I festeggiamenti per il vescovo ambrosiano in Zambia offrono anche l'occasione per parlare dei progetti dell'associazione a lui legata

Carlo ROSSI
Redazione

Gli eventi organizzati in occasione del decimo anniversario dell’ordinazione episcopale di monsignor Emilio Patriarca, vescovo di Monze (Zambia), rappresentano anche l’occasione per parlare dei progetti realizzati in quel Paese dall’associazione “Amici di mons. Emilio Patriarca – onlus” (nata proprio dieci anni fa) e per interrogarsi sulle modalità innovative della sua presenza a fianco della poverissima popolazione.
La diocesi di Monze occupa un territorio grande quanto il nord-Italia, con una popolazione di oltre un milione di abitanti che vivono con un reddito annuo pro-capite inferiore ai 350 dollari e un’aspettativa di vita sotto i 35 anni. Fattori dovuti alle tensioni economiche internazionali e alla pandemia da Hiv/Aids, che nella sola diocesi di Monze uccide circa 10 mila persone all’anno. Più del 50% della popolazione è rappresentata da bambini sotto i 15 anni e di questi circa 150 mila sono orfani.
L’associazione “Amici di mons. Emilio Patriarca – onlus” collabora dal 1999 alla progettazione delle attività della diocesi e ha sostenuto circa l’80% dei suoi progetti – sia di evangelizzazione, sia di promozione umana – con contributi continuativi che a oggi hanno abbondantemente superato i 3 milioni di euro.
Come osserva il vicepresidente esecutivo Marco Astuti, «l’associazione è nata per rispondere alle preoccupazioni manifestate da don Emilio al momento della sua nomina, derivanti dalle sue nuove grandi responsabilità e soprattutto dalla necessità di trovare la giusta strada per rendere efficace la presenza della Chiesa nella promozione delle poverissime persone che gli erano affidate».
Oggi, continua Astuti, anche con manifestazioni come quelle previste nei prossimi giorni, «l’associazione propone un concreto e chiaro stimolo a tutta la provincia di Varese nella sua tensione a prendere coscienza dei problemi dei poveri di tutto il mondo; non solo, è anche un esempio semplice e concreto di come tali problemi possano essere affrontati con una chiara ed efficace attenzione a promuovere, passo dopo passo, l’autosufficienza delle popolazioni più svantaggiate».
In occasione del decennale l’associazione ha pubblicato il libro Chonda Milimo, dal nome tonga che fu dato a monsignor Patriarca dal capotribù della zona di Monze e che significa “uomo che lavora sodo”. Contiene i testi più significativi di monsignor Patriarca, una raccolta di scritti che parlano di lui e una raccolta di fotografie con i progetti più importanti realizzati dall’associazione. Gli eventi organizzati in occasione del decimo anniversario dell’ordinazione episcopale di monsignor Emilio Patriarca, vescovo di Monze (Zambia), rappresentano anche l’occasione per parlare dei progetti realizzati in quel Paese dall’associazione “Amici di mons. Emilio Patriarca – onlus” (nata proprio dieci anni fa) e per interrogarsi sulle modalità innovative della sua presenza a fianco della poverissima popolazione.La diocesi di Monze occupa un territorio grande quanto il nord-Italia, con una popolazione di oltre un milione di abitanti che vivono con un reddito annuo pro-capite inferiore ai 350 dollari e un’aspettativa di vita sotto i 35 anni. Fattori dovuti alle tensioni economiche internazionali e alla pandemia da Hiv/Aids, che nella sola diocesi di Monze uccide circa 10 mila persone all’anno. Più del 50% della popolazione è rappresentata da bambini sotto i 15 anni e di questi circa 150 mila sono orfani.L’associazione “Amici di mons. Emilio Patriarca – onlus” collabora dal 1999 alla progettazione delle attività della diocesi e ha sostenuto circa l’80% dei suoi progetti – sia di evangelizzazione, sia di promozione umana – con contributi continuativi che a oggi hanno abbondantemente superato i 3 milioni di euro.Come osserva il vicepresidente esecutivo Marco Astuti, «l’associazione è nata per rispondere alle preoccupazioni manifestate da don Emilio al momento della sua nomina, derivanti dalle sue nuove grandi responsabilità e soprattutto dalla necessità di trovare la giusta strada per rendere efficace la presenza della Chiesa nella promozione delle poverissime persone che gli erano affidate».Oggi, continua Astuti, anche con manifestazioni come quelle previste nei prossimi giorni, «l’associazione propone un concreto e chiaro stimolo a tutta la provincia di Varese nella sua tensione a prendere coscienza dei problemi dei poveri di tutto il mondo; non solo, è anche un esempio semplice e concreto di come tali problemi possano essere affrontati con una chiara ed efficace attenzione a promuovere, passo dopo passo, l’autosufficienza delle popolazioni più svantaggiate».In occasione del decennale l’associazione ha pubblicato il libro Chonda Milimo, dal nome tonga che fu dato a monsignor Patriarca dal capotribù della zona di Monze e che significa “uomo che lavora sodo”. Contiene i testi più significativi di monsignor Patriarca, una raccolta di scritti che parlano di lui e una raccolta di fotografie con i progetti più importanti realizzati dall’associazione.

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