Nel ventennale dell'uccisione del vescovo martire di Mogadiscio, la sua comunità natale ne fa memoria con una serie di iniziative che si sono intrecciate alle celebrazioni per il centenario dell'oratorio

Carlo ROSSI
Redazione

“Memori del passato protesi verso il futuro”: con questo slogan le parrocchie di Carate Brianza hanno voluto ritmare il cammino del centenario dell’attività educativa dell’oratorio, nel quale si è intrecciato in modo armonico il percorso commemorativo del ventesimo anniversario del martirio di monsignor Salvatore Colombo, Frate Minore caratese, vescovo di Mogadiscio dal 1976, ucciso la sera del 9 luglio 1989 presso la sua cattedrale, poi rasa al suolo nel 2008 dagli integralisti islamici.
Le commemorazioni si concludono in questi giorni, l’8 e il 9 luglio: mercoledì 8, alle 21, nell’oratorio “L’Agorà”, si terrà una conferenza sui rapporti con l’Islam sul tema “Da cristiani con i musulmani”; giovedì 9, alle 21, in chiesa prepositurale, solenne eucaristia nella memoria di monsignor Colombo, a vent’anni esatti dall’offerta della sua vita per il Vangelo e per i poveri. Saranno presenti monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti dal 2001 e amministratore apostolico in Somalia dal 1989, e monsignor Giovanni Martinelli, vicario apostolico di Tripoli-Libia dal 1985.
Nato a Carate Brianza il 28 ottobre 1922, sacerdote dal 1946 e dall’anno dopo missionario in Somalia, padre Salvatore Colombo fu ordinato vescovo proprio nella sua città il 16 marzo 1976. Una toccante descrizione delle sue ultime ore si trova nel libretto Mons. Salvatore Colombo vescovo dei poveri, martire della carità, curato da padre Massimiliano Taroni, ora responsabile delle missioni francescane della provincia Lombardia e all’epoca di quei tragici avvenimenti seminarista presente a Mogadiscio.
A Carate l’anno dedicato a rivivere la testimonianza di padre Salvatore era iniziato domenica 23 ottobre 2008 proprio con la predicazione di padre Massimiliano nelle omelie delle messe celebrate per commemorare il vescovo martire e rilanciare la sua opera alle nuove generazioni. Per lo stesso scopo padre Taroni ha incontrato diverse scolaresche, offrendo ai ragazzi il suo appassionato racconto sulla figura di monsignor Colombo. I Frati Minori, inoltre, hanno accompagnato la comunità di Carate Brianza nei diversi itinerari quaresimali, intrecciando i temi propri del tempo liturgico con le riflessioni sull’opera di padre Salvatore. Il momento più toccante è stato quello della sera del 9 giugno, quando i fedeli hanno pregato sulla tomba di monsignor Colombo nel pellegrinaggio al Convento milanese di Sant’Antonio da Padova, dove i suoi resti mortali riposano presso la cappella di San Francesco. “Memori del passato protesi verso il futuro”: con questo slogan le parrocchie di Carate Brianza hanno voluto ritmare il cammino del centenario dell’attività educativa dell’oratorio, nel quale si è intrecciato in modo armonico il percorso commemorativo del ventesimo anniversario del martirio di monsignor Salvatore Colombo, Frate Minore caratese, vescovo di Mogadiscio dal 1976, ucciso la sera del 9 luglio 1989 presso la sua cattedrale, poi rasa al suolo nel 2008 dagli integralisti islamici.Le commemorazioni si concludono in questi giorni, l’8 e il 9 luglio: mercoledì 8, alle 21, nell’oratorio “L’Agorà”, si terrà una conferenza sui rapporti con l’Islam sul tema “Da cristiani con i musulmani”; giovedì 9, alle 21, in chiesa prepositurale, solenne eucaristia nella memoria di monsignor Colombo, a vent’anni esatti dall’offerta della sua vita per il Vangelo e per i poveri. Saranno presenti monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti dal 2001 e amministratore apostolico in Somalia dal 1989, e monsignor Giovanni Martinelli, vicario apostolico di Tripoli-Libia dal 1985.Nato a Carate Brianza il 28 ottobre 1922, sacerdote dal 1946 e dall’anno dopo missionario in Somalia, padre Salvatore Colombo fu ordinato vescovo proprio nella sua città il 16 marzo 1976. Una toccante descrizione delle sue ultime ore si trova nel libretto Mons. Salvatore Colombo vescovo dei poveri, martire della carità, curato da padre Massimiliano Taroni, ora responsabile delle missioni francescane della provincia Lombardia e all’epoca di quei tragici avvenimenti seminarista presente a Mogadiscio.A Carate l’anno dedicato a rivivere la testimonianza di padre Salvatore era iniziato domenica 23 ottobre 2008 proprio con la predicazione di padre Massimiliano nelle omelie delle messe celebrate per commemorare il vescovo martire e rilanciare la sua opera alle nuove generazioni. Per lo stesso scopo padre Taroni ha incontrato diverse scolaresche, offrendo ai ragazzi il suo appassionato racconto sulla figura di monsignor Colombo. I Frati Minori, inoltre, hanno accompagnato la comunità di Carate Brianza nei diversi itinerari quaresimali, intrecciando i temi propri del tempo liturgico con le riflessioni sull’opera di padre Salvatore. Il momento più toccante è stato quello della sera del 9 giugno, quando i fedeli hanno pregato sulla tomba di monsignor Colombo nel pellegrinaggio al Convento milanese di Sant’Antonio da Padova, dove i suoi resti mortali riposano presso la cappella di San Francesco.

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