Monsignor Giovanni Balbiani, 99 anni tra poche settimane, festeggia nel 2008 il 75° di sacerdozio. Ha conosciuto cinque Arcivescovi e ai preti novelli dice: «Pregate, pregate!»


Redazione

06/06/2008

di Luca FRIGERIO

Quando gli dicono che c’è un giornalista che vorrebbe intervistarlo, monsignor Giovanni Balbiani si schermisce. «E perché mai?», chiede un po’ sorpreso a quanti sono attorno a lui, posando sul tavolo il mazzo di carte con cui fino a quel momento stava giocando.

La ragione, a dire il vero, c’è. Eccome. Don Giovanni, infatti, classe 1909, è il “decano” dei sacerdoti ambrosiani: nei prossimi giorni festeggerà i settantacinque anni di messa e, a luglio, il suo novantanovesimo compleanno. Un traguardo, evidentemente, non proprio da tutti…

«Fu il cardinale Schuster a ordinarmi sacerdote, il 10 giugno 1933», ricorda il monsignore, tenendo a precisare «che erano le 10 del mattino!», e che quel monaco benedettino diventato vescovo di Milano l’ha sempre colpito per la sua figura ascetica, di autentico uomo di preghiera.

Di pastori della Chiesa milanese, in realtà, monsignor Balbiani ne ha conosciuti ben cinque, considerando, oltre allo stesso Schuster, anche Montini, Colombo, Martini e, naturalmente, Tettamanzi. Senza contare che nacque sotto l’episcopato del cardinal Ferrari, fu “cresimato” all’epoca di Ratti ed entrò in seminario con Tosi… Un intero secolo di storia ambrosiana, insomma!

E tutto questo senza muoversi dalla “sua” Saronno, in quel collegio arcivescovile in cui, giovane prete, fu mandato come insegnante ed educatore, e dove rimase ininterrottamente fino a pochi anni fa, ricoprendo anche il ruolo di vicerettore.

Docente di disegno tecnico, in particolare, con la passione per la pittura. «E per le stelle…», aggiunge alzando eloquentemente una mano verso il cielo. Monsignor Balbiani, infatti, è stato sempre un cultore di astronomia, tanto da fondare anche il locale circolo astrofilo, a cui oggi ha donato i suoi strumenti di osservazione: data l’età, veri e propri pezzi da… museo!

«Don Giovanni, guardi che l’aspettano a Uboldo per la messa!», gli dice scherzando un’infermiera della casa di riposo dove oggi si trova, sempre a Saronno. Lui strizza gli occhi divertito, ricordando come quelle celebrazioni siano state per tantissimi anni il suo immancabile impegno pastorale.

«E fino a 90 anni compiuti guidava ancora l’automobile…», ci assicura don Fabio Viscardi, l’attuale rettore del collegio arcivescovile saronnese, che per monsignor Balbiani ha organizzato un momento di festa e di ringraziamento lunedì 2 giugno.

«La mia prima macchina è stata una Balilla», puntualizza il sacerdote “centenario”, con un pizzico di orgoglio. «Anche se io ho sempre preferito la bicicletta», aggiunge. Immancabilmente, infatti, una volta alla settimana, per sessant’anni, il sacerdote percorreva il tragitto da Saronno alla “natia” Lecco per andare a trovare amici e parenti: un centinaio di chilometri, fra andata e ritorno. Che stia anche qui il segreto della sua longevità?

«Ma lei cosa direbbe ai suoi confratelli che oggi iniziano il loro ministero sacerdotale?», chiediamo a don Giovanni prima di congedarci. La risposta arriva immediata, con una vigorosa stretta di mano: «Pregate! Pregate!».

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