Dopo l'esperienza di un week-end presso la Comunità di Caresto Michela e Luigi Magni hanno proposto un nuovo cammino di accompagnamento per le giovani coppie che si preparano al matrimonio


Redazione

14/04/2008

di Luisa BOVE

Luigi Magni (diacono permanente dal 2005, ndr) e sua moglie Michela tenevano i corsi per fidanzati nella parrocchia di San Pio V a Milano. Dopo un fine settimana presso la Comunità di Caresto, che si occupa di pastorale familiare, i coniugi si sono ispirati al metodo imparato in quell’occasione. «Eravamo andati a Sant’Angelo in Vado, nella diocesi di Urbino, dove c’è la comunità, per partecipare a un week-end sul tema del dialogo», racconta il marito. «Quando siamo tornati a casa abbiamo pensato che potevamo riproporla ai fidanzati, in alternativa alle tradizionali conferenze che alla fine interessano poco». Così «ne abbiamo parlato in parrocchia e anche il prete era d’accordo e ancora adesso don Luciano Pozzi, parroco di San Pio V e S. Eugenio, continua l’esperienza».

Dal 2005 il diacono svolge il suo ministero alla Barona. «Quando sono arrivato – spiega – il corso fidanzati non esisteva ancora e così con il parroco don Paolo Selmi abbiamo pensato di proporre quel cammino». L’esperimento sembra aver funzionato: «Le coppie, quando vanno a fare il consenso riconoscono che è stata l’occasione per affrontare temi che altrimenti non avrebbero mai toccato, a cominciare dalla fede».

Ora Magni, aiutato da due coppie di coniugi che si alternano, tiene due cicli di incontri all’anno nell’Unità pastorale che comprende le parrocchie di S. Bernardetta e S. Giovanni Bono. Il prossimo corso inizierà il 6 aprile con i fidanzati che si saranno iscritti dopo un breve colloquio. In media partecipano all’iniziativa una decina di coppie, l’età va dai 22 fino a 48 anni. «Attualmente il più “vecchio” ne ha 38 – dice Magni -, ma alle persone più mature proponiamo anche un cammino personale con un’altra coppia di sposi».

All’inizio del percorso c’è una messa con tutti i partecipanti, come pure la domenica conclusiva «per far comprendere che il matrimonio non è un fatto privato, ma coinvolge tutta la comunità». Gli incontri si svolgono la domenica sera dalle 19 alle 21 e chi desidera «può fermarsi a cena perché diventa un’occasione per conoscersi». Ogni volta viene affrontato un tema diverso: gli animatori del gruppo – il diacono o la coppia di sposi – intervengono con una relazione e al termine i singoli fidanzati si confrontano per quasi un’ora. «Li invitiamo anche a scrivere ciò che ognuno ha pensato e a scambiarsi gli scritti», poi il gruppo si ritrova per condividere le riflessioni. Oltre ai sei incontri previsti dal programma si aggiungono altri due appuntamenti, uno sui metodi naturali, l’altro con la psicologa, realizzati in collaborazione con il Consultorio di via Boifava.

I fidanzati ricevono anche un libretto della Comunità di Caresto per la riflessione a casa e sono invitati a scriversi una lettera d’amore. «Io consiglio a tutti di tornare su quella lettera il giorno prima del matrimonio, magari “spendendo” una mezza giornata per riflettere e pregare insieme, dimenticando i preparativi. Qualcuno si impegna davvero e si mette in gioco seriamente».

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