Redazione

Catechisti sudamericani da inviare nelle parrocchie. È il progetto della Pastorale dei migranti, che sta cominciando a prendere forma. «Stiamo preparando con i latinoamericani un gruppo di 25-30 catechisti – annuncia don Quadri -. L’intenzione è offrire questo servizio il prossimo anno alle parrocchie che sentono questa esigenza per la presenza di bambini sudamericani. È quasi una specie di missionarietà. L’idea è ritrovarsi insieme la domenica mattina per una preghiera con la benedizione dei catechisti, i quali poi andranno nelle parrocchie ad affiancare il catechista parrocchiale.
Dunque, attenzione specifica per i ragazzi a partire dall’iniziazione cristiana. Ma anche oltre, perché esiste una pastorale giovanile del migrante. «Abbiamo riunito un gruppetto di coadiutori – sottolinea don Quadri -. L’idea del nuovo responsabile, don Stefano Nespoli, è quella di partire da loro per ritrovarsi e valutare le presenze di ragazzi stranieri negli oratori e nelle associazioni. L’obiettivo è poter fare un servizio più preciso e adeguato alla situazione. Bisogna infatti partire dalla seconda generazione per ripensare a una pastorale dei migranti che sia molto più inserita». Un’azione necessaria, soprattutto per alcune realtà. «Per esempio, a Milano si parla di 8 mila filippini al di sotto dei 18 anni. Non se ne vedono molti nelle nostre parrocchie, nonostante gli sforzi che facciamo – dice don Quadri -. Quelli che vanno agli incontri delle comunità etniche lo fanno solo per ubbidire ai genitori». Anche l’Azione Cattolica è in prima linea: dall’anno scorso c’è un intero “cantiere” dedicato ai giovani immigrati. (p.n.)

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