Visita a sorpresa del cardinale Tettamanzi ai ragazzi ospiti della Tre Giorni Chierichetti alla "Montanina" di Pian dei Resinelli. Un pomeriggio di allegria e di assoluta condivisione, nella quale l'Arcivescovo, tornato per qualche ora "prete d'oratorio", ha risposto alle curiose domande dei ragazzi, ma li ha anche esortati a rispondere sempre sì al Signore


Redazione

13/06/2008

di Ylenia SPINELLI

La festa, al Pian dei Resinelli, è cominciata ieri poco dopo le 13, con l’arrivo dell’Arcivescovo. Per molti dei 70 ragazzi ospiti della casa “La Montanina” in occasione della Tre Giorni Chierichetti è stata una vera e propria sorpresa.

Solo di primo mattino, infatti, don Alberto Colombo – responsabile del Movimento Chierichetti diocesano e organizzatore di questa proposta estiva, pensata per vivere con gli amici un’esperienza divertente, riscoprendo la bellezza della preghiera e del servizio – aveva avvisato i suoi ragazzi.

In poco tempo i chierichetti hanno preparato striscioni di benvenuto e riscaldato le ugole per intonare canti di gruppo, ripassando con gli animatori i movimenti e i battiti di mano a ritmo di musica. Al resto della scenografia hanno pensato le Grigne e la sconfinata distesa di prati e di boschi che circondano “La Montanina”.

Al suo arrivo il cardinale Tettamanzi è stato letteralmente accerchiato da una folla di ragazzini festanti con i loro cappellini colorati. Al canto Scatenate la gioia è seguito il coro “Uno di noi, Dionigi uno di noi!” e per tutta la giornata l’Arcivescovo è stato davvero uno del gruppo, condividendo il pranzo, la merenda, i momenti di silenzio e di preghiera. Anche gli accompagnatori del Cardinale, il segretario don Umberto Bordoni e il cerimoniere monsignor Giacomo Mellera, si sono lasciati coinvolgere dall’allegria degli scatenati ragazzini.

Dopo i saluti, le strette di mano e le foto di rito, Tettamanzi è stato invitato a salire sul palco all’interno di una tensostruttura, subito ribattezzata PalaMochi, da dove ha ringraziato tutti per la gioiosa accoglienza e ha ufficialmente inaugurato la giornata.

Al termine del pranzo è seguito un momento di svago e l’attesissima intervista all’Arcivescovo. E ancora una volta i protagonisti sono stati loro, i chierichetti che, microfono in mano e un po’ di faccia tosta, hanno rivolto al Cardinale le domande più svariate.

A Luca di Albizzate Tettamanzi ha raccontato come è nata la sua vocazione. «L’ho sentita a un certo punto della mia vita – ha detto – anche se risale a molto tempo prima, quando ancora non ero nato, perché la chiamata del Signore viene dall’eternità». Il Cardinale ha poi ricordato i suoi anni da chierichetto, dalla prima alla quinta elementare, e ha parlato del suo parroco, «un prete molto buono» che non si dimenticava mai di ringraziare i suoi ragazzi con biscotti e caramelle e che gli ripeteva sempre: «Dionigi, devi pregare bene».

A Paolo di Bareggia, curioso di sapere se aspirasse al papato, ha risposto: «Bisogna essere un santo o un pazzo, visti i numerosi compiti e impegni». E ha aggiunto: «Molte donne dicono che assomiglio a Giovanni XXIII, anche se era più alto e più robusto di me».

Tettamanzi ha poi raccontato le marachelle compiute da bambino con i suoi compagni di gioco e ricordato come proprio alla “Montanina”, 18enne seminarista, vinse la paura del temporale, facendo coraggio ai suoi ragazzi.

La domanda che più ha scatenato ilarità è stata quella di Luigi di Albizzate, che voleva sapere se il Cardinale avesse mai suonato le campane. L’Arcivescovo ha prontamente risposto che, oltre a quelle, aveva imparato a suonare il pianoforte e l’organo.

Soddisfatto le curiosità dei chierichetti, il Cardinale ha condiviso con loro un momento di silenzio e all’aperto, nei boschi che circondano la chiesetta della Madonna dei Faggi, si è reso disponibile per le confessioni, tornando per un giorno a fare il prete d’oratorio. La giornata si è conclusa con la messa, sempre animata dai canti e dalle preghiere dei chierichetti.

Commentando gli affreschi di Vanni Rossi nell’abside di quella che ha ribattezzato «piccola cattedrale della Montanina», Tettamanzi ha invitato i ragazzi a essere come gli angeli e i santi dipinti accanto alla Madonna. «Dovete crescere in età, sapienza e grazia – ha detto -, offrendo i vostri doni agli altri e avendo sempre il coraggio di rispondere il vostro sì al Signore e ai suoi desideri, a cominciare dal servizio a messa, al quale siete chiamati come chierichetti».

Una giornata indimenticabile, a ricordo della quale alcuni ragazzini hanno voluto che il Cardinale autografasse il cappellino del Mochi. E ancora una volta l’Arcivescovo non si è sottratto alle loro richieste, rimanendo fino in fondo “uno di loro”.

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