Laici sempre più protagonisti in oratorio


Redazione

14/10/2008

di Luisa BOVE

Da alcune settimane sta circolando in diocesi un documento intitolato Ripensare la pastorale giovanile, con l’intento di «ridisegnare la nostra Chiesa». L’idea non è quella di ripensare a un’organizzazione fine a se stessa, ma «funzionale alla missione».

Alcune scelte concrete sono dettate dai cambiamenti dell’attuale contesto ecclesiale e della complessità della pastorale giovanile in genere. Nel documento si sottolinea in particolare l’importanza di prevedere sul territorio un “direttore di oratorio” che dovrà avere «la responsabilità complessiva sia per quanto riguarda la gestione ordinaria della struttura come anche dell’orientamento educativo».

Ancora per poco questo compito dovrà essere affidato a un prete, che curerà sempre di più gli aspetti spirituali. La scelta infatti andrà fatta individuando il nuovo direttore tra i diaconi, le persone consacrate e i fedeli laici, specie di Azione Cattolica. «La funzione del direttore dell’oratorio – si legge ancora nel documento – potrebbe essere un incarico a tempo pieno o non a tempo pieno a secondo delle opportunità e delle collaborazioni che gli vengono fornite».

Altra novità in diocesi sarà quella di prevedere che ogni Unità pastorale giovanile abbia un Centro giovanile. Allo scopo ci potrà essere una struttura all’interno dell’oratorio o una adibita ad hoc. Se invece non si ritiene opportuno destinare un luogo fisico per incontri e attività dei giovani, si dovrà almeno pensare a «un coordinamento di proposte educative distribuite sul territorio».

In particolare questi Centri saranno frequentati da giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Ci sarà un sacerdote di riferimento come assistente spirituale e un responsabile di nomina arcivescovile «che sarà data dopo aver verificato le condizioni di idoneità e per un periodo determinato di tempo». Inoltre «il responsabile del Centro giovanile potrebbe essere economicamente retribuito oppure potrebbe prestare il suo servizio anche nella forma del volontariato, o attraverso un sistema misto».

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