In partenza dalla Lombardia 14 pullman per partecipare sabato 25 aprile all'appuntamento con il Papa: 7 di questi dalla diocesi di Milano. L'incontro è organizzato dalla Cei. «L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole - spiega don Di Tolve - non è catechismo, ma un percorso culturale»

Filippo MAGNI
Redazione

«A 25 anni dal Concordato è il momento giusto per un bilancio, per dire che l’insegnamento della religione cattolica (Irc) ha contribuito a creare la fisionomia di una scuola che pone al centro delle sue attenzioni la persona». Don Michele Di Tolve, responsabile diocesano per l’Irc, spiega così l’incontro che domani, sabato 25 aprile, riunirà gli insegnanti di religione in Sala Nervi a Roma per ascoltare il Santo Padre Benedetto XVI. Dalla Lombardia partiranno 14 pullman per partecipare all’appuntamento: 7 di questi dalla diocesi di Milano, carichi di 350 maestri e professori. «A 25 anni dal Concordato è il momento giusto per un bilancio, per dire che l’insegnamento della religione cattolica (Irc) ha contribuito a creare la fisionomia di una scuola che pone al centro delle sue attenzioni la persona». Don Michele Di Tolve, responsabile diocesano per l’Irc, spiega così l’incontro che domani, sabato 25 aprile, riunirà gli insegnanti di religione in Sala Nervi a Roma per ascoltare il Santo Padre Benedetto XVI. Dalla Lombardia partiranno 14 pullman per partecipare all’appuntamento: 7 di questi dalla diocesi di Milano, carichi di 350 maestri e professori. Il programma della giornata Arriveranno prestissimo la mattina, gli insegnanti, per ascoltare le parole di mons. Mariano Crociata, segretario della Cei, e del presidente card. Angelo Bagnasco. Prevista anche la visione di un filmato, realizzato dal centro televisivo vaticano, che documenta il lavoro degli insegnanti in tutta Italia. Alle 12, infine, il culmine del viaggio: l’incontro con il Papa. «L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole – spiega don Di Tolve – non è catechismo, ma un percorso culturale. Per questo non si rivolge soltanto ai credenti, ma tutti i ragazzi che conoscendo il cristianesimo possono comprendere con completezza il patrimonio storico e culturale del popolo italiano». In quest’ottica l’ora di religione è strategica per gli studenti di origine straniera, aggiunge il sacerdote, «perchè li aiuta ad integrarsi nella società, comprendendo le radici e i caratteri fondamentali della nostra nazione». Al servizio dell’uomo “Io non mi vergogno del Vangelo – l’Irc per una cultura al servizio dell’uomo” è il titolo della mattinata. «Significa – dice il sacerdote – che l’insegnamento della religione cattolica ha partecipato a porre la persona al centro della scuola, sviluppando un modo di insegnare attento alla materia e alla crescita dello studente».

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