Raccontata in prima persona, l'esperienza dell'attesa dell'incontro con una nuova vita che nasce nel proprio corpo


Redazione

01/02/2008

di Federica DE NEGRI

Un salto nel buio… Prima sensazione di fronte alla scoperta che da lì a qualche mese sarei diventata madre; gioia, smarrimento, curiosità, paura e davanti una lunga, lunghissima ATTESA. Attendi le prime visite, attendi i primi cambiamenti di un corpo che ormai non ti appartiene più totalmente, attendi di sentirLO, attendi di vederLO, LUI, tuo figlio, questo sconosciuto che hai tanto desiderato, ma che ora ti attrae e spaventa al contempo.

Eppure Lui c’è: te lo raccontano la nausea quotidiana, la sensazione di stanchezza, i pantaloni sempre più stretti; ma di lui ti parlano soprattutto i sogni, quel “bambino della notte”, di accademica memoria, fa capolino nella mente con sempre maggior puntualità. Ed è proprio nel sogno che grandi occhi scuri mi fissano, occhi belli certo, ma che non riconosco, che non mi appartengono e ancora una volta mi spavento… Mio figlio: uno sconosciuto da imparare a scoprire.

Il percorso di conoscenza è lungo mesi ed è, a tratti, dolce e lineare, fatto di incertezza e inconsapevolezza: l’addome che cresce impercettibilmente, il profumo del caffè al mattino che infastidisce… Altre volte… Altre volte il cammino diventa improvvisamente irto, molto più impegnativo e coinvolgente.

Perché tale è il giorno, per esempio, in cui vedi il cuore di tuo figlio pulsare nelle immagini confuse dell’ecografo. Ora non puoi sottrarti all’emozione, non puoi e non vuoi chiudere gli occhi davanti a questo spettacolo in bianco e nero dai contorni incerti… Eppure… c’è ancora così tanta distanza tra te e lui… In un mondo di immagini, “vedere” può essere ingannevole, può cavalcare il confine tra fantastico e reale…

Poi, un giorno, il cammino di conoscenza diviene ancora più impervio: dapprima un frullio leggero e quasi impercettibile proveniente da quel ventre gonfio, ma quel movimento si ripete ancora e ancora fino a divenire sempre più forte, quasi violento… È indescrivibile! E’ la forza terribilmente reale del contatto, è fisicità… Tu e tuo figlio vi state toccando ed è in quel momento che prendi consapevolezza del misterioso miracolo della vita!

E’ a questo punto che comprendi come lo sconosciuto che ti abita sia per te sempre più familiare, ed è ora che, con pari intensità, lo accogli totalmente sapendo che sarà per te l’avventura più grande, il lavoro più impegnativo che mai ti concederà ferie o vacanze, perché madre sei e sarai SEMPRE.

Stai per essere chiamata al ruolo educativo più impegnativo per il quale non ci sono scuole o libri cui far riferimento; ti senti impreparata e terribilmente spaventata, ma al contempo avverti un’inspiegabile fiducia in te e nelle tue capacità dovute non, o non solo, agli studi che hai compiuto, ma al possesso del bene più utile: la tua storia, una storia cui attingere, un patrimonio inestimabile fatto di affetti importanti, di incontri con persone, di esperienze e di ricordi di vita.

E ora rimane solo l’attesa dell’INCONTRO.

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