Tra le novità che entreranno in vigore con il nuovo Lezionario ambrosiano a partire dall'Avvento monsignor Claudio Magnoli parla delle domeniche tematiche


Redazione

31/03/2008

di Luisa BOVE

Con il nuovo Lezionario ambrosiano, che entrerà in vigore nel prossimo Avvento, saranno introdotte le “domeniche a tema”. In parte già esistono, ma la grande novità sarà nel periodo successivo alla Pentecoste. Il termine “domeniche a tema” per monsignor Claudio Magnoli, segretario della Congregazione del rito ambrosiano, è«riduttivo» e va comunque spiegato, anche perché va inteso in «due sensi».

E cioè?
Il primo senso, il più bello e più profondo, è che la domenica viene messo a tema un mistero cristiano. In particolare le “domeniche a tema” sono tutte quelle dell’Avvento, del Natale, della Quaresima, del Triduo e del tempo di Pasqua, come è già adesso, sia nel rito ambrosiano sia nel romano. Ogni domenica si celebra quindi un mistero cristiano, per esempio in Quaresima quello dell’incontro tra Cristo e la samaritana, poi tra Cristo e il cieco nato, il mistero della risurrezione di Lazzaro…

Il secondo senso invece qual è?
Che le domeniche a tema vengono riprese anche dopo la Pentecoste e questa è la novità. Non si parlerà più di “tempo ordinario”, ma nelle domeniche successive alla Pentecoste (15 in tutto fino al martirio di Giovanni Battista, ndr) si ripercorreranno le tappe fondamentali della storia della salvezza. Si partirà infatti dalla creazione, poi si passerà alla caduta dell’uomo nel peccato (il cosiddetto peccato originale), quindi alle grandi figure dell’Antico Testamento come Giacobbe, Abramo, Mosè e Davide. Ma queste figure non saranno prese in se stesse, ma in quanto tappe di una storia che ha in Cristo il suo senso e il suo compimento. Quindi la prima lettura, la seconda e il Vangelo illustreranno insieme una tappa della storia della salvezza.

Quindi le domeniche sul cieco nato o sulla samaritana non spariranno?
No. I cosiddetti “tempi forti” (Avvento, Natale, Quaresima…) non cambieranno molto. La novità riguarda in particolare il “tempo ordinario” che non sarà più chiamato così e avrà una prima sezione dall’Epifania alla Quaresima. Anche qui, parlare di domeniche a tema vuol dire che si affronteranno le grandi manifestazioni: con il Battesimo al Giordano c’è la manifestazione del Signore che rivela la sua appartenenza al Padre, poi la manifestazione alle nozze di Cana, la moltiplicazione dei pani, la tempesta sedata, i miracoli di guarigione… Ogni domenica quindi farà scoprire, attraverso le grandi manifestazioni di cui ci parla il Vangelo, chi è quel Bimbo nato a Natale e il mistero dell’incarnazione che si è celebrato.

Questo significa che ci sarà sempre una stretta correlazione delle tre letture della messa?
Esatto. Nella domenica a tema non ci sarà più, come avviene attualmente nel tempo ordinario, la prima e terza lettura che cercano di andare d’accordo e la seconda che va per conto proprio, ma tutte e tre “girano” sulla stessa tematica e sono quindi unitarie.

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