Il primate della Chiesa ortodossa di Grecia, Sua Beatitudine Christodoulos, era considerato un testimone europeo


Redazione

29/01/2008

Corale il cordoglio del mondo ortodosso e delle Chiese cristiane d’Europa per la morte di Sua Beatitudine Christodoulos, arcivescovo di Atene e primate della Chiesa ortodossa di Grecia. Tutti all’unanimità parlano di “grande perdita” non solo per la Chiesa di Grecia ma anche per il mondo ecumenico e la vita delle Chiese in Europa. Queste voci sono un segno della grande popolarità che Sua Beatitudine Christodoulos godeva dentro e fuori i confini della Grecia e testimonianza del suo impegno per il dialogo tra le Chiese.

Il profilo di un grande uomo. “Nei novi mesi passati alla guida della Chiesa di Grecia –si legge in un profilo curato da “Sop”, il servizio ortodosso per la stampa – l’arcivescovo Christodoulos si è distinto per le sue prese di posizione spesso coraggiose su questioni di politica interna greca e della società. Molti commentatori hanno detto di lui che se si fosse presentato alle elezioni nel suo Paese, la sua candidatura avrebbe senza dubbio raccolto molti voti, tanto la sua popolarità era forte in molti ambienti popolari”. In questa scia di popolarità, Sop enumera anche l’impegno per il dialogo con la Chiesa di Roma.

“L’arcivescovo Christodoulos segnerà la storia soprattutto per essere stato il primo capo della Chiesa di Grecia a ricevere ad Atene un papa di Roma, Giovanni Paolo II” e per “aver reso visita ufficiale in Vaticano al suo successore, Benedetto XVI”, “malgrado la forte opposizione di una parte dell’episcopato greco”. Sop racconta a questo punto l’ultimo e doloroso anno vissuto dall’arcivescovo a causa di un cancro al fegato.

Tornato a casa il 26 ottobre scorso, dopo un tentativo di trapianto negli Stati Uniti, l’arcivescovo ha potuto incontrare in questi ultimi mesi il patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca Daniel di Romania, l’arcivescovo Anastasios di Tirana, primate della Chiesa di Albania. Significativo l’incontro con il Patriarca Bartolomeo alla luce della crisi che si era aperta nel 2004 tra le due Chiese a causa dello statuto canonico delle diocesi della Grecia del Nord che ha provocato una breve rottura delle relazioni tra i due primati.

Il cordoglio del mondo ortodosso. In un messaggio, il Patriarca di Mosca e di tutte le Russia Alessio II parla di “grande perdita” per la Chiesa e “il popolo di Grecia e l’intero mondo ortodosso” mentre il dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca fa sapere all’agenzia russa Interfax che la Chiesa ortodossa russa sarà rappresentata ai funerali dell’arcivescovo dal metropolita Filaret di Minsk, membro permanente del Santo Sinodo.

Anche i vescovi ortodossi di Francia esprimono “grande tristezza” e ricordano l’impegno di Christodoulos per i giovani. “Ha saputo con al sua parola e la sua azione – scrivono – suscitando talvolta delle critiche, rivitalizzare la Chiesa, ponendola nel cuore delle questioni della società contemporanea”.

Il suo impegno nella Kek. “Rendiamo grazie a Dio – scrive invece Colin Williams, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee –per il modo in cui Sua Beatitudine ha sostenuto il movimento ecumenico in generale e il lavoro della Conferenza delle Chiese europee in particolare”. “Il suo impegno per l’apertura al dialogo ecumenico è dimostrato anche dalla costruzione delle relazioni con la Chiesa cattolica romana, come testimonia la visita di papa Giovanni Paolo II ad Atene”.

“Importante per la Kek –prosegue Colin Williams – è stato anche l’impegno di sua Beatitudine per le questioni dei nostri giorni. Ha riconosciuto l’importanza che la Chiesa abbia una voce negli affari che riguardano l’intero continente europeo e e che la voce della Chiesa sia ascoltata dalla istituzioni europee”.

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