La sessione, presieduta dal cardinale Tettamanzi, si tiene lunedì 19 e martedì 20 ottobre, partendo dalla recente Lettera pubblicata dai Vescovi lombardi


Redazione

Quale contenuto dare alla “missionarietà”? In che cosa consiste quella attenzione missionaria così fortemente sottolineata dall’Arcivescovo? Quali atteggiamenti e quali attenzioni possono favorire, nella Pastorale d’insieme e all’interno di una Comunità pastorale, la cura per la “missionarietà”? Su queste domande si svilupperà la riflessione della 15ª sessione del Consiglio presbiterale diocesano che sarà presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi a Villa Sacro Cuore di Triuggio (Mi) da lunedì 19 ottobre, con inizio alle 15, fino a martedì 20, con le conclusioni dell’Arcivescovo alle 12.
I lavori, sul tema “Dare corpo alla missionarietà. La sfida della fede: il primo annuncio”, prenderanno spunto dalla Lettera dei Vescovi delle Diocesi lombarde, La sfida della fede: il primo annuncio, e dalla presentazione che ne farà monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo delegato della Cel (Conferenza episcopale lombarda) per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.
Dopo questa introduzione, il Consiglio lavorerà suddiviso in gruppi, a partire dalle domande poste dall’ultimo capitolo della Lettera: “Rinnovare il volto delle nostre Chiese” (pagine 60-63), tenendo un continuo rimando alle “soglie della fede”, che intersecano l’esistenza di ogni persona, presentate nel primo capitolo del documento (pagine 8-26). Ci sono, infatti, esperienze della vita che toccano pressoché tutti: l’inquietudine del crescere e decidere il proprio futuro, la forza dell’amore che conduce alla scelta di vivere insieme, la gioia per la nascita di un bimbo, la fatica del restare fedeli ai cammini intrapresi, l’angoscia della sofferenza. In queste e altre esperienze elementari è possibile l’incontro con Gesù, poiché il centro della fede non può che realizzarsi al cuore della vita. In un contesto sociale culturalmente pluralista e multireligioso, in cui la trasmissione dell’esperienza credente e della dottrina essenziale della fede non è più scontata, i Vescovi delle Diocesi lombarde propongono una riflessione di largo respiro che culmina nell’invito a ogni cristiano e comunità a ripensare la propria missione di testimone del primo annuncio e, ancor prima, a lasciarsi continuamente sorprendere dal Vangelo di Gesù Cristo.
In particolare, fin dall’inizio del suo episcopato, l’Arcivescovo ha insistito sul tema della missionarietà. Una attenzione che è stata oggetto del Percorso pastorale diocesano svolto nel triennio 2003-2006, dal titolo “Mi sarete testimoni. Il volto missionario della Chiesa di Milano”. E anche nel successivo triennio 2006-2009, incentrato sul tema della famiglia, la dimensione missionaria non è venuta a mancare, come si evidenzia dal titolo stesso: “L’amore di Dio è in mezzo a noi. La missione della famiglia a servizio del Vangelo”. La stessa costituzione delle Comunità pastorali ha come punto di riferimento l’istanza missionaria, presentandole come una «comunione corresponsabile per la missione». Quale contenuto dare alla “missionarietà”? In che cosa consiste quella attenzione missionaria così fortemente sottolineata dall’Arcivescovo? Quali atteggiamenti e quali attenzioni possono favorire, nella Pastorale d’insieme e all’interno di una Comunità pastorale, la cura per la “missionarietà”? Su queste domande si svilupperà la riflessione della 15ª sessione del Consiglio presbiterale diocesano che sarà presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi a Villa Sacro Cuore di Triuggio (Mi) da lunedì 19 ottobre, con inizio alle 15, fino a martedì 20, con le conclusioni dell’Arcivescovo alle 12.I lavori, sul tema “Dare corpo alla missionarietà. La sfida della fede: il primo annuncio”, prenderanno spunto dalla Lettera dei Vescovi delle Diocesi lombarde, La sfida della fede: il primo annuncio, e dalla presentazione che ne farà monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo delegato della Cel (Conferenza episcopale lombarda) per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.Dopo questa introduzione, il Consiglio lavorerà suddiviso in gruppi, a partire dalle domande poste dall’ultimo capitolo della Lettera: “Rinnovare il volto delle nostre Chiese” (pagine 60-63), tenendo un continuo rimando alle “soglie della fede”, che intersecano l’esistenza di ogni persona, presentate nel primo capitolo del documento (pagine 8-26). Ci sono, infatti, esperienze della vita che toccano pressoché tutti: l’inquietudine del crescere e decidere il proprio futuro, la forza dell’amore che conduce alla scelta di vivere insieme, la gioia per la nascita di un bimbo, la fatica del restare fedeli ai cammini intrapresi, l’angoscia della sofferenza. In queste e altre esperienze elementari è possibile l’incontro con Gesù, poiché il centro della fede non può che realizzarsi al cuore della vita. In un contesto sociale culturalmente pluralista e multireligioso, in cui la trasmissione dell’esperienza credente e della dottrina essenziale della fede non è più scontata, i Vescovi delle Diocesi lombarde propongono una riflessione di largo respiro che culmina nell’invito a ogni cristiano e comunità a ripensare la propria missione di testimone del primo annuncio e, ancor prima, a lasciarsi continuamente sorprendere dal Vangelo di Gesù Cristo.In particolare, fin dall’inizio del suo episcopato, l’Arcivescovo ha insistito sul tema della missionarietà. Una attenzione che è stata oggetto del Percorso pastorale diocesano svolto nel triennio 2003-2006, dal titolo “Mi sarete testimoni. Il volto missionario della Chiesa di Milano”. E anche nel successivo triennio 2006-2009, incentrato sul tema della famiglia, la dimensione missionaria non è venuta a mancare, come si evidenzia dal titolo stesso: “L’amore di Dio è in mezzo a noi. La missione della famiglia a servizio del Vangelo”. La stessa costituzione delle Comunità pastorali ha come punto di riferimento l’istanza missionaria, presentandole come una «comunione corresponsabile per la missione».

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