L'appuntamento è per sabato 11 ottobre alla Casa Cardinal Schuster: si discuterà di economia, giustizia e solidarietà a cavallo delle due sponde del Mediterraneo


Redazione

06/10/2008

di Cristina CONTI

Costruire relazioni tra Africa ed Europa basate su giustizia ed equità. Sollecitare l’opinione pubblica del vecchio continente a prendere consapevolezza che un tale cambiamento sarebbe non solo giusto, ma anche conveniente per chi vive su entrambe le sponde del Mediterraneo. Questi i temi al centro della riflessione nel convegno “L’Africa e noi – economia giustizia solidarietà”, che avrà luogo sabato 11 ottobre, dalle 9 alle 17, alla Casa Cardinal Schuster (via Sant’Antonio 5, Milano).

L’iniziativa – rivolta a quanti vogliono conoscere più da vicino e approfondire i problemi del continente africano – è organizzata da Caritas Ambrosiana, Centro Ambrosiano di documentazione e studi religiosi, Centro Documentazione Mondialità, Segretariato unitario animazione missionaria Lombardia, Ufficio diocesano della pastorale dei migranti, Ufficio diocesano della pastorale missionaria, con il patrocinio di Fondazione Cariplo, Comune di Milano, Provincia di Milano, Regione Lombardia.

Nel corso della mattinata saranno quattro gli argomenti sviluppati. Il primo sarà debito estero, cooperazione e finanziamento allo sviluppo e avrà come relatore Riccardo Moro, direttore della Fondazione Giustizia e Solidarietà, istituita dalla Cei per portare a compimento la campagna ecclesiale sul debito lanciata durante l’anno del Giubileo.

Il teologo gesuita Minani Bihuzo della Repubblica Democratica del Congo parlerà, invece, di come la Chiesa africana si sta preparando ad affrontare le questioni legate alla giustizia economica nel secondo Sinodo per l’Africa, che si riunirà il prossimo anno. I rapporti commerciali tra Europa e Africa e la guerra per le risorse saranno, poi, al centro degli interventi di due studiosi: Gianni Vaggi, direttore del Centro Internazionale di Cooperazione per lo Sviluppo dell’Università di Pavia, e Marco Deriu del dipartimento di studi politici e sociali dell’Università di Parma.

L’attività del pomeriggio si svilupperà, invece, attraverso una serie di 11 laboratori, con esperti e specialisti su altrettanti problemi aperti: dai conflitti in Sudan al debito e risanamento urbano, dai retroscena del traffico di rifiuti verso l’Africa al commercio delle armi, dalle guerre per l’acqua alla tratta delle donne nigeriane, dalle famiglie virtuali spezzate dall’immigrazione all’espansione dell’influenza cinese in Africa, fino alle tante, piccole, ma virtuose iniziative, come il commercio equo e le esperienze di microeconomia in nord Uganda.

Le persone che tengono i laboratori hanno una conoscenza diretta del territorio e questo darà modo ai partecipanti di farsi una visione realistica di problemi che solitamente sono trattati solo per sommi capi dai giornali o dai mezzi di comunicazione di massa. I laboratori, infatti, sono sotto forma di workshop e prevedono il coinvolgimento diretti dei partecipanti.

In occasione del convegno, inoltre, sarà presentata la mostra “Mai più schiave. Slaves no more” della fotografa Silvia Morara e della giornalista Anna Pozzi, che documenta il traffico di ragazze nigeriane costrette a prostituirsi in Italia.

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