggio delle portate che comporranno il menu dell’evento.Dal 10 al 12 dicembre, infatti, una cinquantina di personalità, italiane e straniere, incroceranno su "Dio oggi" i loro sguardi di scienziati, letterati, teologi, artisti, davanti alla platea romana di via della Conciliazione e a quella, sconfinata, dei media tradizionali e di quelli nuovissimi. La novità è che al dialogo tra teologia e filosofia, si aggiungono le altre espressioni dello spirito umano: la poesia, la musica, perfino il cinema e la televisione. La politica e le religioni. Spazio a prospettive e posizioni differenti, certo, ma l’approccio alla questione di Dio è tutt’altro che generico o neutro.Non è una sfida o una provocazione, tiene a specificare il cardinale Ruini, ma il nucleo essenziale e determinante del progetto culturale avviato dalla Chiesa italiana quasi quindici anni fa. Lo stesso su cui Benedetto XVI sta innalzando la cattedrale del suo pontificato. "Se la relazione fondamentale – la relazione con Dio – non è viva, non è vissuta, anche tutte le altre relazioni non possono trovare la loro forma giusta", spiegava nel luglio scorso ad Aosta. E non è solo una questione individuale o di una cerchia ristretta. "Questo vale anche per la società e l’umanità in quanto tale", proseguiva. "Anche qui, se Dio manca, se si prescinde da Dio, se Dio è assente, manca la bussola per mostrare l’insieme di tutte le relazioni per trovare la strada, l’orientamento dove andare. Dio! Dobbiamo di nuovo portare in questo nostro mondo la realtà di Dio, farlo conoscere e farlo presente".Nella società senza padri, come viene definita ormai da tempo, occorre che torni anche il Padre. Non è un caso, dunque, se il libro del cardinal Ruini lega la priorità di Dio all’emergenza della domanda educativa esplosa nel mondo occidentale. Quello che facilmente tende a ricondurre tutto alla natura, alla necessità e al caso. Anche nel processo di formazione dell’uomo, con Lui o senza di Lui cambia tutto, come ricorda il sottotitolo dell’evento. Un fine educatore come Romano Guardini non aveva dubbi: "Se il Dio vivente c’è, allora c’è anche per l’educazione". Qualora lo si lasci fuori dal cammino educativo, esso "diventa menzognero, e sleale nel punto maggiormente significativo". L’assenza non è neutralità; è assenza e basta.Il terzo tema affrontato dal presidente del Comitato per il progetto culturale è quello della laicità. Una questione che, nel pensiero di alcuni, mira a ridisegnare l’architettura civica e culturale, e i cui fondamenti, in definitiva, rischiano di essere quelli dell’indifferentismo etico e della riduzione dell’uomo al solo aspetto naturalistico. Con un paradossale effetto: mentre si esalta la libertà individuale come supremo criterio etico e giuridico, la si nega come effettiva capacità di scegliere andando oltre i condizionamenti biologici, psicologici, sociali. Se siamo sola natura, la libertà è un’illusione. Anche da questa contraddizione il ritorno di Dio, del "Dio dal volto umano" di Gesù, può tirarci fuori. Far questo, evitando il rischio di pensare che la fede in Dio chieda un distacco dal nostro tempo, è proprio il compito del progetto culturale nelle diocesi e parrocchie. – – Il programma (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2009/programma_Dio_oggi.pdf) – Intervista al fisico Zichichi: «Non siamo figli del caso»

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